ma anche no


dài, però.
10 settembre 2015, 21:13
Filed under: mai piu senza

Dice ah è finita l’estate malidetta, fa fresco! è bello!
E invece vi dico no, amici.
La prima cosa brutta, ma aiutami a dire brutta, è che la mia collega prefe ha cambiato lavoro, dopo cinque anni di bestemmie congiunte e altre amenità.
Mi manca tanto, è un’ingiusta ingiustizia e sono triste come quando ti lasci con i fidanzati, che vita grama, che vita drama e poi scopri che lui è a Formentera con Gisella.
E che io devo stendere la lavatrice. Dalle sei.
Quindi andiamo avanti con le cose brutte.
Amici che ti chiedono di fargli un lavoro = panico misto a voglia di vomitare.
Come se non fossero già abbastanza tutti i vestiti dell’estate da mettere via. Vestiti che, per altro, non mi entrano più da cinque anni, ma che mi ostino a traslocare ogni sei mesi, nell’attesa che si compia quella cosa dello scambio di corpo con MirandaKerr e per assicurarmi quell’allure di depre che fa iniziare bene l’estate.

Poi. È in onda di questi tempi il gatto che pisciava alle porte, remake del famosissimo a piedi nudi nel piscio. Dopo due mesi di mattine con quaranta gradi, il mocio, la varichina, il disabituante, le droghe, abbiamo detto: vabbè, poverina, picci, vuole dormire con noi. E allora, daje, dormi con noi.
Però continua a sentirsi profondamente insultata da ogni porta chiusa e quindi nemmeno dentro al cesso possiedo un mio momento: si siede fuori dalla porta, fa un miagolino supponente e poi psss.
Hello mocio my old friend, I’ve come to talk with you again.

Poi: cosa sono, per favore, questi ginz tutti strappati che si vedono in giro?
Non è che per fare una cosa diversa dobbiamo per forza fare schifo, dobbiamo.

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