ma anche no


and every word is nonsense but i understand
20 marzo 2015, 23:33
Filed under: puttanate intimiste

C’è stato un periodo in cui l’unico contatto umano che avevo erano le mail di D, ché delle volte ci scrivevamo anche tre volte al giorno.
Questo perché D. riesce a riassumere perfettamente in poche parole tutto quello che io ci metto pagine e pagine ad esprimere male: non solo sa dire sempre la cosa giusta, ma sempre con la sfumatura giusta, tipo un piatto tre stelle dove c’è il dolce il salato l’aspro l’amaro la rava e la fava.
Tipo la laurea in trasmissione dei pensieri.
Ora a D. è capitata una roba davvero brutta e io penso a quanto mi ha commosso che D., da dentro questo pozzo di difficoltà, abbia trovato il tempo e il coraggio per raccontarmi questa cosa, e quanto, ancora una volta, mi sia arrivata come un tram in faccia la sua mystery box di umanità, fatica e paura, di come, come ogni volta, le parole siano in sequenza perfetta per farmi arrivare ogni pacchetto come se lo stessi vivendo io, però sempre con quella spolverata di anice stellato che solo i grandi chef si possono permettere.
Quando ci siamo conosciuti pensavo che io per descrivere D. avrei voluto avere delle parole nuove di zecca, che non si fossero mai attaccate per caso agli amici degli amici in pizzeria, e bè, ora di nuovo vorrei un vocabolario intero per dire quanto mi dispiace senza che possano essere le stesse parole che uso quando mi cade il gelato.