ma anche no


gli ingredienti buoni
9 luglio 2014, 16:44
Filed under: puttanate intimiste

Vogliamo parlare di quanto caldo = morte? No, perché siamo tutti d’accordo, però quando nella schiffia appiccicosa estate capitano questi giorni di garrulo freschino mi viene letteralmente da saltellare dalla giuoia, ora un po’ venata da sensi di colpa per le alluvionissime del momento. E non parlo solo dei migliori 10 km della storia, ma proprio della bellezza di poter di nuovo fare una passeggiata per pranzo, attraversare il cortile, stare in vespa al semaforo senza desideri di morte.
Ma vabbè, non volevo parlare di questo, è che the pensiero mi è venuto stamattina combinato al pensiero che levare il parabrezza in estate è la best idea 2014 e che io non l’ho mai fatto in dieci anni perché mi pesava il culo capire come si svitavano i bulloni che non si vedono e allora niente, è caduto da solo al semaforo di via Nazionale, tipo una crosta vecchia, a forza di vibrazioni. Lì per lì mi sono anche un po’ spaventata ma invece poi grande grande metafora della mia vita, raga.
Insomma ero on the Muro Torto road – il vento odo stormir tra queste piante – e pensavo che ero contenta perché stasera ci vedremo insieme la partita e siccome della partita non me ne frega una beata fava questo mi ha portato a fare un metapensiero romanticone di come mi piaccia pure andare al centro commerciale o stare in coda in macchina le ore perché “a noi il tempo non ci è mai bastato, così è sempre stato e così sempre sarà”.
Aho, ma buttalo via, come pensiero del mercoledì mattina.

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1 commento so far
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mi piace il parabrezza che cade come una crosta vecchia e ti sembra una metafora della vita
mi piace assai questa delicata immagine poetica, mi sa che te la ruberò
nei pochi anni in cui ho guidato la moto non ho mai avuto cupolino o parabrezza, però avevo i capelli e mi piaceva molto avere il vento nei capelli e perciò ogni tanto mi toglievo il casco e guidavo così, alla selvaggia
invece il pensiero del mercoledì mattina non l’ho capito molto, ma forse solo perché è sabato (oggi, non mercoledì -> ovviamente)
però mi ricorso lo spassissimo di guidare su via nazionale, cercando di sopravvivere entrambi (me e la moto) ai sanpietrini sconnessi e agli avvallamenti… con gli autobus e le macchine che non deviavano di un millimetro dalla loro traiettoria e, col passare degli anni, é tutto peggiorato: sconnessione dei sanpietrini, profondità degli avvallamenti e stile di guida dei romani, autisti dell’atac inclusi

Commento di marcell_o




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