ma anche no


house of cards
30 aprile 2014, 11:39
Filed under: cartoline malsane, mai piu senza

Ohhh, chi si stava facendo scappare aprile?
Aprile grandi fatiche fisiche, molti treni Itali, molti viaggi mascherati da finesettitimana dell’ammore, che erano in realtà solo una scusa per setacciare a tappeto di tutti i supermercati italiani alla ricerca dei Crusbon del Molinochiavazza (sic) articolo introvabile nella angusta capitale italiana.

Endomondo mi lampeggia di nuovo 150 km, questo mese: nonostante i bei tempi di un tempo non si vedano più, nonostante il caldo incipiente, nonostante tutta la parte sinistra decida ancora spesso di attirare l’attenzione con doloretti di polpaccio e caviglia che si rigonfia a sorpresa, sono molto contenta.

Però aprile passa alla storia come il mese di House of cards, che forse è finora la serie più sbella che io abbia mai visto. Mi faceva salire fin dal pomeriggio una voglia smodata di tornare a casa e ora che è finita sento un vuoto, un abbandono, sapesse, contessa. La cosa curatissima, rispetto alle serie altre, è la cesellata (eh?) psicologia dei personaggi: niente sconti a nessuno, umanità gretta a secchiate, che spunta ovunque, ma mista a sentimentoni, che alla fine mi ha fatto affezionare un po’ a tutti gli orribili. In particolare i momenti in cui KevinMillePremiOscarSpesi si gira a parlare con la telecamera: altroché l’America, altroché la musica.
Poi la fotografia, vabbè. Sembra che ogni scena sia una foto perfetta, ogni.singola.scena. Orghl.

Comunque essere Mr.President, o peggio ancora, la moje, è più o meno il mio concetto di inferno (a un certo punto non può più neanche uscire per andare a correre, oh oh oh) e, a questo proposito: abbiamo mai parlato di quanto poco si stia lavorando a quel problema della mancanza di un bottone “diventa invisibile”? Eh.