ma anche no


ultimo piano
21 febbraio 2014, 11:45
Filed under: mai piu senza

ultimo pianoNel palazzo accanto allo studio c’è un istituto di cose di arte, dove i giuovani diplomati del liceo vengono a imparare l’arte del giocare a ping pong e a esercitarsi nell’urlo della bestemmia, che io pirsonalmente non ho niente contro l’uso della bestemmia, però alle volte mentre siamo in riunione con il capo dei re dei beni culturali dell’universo risuona porcodio in tutta la strada ed è un po’ imbarazzante. Insomma ieri, nell’ora che volge il disio ai navicanti e ‘ntenerisce il core, nella finestra davanti alla mia vedo questi abbracciati e dico oh, guarda che picci. Mentre la mia collega romantica sospira di nostalgia per quelli contro un muro o dentro a un cine o là dove si può, mentre la mia collega madre ci dice che lei l’idea di baciarsi con il marito-non-davvero-marito ma nemmeno dipinta (vale la regola d’oro: fare figli sempre idea geniale) io prendo il telefono e inizio a cercami l’inquadratura, senonché nel frattempo il limone si fa intenso e lei si toglie un maglione e allora comincio a sentirmi un po’ a disagio a fotografarli mentre nel mentre cerco di spiegare all’uditorio che “si toglie un maglione” non vuol dire è nuda ma che si è sfilata uno strato perché la situazione si è fatta privata. (“privata”. Che eufemismi cattolici da premio nobel che uso, e non sono manco mai andata a scuola dalle suore: applauditemi)
E niente, il soggetto inquadrato dietro il vetro con tutti i controcazzi giusti mi si ammucchia in una palla indistinta di mani e piedi e lo stevemccurry che è in me piange perché secondo me potevo fare la foto del secolo o quanto meno portare a casa l’esercitazione del GSFP di questa settimana che è una significativa rogna  che va fatta con il cellulare e facendo finta di telefonare (?).
La morale di questa storia è: se nella vostra aula pubblica c’è una finestra, ammucchiatevi ma siate picci.

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