ma anche no


soprattutto il silenzio e la pazienza.
18 novembre 2013, 12:42
Filed under: puttanate intimiste

Quindi quindi, il giorno 29 ottobre mi sono storta la caviglia sinistra.
Pensavo fosse una cosetta oplà e invece sono ancora qui che aspetto che si sgonfi e insomma, aggiungete pure qui cento cartelle che rigurgitan salmi di mortificazione, tristezza, piantini, consigli dell’internes, molestie diffuse al genere umano.
E pensavo, dondolando il caviglione, cara amica la corsa prende la corsa dà, come questa lagnosa vicenda mi abbia insegnato delle cose e quindi come tale abbia una sua validità (?)
Ho capito che correre non è che solo mi serve, è che proprio mi piace, e che ora che posso camminare/palestrare e altro, non mi mancano tanto le endorfine o la stanchezza, ma mi manca proprio quella sensazione di correre, che è diversa da tutte le altre sensazioni belle o sportive.
Ho capito che se mi faccio male, anche poco, devo stare ferma o non se ne esce più e allora scopro di avere questa pazienza che non avrei mai creduto, come scoprire che c’è un altro cassetto, e veramente io quell’armadio lo aprivo tutti i giorni ed ero sicura che quel cassetto non ci fosse.
Va detto che, in tutto questo, ha avuto un ruolo fondamentale la straordinaria pazienza di Morosiny, che ha sopportato le suddette cento cartelle di, ha organizzato la suspense del quotidiano scartamento della caviglia, mi ha proibito di uscire e poi portato la sua bici, ha fatto gli impacchi di freddo, di caldo e di bagini, il tutto con la grande astuzia pissicologia di non dirmi mai ‘devi stare ferma un mese’ ma il furbissimo ‘domani vediamo’ e intanto è passato un mese.



laclauz ti spiega: perché è meglio essere brutti
7 novembre 2013, 14:15
Filed under: mai piu senza

Guardiamo l’ostico e periglioso mondo delle relazioni zentimentali dei fighi: come scremare chi vuole vincere la competizione da chi è realmente interessato?
Perché che giuovani e meno giuovani uomini e donne siano interessati ad accoppiarsi a prescindere dai rispettivi ripieni è cosa buona e giusta, ma state tutti molto attenti non cadere nella insidiosa trappola dell’ammore, perché è lì che è difficile capire se veramente Loretta è una pella pirzona!
Non parliamo di se arriva con le cosce di fuori e ogni ragionamento si fugge, ma anche quando arriva con il suo maglione sformato su un paio di ginz, è così bellina che dimentichi subito quei sospetti nati dai suoi like alla pagina di giggidalessio, e lo dimentichi così bene perché a te, Melchiorre, a te stesso medesimo, ti si fodera di mortadella il cervello e ti racconti, you sing you play, che sei innamorato. Loretta pensa sempre caro mi fu quel trottolino amoroso dududadada di Melchiorre, e andate a vivere more uxorio.
A questo punto mettiamoci nei panni della povera Loretta, miss manza 2013: Melchiorre ha voluto sposarla perché incantato dalle poppe da applauso, ma lei come fa a saperlo? Lo scoprirà solo quando quando deporrà lo scettro della gnocchitudine (presto, amica mia), raggiungerà la data limite del ‘consumarsi preferibilmente entro’ e si ritroverà accasata con un 5A che piantona le scuole medie.
Quindi niente, Loretta, hai questo problema della bellezza che, vedi, proprio ti intralcia e ti rende la vita un ginepraio, ci dispiace per te, ma non disperare: quando finalmente anche tu sarai brutta e vecchia fuori dal mercato delle giuovani carni, allora sarà il momento giusto per scendere in piazza e ramazzare solo i no perditempo.
Quindi, cari raghi fighi, tranquilli anche voi: you are young, darling, for now, but not for long.