ma anche no


vicende paze e solari
24 luglio 2013, 11:52
Filed under: bll bb bll parlaci di lei

M’è venuta la sciatica e sono andata da un losco guaritore cinese che mi ha resettato più che massaggiandomi riempiendomi di ceffoni strategici, nel mentre mi distraeva con un sacco di complimenti in idioma vario, il migliore sicuramente “tu faccia di bambina che si vende”: zoccola minorenne +1, avercene di fidanzati così fantasiosi.
A suon di sganassoni la sciatica è passata, in compenso la palestra che infiniti lutti inflisse agli achei, the one and the only palestra che ci ha triturato i maroni per sei anni con le sue beghe da gemelle calabresi, insegnanti grassi, sosia di Montecitorio, partecipanti invadenti, opinioni non richieste, robe dimenticate e infinity disguidi logistici, è fallita.
Con in saccoccia il mio abbonamento annuale, perché non ci facciamo mancare niente, sia mai.
Questa storia mi ha costretto a parlare con gli altri detenuti, imparare i loro nomi, entrare in una mailing list che propone scenari che passano da forum a the snatch e, che ve lo dico a fare, l’impennata di socievolezza mi ha turbato più del furto fallimentoso: sono molto a disagio in questa situazione di baciamoci tutti i faccioni sudati.
Comunque.
Ora sono alla ricerca della palestra nuova.
Ieri sono andata in un enorme posto assurdo di papponi anziani in cui mi hanno fatto andare nell’ufficio di macario, un pompatone calvo color mattone che doveva farmi la proposta: paura.
La proposta mirabolante di macario comprendeva un mese di prova a cento euro + serie di quote aggiuntive per ogni uso del tapis roulant: ciao macario, sarai comunque ricordato con benevolenza nonostante il catenone d’oro che occhieggiava saputello dalla camicia aperta, perché mi hai chiesto se volevo aderire all’offerta per chi ha meno di venticinque anni.
Oggi vado a vederne un’altra. Ho come l’impressione che tutto questo cercare comporterà nuove figure marroni spassosissime.
Poi fa caldo, vojo mori’ e altre bellezze di avere degli adorabili colleghi che vogliono tenere il condizionatore a 29 gradi che però fate da soli che già sto iniziando a sudare, giao.



I could offer a million answers, all false. The truth is that I’m a bad person.
4 luglio 2013, 01:52
Filed under: puttanate intimiste

Non sono più capace di dare una forma alle cose che ho dentro, tanto che mi chiedo se ancora ci ho dentro delle cose.
Il tempo passa e mi fa paura vedere come cambiano le cose, pensare che vedrò morire de niro o de gregori perché è così e non è che sono per forza importanti ma sono della roba fissa, come il colosseo e io voglio delle cose che rimangano e non sono capace a stargli dietro a tutto questo stravolgersi delle prospettive di cose che ho guardato dal basso fino all’altro ieri e oggi improvvisamente le devo guardare dall’alto e scoprire che hanno cambiato faccia e nobody likes change e niente, è difficile non farmi spaventare dall’inesorabile sgretolamento delle condizioni al contorno.
Quindi ora è di nuovo estate e sono di nuovo qui con il gatto che non dormo e penso che non mi viene la vita che voglio per me ma ho sempre meno voglia di andarmela a procacciare. Non che prima sprizzassi risolutezza a tutta callara, però adesso proprio pff.
Tipo anche: vorrei andare a un sacco di concerti e poi invece dico ah ma così mi faccio la doccia con calma e delle volte poi questi concerti sono anche brutti lontani e faticosi quindi delle volte ho anche ragione però questa accidia mi fa schifo e alla fine sono sempre triste per come sto spendendo male il mio tempo che non tornerà, non ritornerà più.
Non ho visto la mostra di LeCorbusier né i National all’auditorium: quanto mi sento una persona brutta per questo? Senso di colpa infinito.
Mi piace questa cosa che vivo a Roma come se vivessi a Montefiascone? (ciao amici di montefiascone, non voglio dire che motefiascone sia brutta, capitemi, dai) No che non mi piace ma ci ho troppa paura e basta con questa paura, ché ci hai seimila anni perdio.
Le foto che dovrei fare e non ci riesco, mi sembra tutto già visto e già detto e poi alla fine vince sempre quella storia della doccia con calma.

Dicono che sia normale questo invecchiare diventare depressi e occuparsi solo di classifiche di vini e telefoni, io non lo so, sto meglio ora di quando ero più giovane, ma forse è inesorabile che mi risucchi il mondo delle necessità deficienti o forse ho solo bisogno di due tavor e un calcio in culo. Visto che lo avevate capito subito, invece di fare i capiscioni, venite a darmelo tutte le volte che ricomincio con quella cosa della doccia, mortaccidetutti.