ma anche no


lavorare con lentezza
21 febbraio 2013, 23:56
Filed under: mai piu senza
Son due settimane che mi sbatto come la maionese.
Riunioni, sopralluoghi, e torna a studio, piove e prendi la metro, e lascia la vespa e recupera la vespa, e la batteria non va, la catena non si slega, lascia le chiavi da romeo, e poi di nuovo andiamo a vedere il capitello e togli tutti i pezzi e poi sostituisci il pezzo 82 con un plastico e mettine di nuovi e riquota tutto e allora riunione domani alle nove eccetera.
Allora dici ma bello che fai un sacco di cose varie e non stai sempre nello stesso posto a noiarti.
E invece no, io dico no, perché tutta questa socialità, questa puntualità, richiedono una logistica parecchio faticosa.
Tipoperesempio. 
C’è un tempo scarto per girare per bene la sciarpa, arrivare giù, poi ricordarmi che non ho fatto pipì e tornare su, poi magari la vespa non parte, e allora comincio ad essere in ritardo e poi scopro che devo fare benzina e nel frattempo tutti i semafori mi vedono e diventano gialli e poi può anche cominciare a piovere e allora ciaone proprio, come minimo mi fermo un attimo e mi faccio un piantino davanti all’edicola. Ecco, questo tempo-scarto io non lo so calcolare: può essere da dieci minuti a mezzora, ma, alla fine della fiera, arrivo tardi e già con l’ansia.
E poi mi dici la riunione è alle due e quindi allora rifaccio tutto il piano paesistico della giornata e magari vado a correre alle sei di mattina visto che salterò la lezione della palestra e poi invece non era vero niente e la spostano di due ore e allora finiamo alle otto comunque.
E poi, in caso, la borsa della palestra dove la mettiamo? Me la porto dietro per monti e per valli nella sala riunioni del Sovrintendente così mi scambiano per il postino?
La lascio a studio e quindi devo ripassare dal centro fare millemila strade sensi unici strabici sui sampietrini pazi e non si parcheggia?
Che problemi, amigi miei.
E poi questa cosa di vedere un sacco di gente, mettersi gli abiti della professionalità, avere i capelli puliti, i vestiti stirati: tutte cose che nella mia vita normale di pancabbestia non sono contemplate.
E quindi niente, volevo dire questa cosa che andare in giro per lavoro non è niente divertente, se sei ansiosini.
Ma leviamo pure se sei ansiosini.
Ma pure per lavoro.
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3 commenti so far
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ti capisco. io non mi sposto quasi mai, nel senso che la maggior parte degli incontri li abbiamo nello stesso stabile, che è composto da tre palazzi. ecco, per me già passare da un palazzo all’altro è fonte di ansia (il badge, il tornello che non si apre, il passaggio al freddo che ti devi mettere il cappotto solo per fare sei metri oppure non lo metti e assideri). in più mi capita sempre la riunione a sorpresa nei giorni in cui sono conciata come un’impiegata delle poste appena scesa dal letto.

Commento di lisecharmel

col tempo impari un sacco di cose
a vestirdi standard, a tenere i capelli in modo standard, a tenere l’ombrello in borsa e il lucchetto della catena oliato, a comincire le riunioni con “ochei, famo sverti che fra tot vado via” e tutti pensano che ci hai un rendez vous col presidente della cia e invece vuoi tornare a casa prima del buio per fare una bella corsetta…
ochei, se sei un maschio ultracinquantenne è più facile
anzi, visto che non piove mi vado a fa’ ‘na decina de km

Commento di marcell_o

Perché, come sono conciate le impiegate delle Poste, aho’ ?

Commento di Lavispateresa




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