ma anche no


l’arte di correre – parte II
9 settembre 2012, 16:07
Filed under: mai piu senza

Questa cosa di andare correre è molto misteriosa.
Non solo perché io ho sempre odiato correre e improvvisamente, ops, ma perché per quanto si cerchi l’angolo migliore e la luce giusta, è difficile spiegare cosa ti faccia desiderare di annoiarti per ore sotto il sole o la pioggia, sudando e faticando aggratis. Di farlo anche in vacanza.
Perché correre, anche tralasciando le condizioni climatiche drammatiche del 90% del tempo, (sì, anche a roma, perché o fa caldo o piove o fa buio) di per sé è noioso. Poi sì, magari è anche pure faticoso, ma la fatica più grande è alzarsi dal divano e mettersi le scarpe, perché una volta giù tutto comincia, per l’appunto, a correre per conto suo. Il movente ovviamente è sempre lo stesso: sensi di colpa da pizza precedente o seguente, e considerando l’influenza assoluta del senso di colpa nelle mie decisioni, è sempre sufficientemente forte da farmi alzare.
Però c’è dell’altro che non si può spiegare.
Correre mi pettina i pensieri difficili, quelli da impazzimento per loop, quelli da decisioni complicate, quelli da confusione, quelli che arrivano pieni di nodi come i ricci la mattina.
Correre mi scrosta la testa come il viakal.
Io proprio li vedo, quei pensieri densi e collosi, che si sciolgono e mi colano per la schiena e poi pfff, evaporano e improvvisamente non ho più voglia di appiccicarmi al muro per quanto sono nervosa e spiacevole e fastidiosa e insofferente e ansiosa.
Quindi, ricapitolando: si risparmiano un zacco di soldi rispetto all’analista e se ti dice culo ti cala pure la panza.



e poi lo sai che non vuol dire niente dimenticare.
8 settembre 2012, 12:07
Filed under: puttanate intimiste

Da un po’ di tempo faccio lo stesso sogno basic in cui c’è ciccio prugna che non ne vuole sapere di volermi bene in nessun modo.
Poi quando mi sveglio sono sempre triste e mi chiedo perché continui con così tanta insistenza a sognare questa cosa, contando tutti gli anni che sono passati.
Mi fa così impressione che in questi dieci anni siano successe così tante cose, ma dico così tante cose importantissime che hanno cambiato tutto quello che c’è adesso, e io le abbia dimenticate praticamente tutte, ad eccezione dei gusti di gelato che sceglieva ciccioprugna e dei suoi disegnini dei carrelli.