ma anche no


storia del ristorante e del disagio
25 agosto 2012, 23:08
Filed under: bll bb bll parlaci di lei

Vado in questo ristorante che mi ricordavo era buonissimo.
Arrivo tutta bellicosa dopo 10 km di corsa e un’insalata a pranzo, forte della mia coscienza immacolata.
Scelgo i pancake di patate, che magari voi non sapete cosa siano e allora veramente mi dispiace per voi, e poi scelgo un’altra roba e la signorina cameriera scuote la testa e dice no no no, anche i pancake è troppo.
Ovviamente non ho il coraggio di contraddirla perché fa la faccia schifatissima da oh.mio.dio.nessuno.al.mondo.può.mangiare.così.tanto. e io mi sto sentendo la regina di tutte le merde. Quasi mi alzo e vado a fare altri 10 km, per quanto mi sento umiliata di avere così ingenuamente ordinato due cose.
Allora per carità, per carità! un piatto solo!
Che metti che davvero è grande, certo non posso lasciare niente, ché chi gliela leva la la faccia mpf e io capace che scoppio in lacrime.
C’è bisogno che dica che di pancake me ne sarei mangiati 121 e arrivata a casa mi sono fatta una tazza di latte e cereali?
E che io domani parto e non potrò mai più mangiare i pancake di patate e odierò per sempre una certa signorina?
Non c’è bisogno, quindi la domanda di oggi è:
succede solo a me questa cosa che mi dicono NAOAOAO e io invece ne mangerei altre 57 portate?
Come bisogna reagire in questi casi?
Bisogna sottomettersi o convivere per dieci anni con l’umiliazione di un cameriere che viene ad abbracciarti dicendo “eccomi dai ragazzi mangioni”?

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3 commenti so far
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È una storia tristissima, costringere alla tazza di latte e cereali dopo il ristorante è un crimine contro l’umanità.

(Hai provato a raccontare del verme solitario che dimora nei tuoi visceri da anni tanto che oramai è di famiglia e a uno di famiglia un piatto di pancake non si rifiuta mai? Di solito funziona)

Commento di bnd

non so perchè ma a me capita il contrario…
ieri sera, per esempio. dopo una giornata estenuante di elucubrazioni, arti marziali e piscina, ci dirigiamo determinati in un gruppetto coeso verso la pergola di un bar. tra l’immprovvisata schitarrata di un avventore e le freccette che volano lontane dal bersaglio, ordiniamo affamati un sacco di roba. al che, lo spossato gestore, un po’ zen e un po’ spazientito, ci ricorda che è davvero una montagna di frittura quella che abbiamo chiesto. ci dice che corriamo seriamente il rischio di venir seppelliti da una valanga di fritto e salsina samurai. non gli diamo retta, accecati dai crampi della fame.
e dopo il primo piatto ben farcito su cui ci avventiamo selvaggi ne segue un altro. e poi ancora. fino a che, pedalando per tornare, sento nell’esofago dei totani fritti che galleggiano senza il coraggio di varcare la soglia dello stomaco. e ancora ribollono durante una notte di sogni pesanti e inseguimenti…
ma è sempre così: vorrei saper dire, in ogni caso nessun rimorso e poi mi rendo conto che avere dei rimpianti non è meglio…
se vuoi, passami a trovare ;)

Commento di tiraforilidenti

il link non va, prova con tiraforalidenti.wordpress.com
ciao ciao

Commento di tiraforilidenti




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