ma anche no


dove è ancora tutto, o quasi tutto, da sbagliare
30 maggio 2012, 19:35
Filed under: mai piu senza

Questo mese nella sua prima metà l’ho passato a chiudere quel lavoro che mi stava azzeccato come un cerotto da tre anni, nella sua seconda metà l’ho passato a rilasciare la bile accumulata.
Era tanto che non lavoravo a una consegna con prolungati ritmi notturni e ho capito di essere definitivamente invecchiata.
Perché perché perché i giuovani universitari, con il metabolismo e l’ingenuità a palla, costellavano le notti di orsetti gommosi e patate fritte, sfoggiavano con orgoglio la maglietta da settimo giorno, tutto con un entusiasmo che mi avrebbe fatto veramente tenerezza se non fossi stata sopraffatta dalla voglia di picchiarli.
E se finora lavoravamo ognuno al posto suo e più o meno si poteva pensare che fossimo tutti nello stesso mare magnum di disperazione, a vederci in questa piscinetta io ho capito quanto contano gli anni che corrono tra uno dell’84 e una del ’77.
Ho capito di essere definitamente dall’altra parte, quella che il lavoro si paga, il primo maggio si paga e le notti si pagano, quella che non basta il cornetto algida per fare festa.
Forse è triste, a metterla giù così, ma a me hanno fatto pena questi supergiovani pieni di entusiasmo perché ho pensato a tutte le randellate lavorative che li aspettano lì dietro l’angolo, alle verdure a cui dovranno convertirsi, ai vizi tecnologici di cui avranno bisogno, e sono stata contenta di esserne uscita.
Sono contenta di avere una casa dove voglio tornare, che i pomeriggi su illustrator non siano un’alternativa più che goduriosa rispetto a una convivenza con valigie di sottaceti calabresi e turni per pulire il cesso, che le notti su autocad non siano un’agognata via di fuga dalle geremiadi parentali, che i miei amici non siano costretti a subire lo scazzo continuo e il tempo peggiore che si passa coattamente insieme durante questi jet-lag dell’isteria.
Poi comunque per il festone mi sono vestita elegante, e proprio mentre pensavo questo vestito con le tette sarebbe da battona, invece così è davvero elegante, ah come sto bene, mia madre ha detto disgustata “almeno mettici un push up”.
Forse tutto sommato l’adolescenza non è così finta.