ma anche no


posto di blocchi
22 gennaio 2012, 12:07
Filed under: mai piu senza

È un po’ che non parliamo della dieta, quindi parliamo un po’ della dieta.
Sono stati degli anni un po’ pesanti, da queste parti, cause varie, quindi ora non mi entra più gnente e sono approdata in dei territori della bilancia mai esplorati prima. Ovviamente siccome sono una persona equilibrata e zen non me ne frega un cazzo e non mi deprimo affatto quando mi accorgo che l’unico indumento che posso indossare è il pigiama. Plus dei plus, ho scoperto che siccome ho avuto questa bella pensata di lavarmi un imbecille neo che si faceva i cazzi suoi da trent’anni, per punizione, non posso più fare nessuno sport per un mese. Allegria!
Allora questa settimana elo mi ha convinto che dobbiamo fare la dieta a zona che l’ha preparata un’amica sua farmacista e vedessi il marito il fratello la cognata che fighi. Vabbè. È un delirio di blocchini blocchetti e alimenti surreali come l’avena decorticata in chicchi o le perle di omega 3: non ci capisco una sega.
Tipo stamattina ho mangiato 160 gr di ricotta, tra due ore ci abbiamo degli anacardi lessi, tipo. Mi sento un po’ una persona strana, di quelle che quando le inviti a cena si portano la scatolina con le mucillagini e, mentre tutti fanno la scarpetta nelle lasagne, deglutiscono poltiglie multicolore facendo finta di essere normali.
Ho come l’impressione che far digerire a mia madre che la pasta alla gricia non rientra nel miniblocco carboidrati sarà più difficile che non mangiare la pizza per un mese.
A parte questo.
Siccome i disturbi alimentari se sei un’adolescente magrina fanno tanto moda e bisogno di protezione, ma se hai superato i trentanni sei solo un’isterica fuori tempo massimo che dovrebbe occuparsi di mastite, volontariato in uganda o al massimo mostre sul capitalismo francese, facevo un po’ di pensate sul cibo.
Il cibo oggi è praticamente l’unico aggregatore sociale.
Chiunque bisogna vedere, dovunque bisogna andare – lavoro, famiglia, amigi, ammore – c’è sempre il momento ingozzo collettivo.
E se ne parla in continuazione.
Di cosa mangiare, dove come e perché.
Che se, per salute o scassamaronità, decidi di tirarti fuori dalla giostra delle pizze, sei automaticamente fuori da tutte le giostre, il che tra l’altro non aiuta a sopportare la privazione da pizza.
Mangiare è l’unica gratificazione sempre accessibile, e allora perché se la mia giornata è stata brutta non devo gratificarmi? E cosa ho fatto oggi per meritare la punizione della non gratificazione?
E perché un gelato solo, se me ne meriterei cinque?
Ora, al di là delle taglie, delle bilance, dei media con le modelle obese, mi sembra che il cibo abbia assunto un enorme valore ideologico e sociale, e si sia persa di vista la sua reale funzione. Attenzione, non sto dicendo che dovremmo mangiare tofu con le arachidi gigliate invece dei panzerotti di luini, ma che perché se ci vediamo in pomeriggio dobbiamo per forza prendere il caffè/il cornetto/il tramezzino biologico/la centrifuga? Perché non riesco ad immaginare una cosa bella senza andare a planare, prima o poi, sulla certosa? Perché la felicità deve essere legata a filo doppio ai bucatini?
Adesso mi direte che se io fossi magra starei felicemente a sfondarmi di bignè senza pensare ai ruoli della piadina nelle istituzioni, e che vi devo dire amigi, sicuramente è vero, però in un mondo che ci è ostile rovinato dalla droga siamo molti di più ad ingrassare (ehm) le fila dei ciccioni e quindi secondo me ho fatto ‘na pensata utilissima.
Adesso scusatemi è ora dello spuntino sedici grammi di mirtilli e un terzo di nocciola.

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3 commenti so far
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è una pensata che ho fatto anch’io, anche se in maniera un po’ più isterica. anch’io mi sono trovata a riflettere sul fatto che se ci si vede con qualcuno deve sempre essere per mangiare qualcosa. ma porca pupazza, ma soprattutto noi che viviamo in città grandi e piene di cose da fare, perché non ci vediamo per un cinema, una mostra, un giro per vetrine, un reading? no, sempre e solo un aperitivo, se sei fortunato una cena. uff.
però mi rendo conto che il tuo era un pensiero molto più sociologico, profondo e meno isterico. eh, che ci vuoi fare. piuttosto: funziona ‘sta dieta a zona?

Commento di lisecharmel

Guarda su friendfeed mi hanno fatto un culo così che non la devo menare se io ci ho un problema psicologico rompendo i coglioni alla società per cui è giusto bello e sano mangiare, quindi mi commuove davvero sentirmi al fin compresa :)
Della dieta a zona non so ancora dirti, a prima vista sembra si mangi tanto, però poi all’atto pratico finiamo sempre lì: mezzo chilo di verdura e le proteine. La cosa che mi sembra carina è che gli spuntini sono parecchio fantasiosi e sostanziosi e che c’è un sacco di ricotta (io amissimo la ricotta) e di yogurt (magro, ma ho trovato delle vie legali per accedere anche a quello)
Io per ora sono in un interregno che contempla un regime dietetico ma non la zona rigida, ché ora non posso, ma appena torno dalla montagna e posso ricominciare a correre mi metto seriamente con il bilancino a pesare 25 gr di prosciutto a botta e ti faccio sapere.

Commento di laclauz

comunque: ma dopo gli anni di torture di commenti di splinder, che se sbagliavi potevi solo morire: ma quanto quanto è bello wordpress? vi amo tutti

Commento di laclauz




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