ma anche no


e di nuovo cambio casa
13 gennaio 2012, 21:45
Filed under: bll bb bll parlaci di lei

E allora gnente, dopo aver letto un paio di robe sulle fughe da splinder e aver detto ma nemmeno per niente, io proprio perdere il senno e congelarmi li piedi il fine settimana per splinder io proprio mpf, mi è venuta la tigna tignosis e ho traslocato.
Di quali lacrime e di quale sangue, ma soprattutto di quali piedi freddi grondi tutto ciò, lo immaginate, perché è una roba pallosissima a prova di disturbo ossessivo compulsivo abbinato a tette piccole.
E quindi così, ora sono qui in mezzo agli scatoloni che mi bevo una birra guardando le finestre senza le tende e mi chiedo se un giorno ci avrò le forze di pittare le pareti.
Belle pareti, eh. Siamo passati da sottoscala venti metri quadri tor mignotta a attico a via della fighità.
Perché dai, ora noi ci siamo un poco affezionati come ai gatti scemi con l’occhio guercio, ma sappiamo tutti che niente al mondo ha mai funzionato di merda come splinder. E i telefoni motorola. Qua invece, che robe! Pavimenti di vero ciliegio! Riscaldamento autonomo! Ampio parcheggio! Tipo mica mi dice scrivi un post, lui dice ‘elenco articoli’. Articoli, capito. Sono Eugenio Scalfari.
Vabbè, comunque.
Finora l’anno duemiladodici mi ha dato molte delusioni.
Tipo ora non solo so cos’è una sutura intradermica, ma ne ho pure una.
Mi hanno tolto un neo che non faceva male a nessuno, in maniera assolutamente truffaldina dicendo ah vieni qui un pomeriggio tranqui tranqui, invece se lo sapevo che era una roba così ER quanto meno mi facevo venire a prendere e portare a cena fuori, checazzo.
Mi hanno acconciato sulla sediola, con la cuffietta da parto e il camice con i mefitici rombini, e mi hanno portato di gran carriera davanti a un plotone medico schierato in pompa magna a braccia conserte. Dottore anestesista tre infermieri e laura pausini di sottofondo. Ma bellissimo. Non ho fatto in tempo a pensare che la lampadona operatoria esisteva anche fuori dei playmobil di ciccio che mi hanno sdraiato come una sardina sul tavolo operatorio. No, dico: tavolo operatorio.
A questo punto, non completamente soddisfatti dell’effetto terrore, mi hanno messo il coso per il monitoraggio cardiaco e allora lì ho pensato – giuro serissima – ora mi alzo e dico “Sapete, mi sono ricordata che ho un impegno importantissimo, devo proprio andare.”
Invece poi no, e mi hanno macellato.
Mentre cercavo un modo per recuperare un po’ della ghottissima occasione perduta di lagna giustificata mi ha chiamato il Fotografo e mi ha chiesto se mi andava di andare a Bari in giornata. Giornata della domenica. Volo alle 7 am. Ché io a Bari ci sono stata nel 2004, quando mi avevano mandato per l’inaugurazione di una filiale sfighi e io ho perso l’aereo e sono arrivata a pasticcini finiti. Da piangere.
Devo svegliarmi alle quattro e ho come l’impressione che la mia sutura intradermica non mi varrà un camogli riscaldato.
Moan moan.

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♥♥♥

Commento di r3dz




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