ma anche no


ceci-tà
15 ottobre 2011, 12:10
Filed under: mai piu senza
Mi è scappato settembre sotto il naso, e questa incuria delle mie complusioni mi mortifica, seriamente.
Come potrò ignorare l’ignominiosa falla nel mio archivio immacolato? Che amarezza.
Ovviamente ho delle nuove complusioni, questa è la spiegazione.
Le mie nuove complusioni sono causate prettamente dalla lenta e perigliosa svolta ecologica che ieri m'illuse e che oggi mi porta a intrugliare cose tra il bagno e la cucina e a mettermele addosso.
Tappe fondamentali per calcolare lo stato di rischio: si comincia comprando la frutta solo al mercato dicendo che quella del supermercato non sa di niente.  Si prosegue leggendo gli ingredienti delle robe da mangiare e scoprendo che il mulino bianco è il male. Ma il vero punto di non ritorno è il mondo della guerra alla paraffina e il forum di saicosatispalmi: se cominci a leggere gli ingredienti dei cosmetici allora sei definitivamente perduto, di lì a poco smetterai di vivere per capire come farti uno shampoo da solo.
Che più o meno è quello che è capitato a me.
Cose difficili da spiegare al mondo, tipo sentire l’imminente esigenza di bollire dei semi per ricavarne un disgustoso slimer, di consisetenza tra muco e sperma, con cui cospargersi il cranio, il tutto coadiuvato da un certo entusiasmo difficilmente condivisibile dal resto dell'umanità.
[La cosa più grave è che, mentre eravamo da ikea a comprare le scatole kvarnvik, MG ha visto un pressapatate e ha emesso gridolini di entusiasmo dicendo “Guarda! Guarda! questo è perfetto per pigiare i semi!” Mi sono sentita come quando stavo montando le stecche del costume da occhio per una festa di halloween (un tempo andavo alle feste, penza!) e mio babbo, serissimo, mi ha chiesto “ma è una cosa per l’università?”]
Vabbè.
Ho fatto duecento chili di burro di cacao che non so più dove stipare.
Con un tempismo straordinario, ora che ho imparato a fare delle pozioni di magia nera che in due ore eliminano qualsiasi scottatura, per la prima volta in ** anni, e con mia indicibile incredulità, non mi sono ustionata al mare.
Insomma, sono ormai vittima di una religione basata sulla farina di ceci, il cui messia è il latte in polvere; faccio anche del proselitismo entusiasta, quindi tutti quelli che mi frequentano hanno voglia di sopprimermi o quantomeno chiudermi in sanantorio, ma chissenefrega.
 
A parte questo, molto lavoro e nel tempo libero litigo con passione e accanimento con tutti gli estranei che mi capitano a tiro.  E con mia madre, ci mancherebbe.
Sono riuscita ad arrivare puntuale al matrimonio più bello del mondo e smettere repentinamente i panni (morali) di testimone frignone per indossare quelli di compita fotografa, il tutto rimanendo sui tacchi svariate ore.
Ma soprattutto!
 
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1 commento so far
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dove lo dimentichi, questa volta?

Commento di eddiemac




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