ma anche no


storia della corsa e del destino
20 agosto 2011, 01:22
Filed under: bll bb bll parlaci di lei
Nella mia giuovinezza il top della top ten della lista degli schifi era andare a correre, e questo lo dico giusto per chiarire la mia posizione -singolarmente- un pochino oltranzista a riguardo.
Poi però la vita ha fatto una rovesciata strana e io quest’anno ho corso 387 chilometri.
E dici, adesso ti piace? No.
Come non mi piace lavarmi i denti, mangiare le verdure, farmi la doccia il martedì, mettere a posto il cassetto delle mutande, mettermi la crema per il sole eccetera.
Però lo faccio lo stesso, sostanzialmente perché mi odio moltissimo.
Quasi più della doccia del martedì.
Diciamo che per un meccanismo perverso io quando vado a correre poi sono contenta di me, perché so quanto odio correre, quindi il sillogismo ci dice che andare a correre mi fa contenta, per il solito diabolico shangai tra senso di colpa/dovere/
piacere.

La storia ora è che a me piace moltissimo come scrive Haruki Murakami e Haruki Murakami ha scritto un libro sulla corsa edito da einaudi, che inspiegabilmente nessuno si è prodigato di regalarmi per tutto questo tempo.
E io dicevo: aspetto che esca in economica.
Un po’ perché sono tirchia ma soprattutto perché questo cambio di formato di einaudi ancora non l’ho digerito, sbanana tutta la libreria, così difforme anche nella profondità e poi un giorno signor giulio parliamo anche di quelli che un tempo avevano tutti la costola bellissima uguale e celestina e ora hanno delle raccapricianti costole fluorescenti random. Diomio.
Insomma, aspetta oggi aspetta domani, sono passati due anni in cui ho continuato a comprare di tutto dicendo ah vabbè questo aspetto l’economica e invece niente economica e la foto di copertina è bella ma il tipo vuole tipo 300 euro per mandarti una stampa e allora improvvisamente non mi piace più così tanto.
Però una settimana fa ho detto basta, io lo prendo lo stesso, e così un po’ ero anche emozionata di averlo, dopo tanta attesa demenziale, pensavo addirittura di inaugurare un nuovo ripiano della libreria tutto einaudi nuovi.
Bon, dopo aver letto pagina uno della premessa pensando dio come amo quest’uomo, dopo aver iniziato il pisolino pensando ah che gusto un Murakami nuovo, me lo sono dimenticato in aereo.
Ora, siccome io non ho mai né perso né dimenticato un libro, prima ho dato tre capocciate al vetro dell’autobus (la terza forte. ahia) poi ho pensato che è il destino che vuole premiare la mia pazienza con un’autunnale piccola, pulita e onesta edizione economica.

Se vi è giunta qualche fuga di notizie a riguardo: abbiate pietà di me, vi prego.