ma anche no


ciao, amigi.
15 luglio 2011, 15:30
Filed under: bll bb bll parlaci di lei
Qua rischia che ci perdiamo luglio, ahò.
Tanta tanta mondanità questo periodo.
Ho frequentato una pletora di parrucchieri surreali scovati da grupon e non ho ancora deciso se il gioco valga la candela perché se c’è una cosa che veramente mi secca oltremodo è il parrucchiere che deve fare la conversazione [o “certo quanto è bello il centro storico” o una disamina dei miei capelli che si conclude sempre con un incontrollabile bisogno di colpi di sole. Come no. (ho i capelli neri, se a qualcuno mai fosse sfuggita una delle millemila foto che spammo per l’internet)]
Però d’altro canto devo ammettere che con il capello parucchierato tutti mi dicono cose tipo come sei elegante o non ti riconoscevo (…) quindi non so, forse dovrei comprare una parrucca.
Comunque.
A uno di questi aperitivi del fashion, mentre ero lì che mi accingevo a consumare il piattino stipato di materia edule (bella parola, lo so, piace tanto anche a me, specie se vicino a edile – accento sulla i mi raccomando) accuratamente studiata, selezionata e calcolata in funzione del resto della cena, una perfetta sconosciuta si siede e si sente autorizzata a dirmi “ci siamo messe all’ingrasso, eh?”
Ora.
È vero che ci aveva anche un cerchietto con enorme scritta love in verticale, tipo le antenne di bug’s life, ma io proprio proprio mi domando come sia possibile che io abbia questa speciale calamita per sconosciuti incapaci di controllare l’irrefrenabile impulso a fare commenti su cosa mangio.
 
Perché anche pure: lunedì-martedì simpatico viaggio della morte a ravenna, gradi 40, umidità 95%, giro per il cantiere da mezzogiorno alle tre con scarpe anti infortunistiche, fratino catarifrangente e caschetto di plastica: direi che ogni commento è superfluo, direi.
Bene, ci portano a mangiare in un posto atroce, condizionato sì ma con tutte le finestre spalancate alle tre – come unire l’utile all’ecologia, ma bravi, veramente – dove uno zelante cameriere propone una bella impepata di cozze, peperonata al vov, vin brulè, stufato di montone.
Io non mi sento di dover spiegazioni ulteriori se dico che voglio un’insalata col tonno, giusto?
Invece no.
Il presidente dei presidentis di minchionis, quando sente che non prendo né il profitterol alla fonduta né – apriti cielo – il caffè, si sente autorizzato propormi questa argutissima facezia “ma lei dice sempre no! mi auguro che con il suo fidanzato sia più accondiscendente”
Ora.
Cioè.
Come dire.
Volevo rispondere il mio fidanzato è morto.
Ma poi è lavoro e non si può.
 
Allora niente, poi dici che uno è asociale, dici.
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