ma anche no


ma si muoia solo un po' di quando in quando
1 giugno 2011, 11:50
Filed under: bll bb bll parlaci di lei
Ci sono dei periodi che il mio lavoro mi piace.
Ma proprio mi piace che mi sento un zacco fortunata ad averlo e non lo vorrei diverso in niente – a parte i soldi. Dei periodi che voglio benissimo ad andrea e mi ansio per lui e di lui penso tutte le cose migliori che si possano pensare di un essere umano e ci sentiamo il fine settimana e ci mandiamo i messaggi della simpatia e ci chiediamo come stanno i gatti e come va il mestruo.
Tipo questo autunno-inverno è stato uno di questi periodi, lo giuro sul canguro e ho anche i testimoni.

Poi ci sono dei periodi che l’idea di passare qua un altro giorno mi fa venire voglia di lavare tutti i maglioni a mano, stirare trentuno camicie o fare i dosaggi seriati, periodi in cui mi auguro che andrea parta e stia lontano, specie dal mio monitor, il più a lungo possibile. E gli trovo tutti i difetti del mondo e divento indisponente, imparziale e malvagia. Bè, questo è uno di quei periodi, che culmina nel giorno oggi, in cui non c’è nemmeno collega carina – da non confondersi con collega simpatia, attenzione – a farmi pat pat mentre faccio la lagna intollerabile.
L’estate è sempre difficile, perché ci sono le soggettive temperature corporee che creano sempre tensione sullo stato di porte/finestre e condizionatore ma soprattutto perché il lavoro langue e secondo me quando il lavoro langue siamo tutti più nervosi, anche se per motivi diversi.
Il problema, il mio intendo, è che quando il mio lavoro non va bene mi vengono tutta una serie di altre pare che non so gestire.
Tipo il fatto che dovrei cambiare lavoro, che ci ho quasi quarantanni e sto ancora qua a fare marameo, che quest’anno non ho fatturato una foto che sia una che dovrei chiamare il fotografo quello là e fare del mercimonio sociale, sbattermi per procurami dei contatti e quindi niente, perché sono una persona orribile e pigra e uffa.

Nel frattempo hanno operato camilla della terza recidiva del fibrosarcoma e io ho fatto dei numeri da libro cuore tipo piangere seduta per strada con in braccio la gabbia con il gatto squarciato che si lamenta dell’anestesia, però anche piangere con incluse frasi sconnesse, con i capelli sozzi e quindi un po' anche numero da gattara barbona. Chissenefrega, comunque è stata una settimana emotivamente parecchio faticosa e il futuro sarà peggio e non voglio stare a spiegare perché.

Poi nel frattempo anche elezioni evviva eccetera, ma io che sono una persona meschina e spregevole ho pure rosicato perché noi stiamo e staremo ancora per un bel po’ con retromanno e io comunque quando vado a votare perdo sempre.
L’estate non mi è mai piaciuta, con quelli della tv che finiscono il 29 maggio e ti dicono buone vacanze come se io andassi in vacanza, con quelli del lavoro che si portano i bambini molesti di tutte le età perché non sanno dove mollarli, con il caldo, il sole, la depilazione, le notti che si suda e i gelati che costano milioni.
Mia classifica delle stagioni: primavera, inverno, estate, autunno. Dove primavera voto dieci se non piove tutti i giorni come questo stracazzo di anno, inverno almeno sette, estate cinque e autunno due. Due così, perché non si sa mai.
Che poi tutto si può ricondurre a un mero sabato del villaggio: mi piacciono le stagioni in cui le giornate si allungano, non quelle in cui le giornate magari sono anche lunghe ma si stanno accorciando, perché mi viene ansia – ma dai?

Vado a stampare la mia fattura piena di sentimenti cattivi, addio.