ma anche no


way outside your safety zone
22 gennaio 2011, 12:57
Filed under: mai piu senza
Sono giorni un po’ così che la nonna è all’ospedale ed è tutto un gran casino di informazioni attendibili/non attendibili, ma soprattutto bisogna essere serafici e accettare che nessuno sa niente, quindi non posso anticiparmi dei pacchetti di disperazione, tipo facendo degli scenari realistici con cui andare in overdose da angoscia, allora sono giorni di molta instabilità emotiva in cui cerco di darmi dei compitini per tenermi la testa impegnata.
Quindi girellavo allegramente per cercare di capire il destino dei miei sconsideratissimi acquisti nel truffaldino mondo dell’internet e ho trovato una cosa che mi ha profondamente commosso. Ora, siccome è il mio capitolo preferito (scripta manent, mpf) mi piace pensare che sia un’incredibile coincidenza della sorte e ignorare il fatto che PN riporti delle citazioni più o meno tutti i giorni.
Si fa quel che si può, eh.
Tipo ieri per la prima volta ho fatto il caffè.
Per me, intendo.
Che è un po’ come quando ho deciso di andare a correre, dall’oggi al domani, senza spiegazioni, per fare questo esercizio di non darmi spiegazioni. Insomma, sì, sto cercando di imparare a stare a vedere che succede, solo che, capisci, lo sto facendo con della roba grossa ma grossa quasi grossa come io che bevo il caffè e allora davvero è un esercizio impegnativo, a volte.
In ogni caso: MattBerninger quando fuori piove è l'ideale per un suicidio ricco di spunti originali.

(ah, carino, è chiaro che lo so che giorno è oggi, che ti credi)

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il dilemma
11 gennaio 2011, 18:06
Filed under: mai piu senza
Mi basta vedere della popolazione di età inferiore ai tre anni per due ore e mi sciroppo l’influenza: ho l’età biologica di un novantenne, evviva.
Allora approfitta approfitta di questa casalinghitudine per riordinare il cassetto delle mutande, operazione che mi crea delle crisi esistenziali quasi peggio delle sotto cartelle archivio lavori duemiladieci e dei nomi dei livelli di autocad. Il dilemma era quello di sempre, un dilemma elementare: dividiamo per forma, per colore o per materiale?
Il dilemma volendo si potrebbe estendere al resto del guardaroba, però le magliette sono solo di cotone, quindi le divido in ‘collo/senza collo’ e mi sento tranquilla così.
Il golf uguale, anche se a dirla tutta ho un cassetto golf chiari e uno golf scuri, il che per altro è una pessima soluzione quando è un po' buio e cerco un maglione blu.
I calzini sono: Gallo da una parte/non Gallo dall’altra, e festa finita.
(Sì, i Gallo sono di più. Me ne vergogno, ma fino a un certo punto: c'è gente che fa turismo sessuale con i bambini, oh)
Ma le mutande, porca miseria.
Per forma: la forma delle mie mutande è sempre la stessa forma che possiamo chiamare ‘famo-a-capisse-culottes’, però la categoria non finisce mica qui, ma si biforca in hipster e girl short (gap docet: fatevi una cultura, bestie) e poi ci sono anche alcune con la forma a mutanda e basta che gap chiama ‘bikini’ ma io chiamo normali.
Diciamo quindi tre pile? Diciamo.
Ma hipster da sola occupa tre pile, quindi siamo da capo a dodici.
Colore è very smart, ma ha senso se le hai solo bianche o nere perché metti caso che abbiano le righe, eh, tanto vale mettere la testa nel forno e ciao.
Le mie sono quasi tutte tinta unita, grazie a me, però molte tinte diverse con cui è impossibile fare un'unica palette degna di colormatch e quindi.
Materiale ovviamente impone delle sotto categorie, ché abbiamo solo cotone vs. microfibra, (per evitare lo psichiatra passiamo sopra ai misti dei due) e cotone vince nove a uno e quindi sarebbero due pile molto poco simmetriche.
Dunque, io per ora vado a pila di microfibra e le altre per forma, ma sono molto scontenta della mia vita e quando mi dicono che devo mettere ordine dentro di me mi sento sempre parecchio in colpa.


se non c'è sangue non c'è business
2 gennaio 2011, 00:14
Filed under: bll bb bll parlaci di lei
Bon, abbiamo oltrepassato Natale più o meno illesi, se si esclude la mia figlioccia di quattro anni che mi ha costretto a un interrogatorio serratissimo sul se avessi figli o almeno un marito, e devo averle dato delle risposte che non l’hanno affatto rassicurata perché poi mi ha chiesto se almeno avevo una mamma e un babbo.
È un tipo piuttosto tradizionalista.

Finalmente sono riuscita a mettere in atto il Capodanno dei miei sogni, ovvero: pantaloni a quadri, due piade con lo stracchino, vaschetta di gelato dei gracchi e DVD all night long: alle due ero nel fodero a ronfare allegramente. 
Quindi l’anno sarebbe cominciato benone se non fosse che, ah!
Niente, dopoché dottori di varie cerchie mi si sono palleggiati tra loro tutto l’autunno,  alla fine la dottoressa tiroide, dopo avermi detto che è solo perché sto invecchiando, mi ha prescritto i dosaggi seriati di un quintale di pupazzetti, che se volete ve li scrivo uno per uno con tutte le loro brave sigline.
Delle robe che le persone normali vivono novanta anni senza nemmeno sapere che esistono, ma se metti per sbaglio queste robe decidono di sballarsi, allora c’è il meraviglioso mondo di internet che ti permette di farti una cultura tale da ricevere i complimenti della dottoressa tiroide per le tue competenze mediche. 
(Ovviamente mi sono ben guardata dal nominare forumalfemminile)
 
Comunque io spero per voi tutti, amisci e nemici, che non sappiate cosa sono i dosaggi seriati, perché io fino a una settimana fa non lo sapevo, ora invece so che sono una specie di colmo per laclauz, sembra che li abbiano inventati apposta per burlarsi di me.
Li vedo proprio, tutti i dottori lì che dicono: vediamo, quella là sviene a sentire parlare di coagulazione del sangue, vomita ai prelievi, che possiamo pensare per farci delle matte risate? Ah! Trovato! Facciamole dei prelievi ogni quarto d’ora per due ore di fila! Già che ci siamo chiediamole anche trecento euro a botta, così ci compriamo i pop corn ricoperti di caviale e lo sciampagn aromatizzato alle ostriche mentre sghigniazziamo tutti insieme appassionatamente, dai, che ideona!
E quindi, siccome dio esiste e mi odia, io lunedì e, siccome non sono sicuri di divertirsi abbastanza, anche mercoledì, per cominciare in bellezza questo simpatico 2011, ho uno spassosissimo appuntamento alle sette e mezza antimeridiane (il che già da solo basterebbe a deprimermi fin da ora) con i dottori siringa che non vedono l’ora di bucarmi a tutte le ore, vedermi svenire e chiedermi se sono incinta.
La cosa che mi secca di più è che in un imprevedibile impulso di maturità ho fissato queste torture visite subito e quindi non ho potuto sfruttare la mia fedelissima arma della procrastinazione che mi avrebbe consentito di fare finta di niente per un altro po'.
Tipo fino alla morte.