ma anche no


emetica ematica emoticon pathos
24 settembre 2010, 12:20
Filed under: bll bb bll parlaci di lei
Bon, eravamo rimasti che mi avevano prescritto un malloppone di analisi del sangue.
Le analisi del sangue sono una cosa brutta, ve lo dico se non lo sapete, eh, perché bisogna alzarsi presto non mangiati, e questo è sempre un brutto inizio per qualsiasi cosa.
Però più brutto ancora è scoprire che nel mese della rata d’inarcassa, della multa a fiumicino, dell’ecografia souncazzo, del dentista, del semestrale della palestra, dell’operazione del gatto (sembra tutto bene, spero) per questo insignificante pacchettino vogliono 350 soldi.
Ragazzi, io già non ho fatto colazione, sono in fila da quarantacinque minuti, un po’ di garbo, per cortesia.
E allora niente, vai all’ospedale.
E io ci vado all’ospedale ché sennò il sangue lo devo andare a vendere, li mortacci vostra.
Quindi di nuovo sveglia al buio, niente latte consolatorio, barattolo di pipì che anela ad aprirsi nella borsa, vecchietti, numeretti.
Sono centosettantaseieuro e venti, grazie. Che dopo tre e cinquanta sembrano una bella cosa, è vero, ma sono anche un terzo di un signor obbiettivo, rendiamoci conto.
Tutto questo per sapere perché vivo in una costante sindrome premestruale dove voglio uccidere il fruttarolo se mi dà una pesca in meno ma scoppio a piangere se il vigile mi aiuta a parcheggiare: un incubo.
Diciamo che dovrebbero esentarmi da qualunque rapporto umano. (prima fra tutti: mia madre, cristosantoiddio)
Comunque.
La buona notizia è che il barattolo non si è aperto.
La cattiva notizia che devo aver sbagliato qualcosa con ‘sto cazzo di barattolo del piscio perché la signorina non era per niente contenta e mi ha mandato in bagno a svuotarlo in una provetta.
Non so, mi sono sentita come se avessi presto quattro a piscio. Moan moan. (ma non ho pianto! Miracolo!)
Insomma, senza che la meno, io quando si parla di sangue (ho detto parla, eh. Nemmeno vede, ma solo parla) comincio a sentire la nausea che sale e non ci posso fare niente, divento bianca come il foglio di word e poi vomito.
Quindi mi ero preparata tutta una tecnica di guardare dillà e pensare alla pizza, alla grecia, a sciare, a te con gli occhioni che mi dici quanto sei bellissima; ed ero pronta prontissima, se non che, mentre mi sedevo ho visto una decina di etichette “signorina laclauz” che stavano appiccicando su una decina di provette: decisamente troppe per il mio sistema nervoso (emetico centrale. Dai che non lo sapevate mica)
E allora niente, mi è partito il supertrip e quando sale sale, non ci si può fare niente, ho capito che era salito quando mi sono girata e la dottoressa siringa mi ha detto “ma si sente bene?”
Odio queste cose, mi vergogno da matti.
Grazie a dio questa ha aggiunto solo “vada a fare colazione” e non mi ha chiesto se ero incinta, ché figurarsi, nel mio stato sarei scoppiata a piangere in mezzo ai vecchietti e poi vagli a spiegare, eh. Quindi ho fatto quella troppo bianca per restare (uhuhu) sono fuggita per vomitare con dignità in mezzo alla strada.
Solo che non c’era nulla da vomitare, allora ho detto sai che c’è? Facciamo colazione.
Le analisi me le danno tra cinque giorni e non c’è nessun motivo di essere nervosi, mi dicono agitando i loro sfollagente.
Come no.
Ora piove e mi sembra che questo mese dimmerda non finisca mai.
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september to dismember
12 settembre 2010, 21:11
Filed under: mai piu senza
Ho passato la domenica mattina a seguire su youtube un tizio che risolve il cubo di rubik: bè, il cubo l'ho finito ma non credo di poter vantare una grande intelligenza, visto che per farlo ho dovuto seguire non solo cinque tutorial ma anche tipo ognuno cinque volte.
Comunque il tizio dei tutorial era simpatico, si prendeva molto sul serio ma in quella maniera di uno che ci tiene alla cosa che fa, non di uno che se la tira, non so se mi spiego.
Intanto invece di concentrarmi il dovuto su ruspa/carico/invio, pensavo che il cubo di rubik è un po' come la mia tapina vita, ché quando metto a posto da una parte scopro che ho incasinato tutto dall'altra e allora ricominciamo, tutte le volte, e così il più delle volte lo lascio sul divano e faccio finta che non esista.

Poi c'è che sto male, devo farmi un casino di analisi e non si sa bene né dove né quando finiremo, a parte le spirali fantasiosissime di yahoo answer: faccio la sbruffona ma mi cago sotto, questa è la realtà.
Intanto lavoro, tanto, ma tra le braccia del condizionatore la vita è meravigliosa.
Poi son tornata in palestra dove ho scoperto che l'insegnante ghei sudaticcio ha abdicato in favore di deliziosa una ragazza brasiliana con il sorriso bello e il culo grosso: alto e tonico, ci mancherebbe, però grosso e a me il culo grosso mi rassicura e mi fa simpatia, quindi voto molto buono.
Nel tempo libero assemblo lo tzaziki.
Eh, figo.



ipse dixit
2 settembre 2010, 23:11
Filed under: mai piu senza
"Perché i fiori sembrano belli, ma sotto sotto sono dei grandissimi stronzi."