ma anche no


consumismo
8 agosto 2010, 20:21
Filed under: mai piu senza
E niente, squadra che vince non si cambia, come disse maradona ai mondiali 2010, eh.
C’è una pace qua, una rilassatezza che non sconfina nel tedio a morte del vivere in provincia, c’è una luce meravigliosa che mi dà l’illusione di stare bene e che il cassetto in cui ho chiuso tutti i mostri sia in fondo alla fossa delle marianne. (10.902 metri sotto il livello del mare. Qualcuno ha giocato a trivial, ultimamente.)
Comunque.
A me piacciono moltissimo i supermercati, perché, a parte il collegamento con un’altra mia simpatica ossessione, sono uno strumento sociologico veramente affascinante, tipo cosa va una cifra, quanto è grosso il reparto salumi in proporzione a quello dolcetti da tè, quanti tipi di yogurt hanno eccetera. Poi mi piace spizzare la roba di tutti quelli in fila davanti a me e farmi dei film – di solito tragici – sulla loro vita.
Tipo a londra c’era il tesco aperto tutta la notte e credo di averci passato più tempo che in albergo.
E qui supermercati di grande soddisfazione, per me.
Poi oggi ho comprato un plastichino per tenere insieme le bretelle del reggipetto quando vogliono fare capoccella dalla canotta e, pur sapendo che il suo valore è decisamente inferiore ai tre euri, mi sono eccitata moltissimo perché finalmente qualcuno oltre me si era occupato di questo trascuratissimo problema femminile.
Poi dei bulbi di tulipani, gialli e neri, grossi come patate, che secondo me mi daranno da divertirmi alla dogana.
Poi un altro plastichino -ora che ci penso, di forma molto simile al precedente- per attorcigliare le cuffiette, anche qui forse sovraprezzo ma considerando che passo un quarto della mia vita a sgrovigliare le cuffiette secondo me è un investimento non da poco contro l’isteria.
Poi c’era un negozio di tè con tutti i cassetti e le palette che non avere una cultura sul tè mi è sembrato un’ignoranza inaccettabile, quindi sono corsa tutta vergognosa su internet e ora mi ritrovo circondata da una pletora di sacchettini che, ovviamente, non distinguo uno dall’altro. In compenso spargo erbette per tutta casa nel tentativo di pigiare ‘ste cazzo di foglie nel colino e allora non è stata una grande idea, mi sa.
E poi anche della roba grossa: ho avuto un momento di debolezza dentro il negozio crumpler e mi sono portata a casa il muffin slim, che solo per il nome e il commesso biondo con i dread, credetemi, eh. Lo considero un incentivo a mettere da parte i soldi per comprare la macchina fotografica vera, diciamo. (risate registrate)
(però quanto quanto è bello?) 

Insomma, per ora poca cultura e molta pioggia, da domani però si fa sul serio.
Sigla.

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these canals, it seems, they all go in circles
7 agosto 2010, 21:34
Filed under: puttanate intimiste
Niente,
cerco di convincermi che è tutto a posto,
nella bruma della landa dove il sole non tramonta (quasi) mai.
Bevo il tè verde (ahia) e
sto in finestra a chiedere ai ragni di non entrare.
Cerco di fare pace con la macchina fotografica e le mie aspettative.
Dormo a blocchi e mi blocco a dormire.
Dormo con una mascherina vagamente da psicopatica, c’è da dire anche.
Mi arrendo, ogni tanto.
Prendo un sacco di pioggia.
Insomma, lucido bene bene la mia bolla spaziotemporale.
Abbiate pietà di me.



(scusate, ma non posso perdermi agosto così, capitemi: ho una blog complusione dignità da difendere)