ma anche no


signorina primavolta
7 luglio 2010, 16:42
Filed under: mai piu senza
Di quelle cose lì tipo le x e le y, i rischi, le responsabilità ma anche le novità e le sorprese, io penso secco secco: la prima volta fa sempre male.
A me piace andare a mangiare sempre negli stessi posti, dove poi prendo sempre le stesse cose, rivedere trenta volte lo stesso film, vedere sempre le stesse persone e quando capita qualcosa di nuovo prima che io lo metabolizzi e me lo goda per benino siamo almeno alla terza volta che ti fa pensare.
Perché perché perché, se vogliamo una spiegazione da autobus possiamo dire che l’ansia anticipatoria fa sì che io mi goda le cose pensandole fin da prima come dice quello scassa minchia del petit prince, ma poi è anche l’ansia anticipatoria stessa che mi sale all’idea di cose nuove che non saprò gestire, forse alla fine sono solo una pavida culona, comunque: chissenefrega.
Il fatto è che no alarms and no surprises, please?
Porca zozza, no.
È terribile, ma non si chiude manco così.
Perché dopo un po’ mi accorgo che l’acqua sta diventando guano e in qualche modo bisogna uscirne, che bisogna che piova, o tirarsi su sulle braccia e prendere freddo, e – questo è il passaggio diabolico, attenti! – non perché sia necessario o me lo chieda qualcuno, ma perché sono io che ho bisogno di cambiare quadro.
Mi dispiace per tutti i rischi che non mi sono accollata, mi dispiace che le domande che mi faccio siano sempre più forti delle decisioni che non prendo, mi dispiace non aver imparato a chiudere gli occhini e saltare il fosso.
Mi dispiace non volere delle responsabilità grandi e alla fine della fiera mi sento un po’ don abbondio e penso che no, non era così che doveva andare.
Poi qualcosa mi dice che il tutto ha anche degli inquietanti collegamenti con quell’altra mia eccellente capacità di non riuscire a lasciar andare le cose, ma di questo ne parliamo un’altra volta.
Ma anche in un’altra vita, eh.
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2 commenti so far
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tu che sei andata a barcellona in vespa?eddaisei piu' figa di quel che pensi.

Commento di anonimista

Ma si impara a chiudere gli occhini? Mi viene in mente quell'altro post, in cui si parlava di ciò che siamo e di ciò che si può cambiare di noi, ecc. ecc. (Vedi? Io per esempio mi esprimo come un mammut, ma mi accetto).Cioè, un conto è dispiacersene, e un altro è rimproverarsi di non avere imparato a.Comunque, giusto per condividere, io ansia anticipatoria a mille; sono contenta di non avere amici-parenti-amanti che piombano a casa mia mentre sono con la tutona di acrilico che fa i pallini e il fango sulle cosce a dirmi "Yoo-hoo, sorpresa! Dai, vestiti che usciamo!"Poi del lasciare andare le cose e/o le persone si parla un'altra volta, ma questo l'avevi già detto tu. :)

Commento di cantoediscanto




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