ma anche no


april is the cruellest month
8 aprile 2010, 11:33
Filed under: mai piu senza
C’è chi dice che e i veri depressi vengono fuori solo a primavera, tipo mia mamma che è come morticiadams che se sente gli uccellini la mattina le vengono gli attacchi di bile.
Io invece no, sono un’ordinarissima meteoropatica persona -che non conosce la corretta dizione della parola meteoropatica ma per fortuna c’è il correttore di word- e quindi a primavera mi sembra tutto mejo e mi sembra di avere ancora delle aspettative di vita che non siano deteriorami, disintegrami e olè.
Riguardo a questa cosa qui della decomposizione, c’è un pensiero che non riesco a scollarmi di dosso da un po’, specie ora che intorno è tutto un emocromo, roba gastrointestinale, pressione alta, reflusso, cardioversione eccetera.
(non riesco a non pensare a mia mamma che capiterà qui cercando due tre di queste parole su google, ché da poco ha scoperto google e sta tutto il giorno a trafficare tra le ricette e le patologie: ciao mamma, a volte google non funziona bene)

Dicevo: decomposizione.
S’è detto che non vogliamo dare libero sfogo alla moltiplicazione dei geni, giusto?
Giusto, e sono ancora d’accordo, specie finché non inventano un metodo alternativo a quella primitiva pratica di ingrassare un verme solitario nella mia pancia e farlo uscire quando è delle dimensioni di un televisore, perché, ditemi quello che vi pare, non è un bagno di salute.
Allora ti dicono “ma è la natura!” sìsì, come no, la stessa natura che farebbe tirare le cuoia a trent’anni e nascere con tre teste e bè, direi che se siamo arrivati alla quinta generazione di ipod, in barba alla natura, io pretendo che la cosa che esce dalla mia pancia sia di dimensione uguale o minore di quella che entra (niente battuta simpatia, perdio)
Dico, ma se vi dicessero fatevi adesso uscire il fegato da una narice poi mettiamo dieci punti e tranquilli, funziona così, ma dico, a voi vi sembrerebbe normale? (l’ho già scritta questa cosa, lo so, ma mi sembra un’argomentazione tuttora validissima)
Secondo me nessuno ci sta lavorando perché siamo in una fottuta società maschilista e siccome un uomo tutta la fatica che deve fare per avere un figlio è mettersi delle buste di plastica sui piedi e dire “spingi!” come gli hanno insegnato nelle sitcom, va tutto benissimo così.
E invece no! Non va bene così, fa schifo così e quando dico schifo, intendo proprio schifo non metaforicamente parlando.
Io dico: partorisci un embrione, lo metti in un vaso di vetro pieno di plancton in mezzo al salotto, lo segui nelle sue trasfigurazioni quotidiane, finché non scatta il timer: drin drin e lo tiri fuori, pronto. Ma vuoi mettere? Occhei, è difficile trovare la collocazione giusta per il vaso, ché in soggiorno sembri esibizionista e in bagno potrebbe venir su con dei complessi, però, dai, come problema mi sembra comunque mejo di un’episiotomia.
Per non parlare poi del fatto che è considerato giusto e sano diventare una balena incontinente e con spiccata propensione per nausea, emorroidi, carie e cellulite, come no, tanto normale che devi produrre una caterva di ormoni dopanti per rimuovere il tutto e non te ne accorgi finché non caghi fuori l’attrezzo e quando te ne accorgi non puoi nemmeno dormire in pace perché diventi una specie di vacca da latte senza una vita, vita che potrai riprenderti dopo vent’anni ma di questi tempi anche trenta: giusto in tempo per stirare le zampe.
No bello, veramente, non vedo l’ora.
Ecco, quindi io ora come ora mi sento un po’ piena di livore verso la specie umana e i suoi, ehm, come dire, limiti.

Però è un po’ che penso quel pensiero che dicevo.
E cioè: hai deciso che diventerai una gattara acida, occhei, andata, però questo pensiero va bene finché sei giovane abbastanza da vedere il tuo futuro come una cosa in via di sviluppo, quando ti accorgi che ormai crescere vuol dire solo invecchiare e aspettare la morte, ecco, allora io capisco che uno si fa prendere dall’angoscia e fa dei figli. Per avere dei pensieri che non riguardino solo gente che invecchia e si ammala, nell’attesa di essere tu ad ammalarti, per rientrare con tutte le scarpe nel trip dei giocattoli e delle felpe alla moda, per aver voglia che i giorni passino e non averne solo paura.
Come se tutto questo non bastasse, bisogna pure trovare uno a modo con cui farli, ‘sti figli.
Che poi, secondo voi, se mai dovessi trovare uno a modo, ma che ci ho voglia di incasinarmi in questa tortura dei figli?

Comunque, dicevamo che a primavera mi viene l’ottimismo, sì.

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4 commenti so far
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oh si.. c'è molta verità in quello che hai scritto.. anch'io detesto quelle persone che dicono "ma è tutto bellissimo, è tutto naturale, è tutto NORMALE"e minacciano con fare saputo "ehhh poi vedrai… quando avrai dei figli capirai.."ma che c'è da capire?!io di solito rispondo che farò figli quando inventeranno l'utero artificiale ^__*cmq.. bel blog.. davvero!

Commento di rivka3

vedi le stranezze di internet, due o tre post fa citavo anche io t.s.eliot e i picchi di depressione che la primavera è così abile a dispensare :)solidarietà dunque da una depressa stagionale!sun

Commento di SunOfYork

In treno leggevo questo articolo e ti ho pensata. Secondo me ti (e mi) piacerebbe. :)

Commento di cantoediscanto

Arrivo tardi, ma MITICA!
(lasciare commenti in post così vecchio forse non ha senso, ma… amen)
Sottoscrivo tutto.

Commento di Allez




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