ma anche no


o forse non è qui il problema e ognuno vive dentro i suoi egoismi vestiti di sofismi
3 marzo 2010, 11:47
Filed under: mai piu senza
Io mi chiedo se ci sia della gente che sa accontentarsi di quello che ha e se ci sia un limite a quello che si può desiderare di realizzare.
Un limite proprio fisico, un limite oggettivo, un limite che ti metti l’anima in pace.
Io ho come costantemente l’impressione di lavorare al 55% anche sulle cose che mi interessano, e non è una scusa del tipo “guarda io sarei la più brava del reame ma sai com’è, sono pigra” o meglio, magari lo fosse:
credo che mi interesserebbe relativamente essere la più brava del reame se fossi cosciente di aver fatto il possibile, mentre è questa sensazione di approssimazione che non riesco a governare e che mi manda ai matti.
Forse ho il disturbo del decifit dell’attenzione? Non ho tanto voglia di scoprirlo, perché anche qui sono troppo pigra per dedicarmi veramente alla cosa.
Ma non quel pigra che insieme a ‘sono un po’ pazza’ va così di moda oggigiorno, anche perché io non sono una persona pigra, anzi, ho l’iperattività multitasking oltre i limiti della nevrosi,
io dico proprio nel senso deteriore del termine, mi sa che è l’accidia quella che ho io, se ho capito bene cosa sia l’accidia, cosa comunque controversa. Mi pare che un po’ sia un po’ colpa di questo fatto che mi innamoro di tutto, il quale non mi permette di innamorarmi veramente assolutamente e completamente con quella pazienza che ti fa (dovrebbe fare?) escludere il resto del mondo, e quindi di concentrarmi come si deve.
Le cose che faccio, per quanto ci tenga, sono piene di refusi e sono già con la testa dillà che penso ai fusilli con le zucchine e la ricotta e poi mentre sono con i fusilli penso alle pieghe di quella canottiera che sarebbe bello illuminare così e poi mentre sono lì non ho voglia di sistemare le luci e voglio solo scaricare la scheda e mentre scarica la scheda penso che sono troppe e non finirò mai e la qualità del tempo perde di valore in questo viaggio ansiolitico.
Tipo io sono sicura che se le foto fossero rimaste a pellicola non ci avrei mai mai mai avuto a che fare, perché la pazienza di aspettare tutto il processo di sviluppo è davvero chiedere troppo alla mia ansia.
E nonostante tutto riesco a fare degli errori macroscopici, tipo a non cancellare il punto in basso a sinistra, che secondo me non è grave, è gravissimo, al di là dell’effettiva importanza o meno del dettaglio, perché significa che non so mantenere la concentrazione neanche su questo, perché stiamo parlando di una cosa che nessuno mi ha chiesto e che sto consumandomici le occhiaie io di mia sponte.So che potrei imparare molto di più, solo che ogni volta che lo faccio scopro che è tutto da ricominciare e fare e disfare continuamente e malamente e con amore, e io quell’amore non ce l’ho, perché lì perdo la pazienza, dico dai sei una merda, non sei capace, resta a starnazzare nell’aia che è il posto tuo e smetti di pensare che vorresti saper fare questo o quello.
Solo che poi.
Poi anche con questa cosa di fermarci qui non riesco a venire a patti, non riesco a rassegnarmi come dovrei alla mia mediocrità e forse questa è una cosa umana con cui convivono tutti, questo era quello che mi chiedevo all’inzio di questo sgorbio pensiero che comunque che palle, mi rendo conto.
Le cose a cui tengo, o a cui vorrei tenere, sono tantissime, quindi questa sensazione di fallimento e frustrazione è pressoché continua, e questo psicologicamente è molto faticoso, una specie di cadere/rialzarsi continuo da allenamento di mimìaiuara: amarsi e detestarsi in un loop continuo, senza né mezzi termini né soluzione di continuità è faticoso. Tanto.

Ora, tipo, in questo brutto post che nessuno mi ha chiesto di scrivere, ci saranno dei refusi: non è forse mortificante questo? O meglio: non essere in grado di controllare neanche questo?

Perché, a parte le metapippe, il problema viene fuori quando mi rendo conto che tutti i lavori che faccio per lavoro-lavoro, ci hanno il baco, allora dopo ore di sconforto e autoflagellazione, mi chiedo: c’è forse un lavoro che si confarebbe (?) a questa mia caratteristica del menga? Potrei stare meglio di così? La risposta è dentro di te ed è no. Tipo a te, se ti dicono che hai gli occhi belli, non ti viene subito da pensare
A) però c’è di meglio (so che la controrisposta giusta è ‘c’è sempre di meglio, è nell’umana varietà del mondo che sia così, perfino ai livelli di eccellenza da cui siamo comunque anni luce lontani’, sia mai)
B) stai dicendo che ho un brutto naso? (di solito la controrisposta è vaffanculo) Quindi non stiamo a spiegare la teoria, che la so, ma come in pratica voi tutti sorpassate la postazione A e B per planare placidamente sul compiaciuto e rotondo “grazie” che dovrebbe farvi contenti.
So non aver detto tutto e comunque di averlo detto male, so che dovrei aspettare, rileggere, limare, aggiungere, cambiare, documentarmi meglio, eppure il mio desiderio di premere ‘pubblica’ mi rende difficile anche rileggere.
(in allegato: il post perfetto per essere a pieno competenti sull’altro versante del problema)
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13 commenti so far
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me non mi dicono mai che ho gli occhi belli. ma credo sia perchè sono bello tutto (in genere non mi dicono neanche che sono bello tutto, ma certe cose uno se le sente).
l'accidia, poi, tsk. è un vizio inventato dagli invidiosi

Commento di eddiemac

eddie fai un commento più costruttivo, contavo molto su di te: servono a questo i filosofi.
Secondo me che hai i capelli belli te lo dicono.
O almeno, io lo penso.

Commento di laclauz

in realtà mi dicono tutti che li sto perdendo, i capelli. ma chissà, poi magari li ritrovo.
e comunque era un commento costruttivo (vabbè, forse mancava la D.I.A., ma insomma). per esplicitare meglio il concetto:
1. la perfezione non esiste, è solo un'astrazione, un'ipostatizzazione senza significato. esiste invece la soddisfazione, che è un'altra cosa.
2. l'insoddisfazione in genere, però, è fonte di stimoli, o di crescita, e allora mica è così male
3. stare sul pezzo, vivere l'attimo, è prerogativa delle discipline orientali. non erano del tutto stupidi, gli orientali.
comunque è vero che hai gli occhi belli

Commento di eddiemac

E allora sta cazzo di soddisfazione, tutto il mondo, come la ottiene?
Devo darmi alle discipline orientali?
Io ho sempre voluto gli occhi chiari, quindi mi sono sempre crucciata degli occhi, per tanto per restare sul pezzo 'diamoci una coltellata da orecchio a orecchio'

Comunque, aggratis, affettuosità :)

Commento di laclauz

io pensavo che i nasi sono piu' importanti degli occhi… che i nasi si vedono anche in penombra.

Commento di anonimista

io sono molto avanti: invece di dirti che hai gli occhi belli, di norma, ti mando direttamente a fanculo
anche se pure anonimista mica fischia

Commento di junior

io ti amo, ora mi stampo questo post e lo appendo (così ci faccio un post-er, oh come sono spiritosa), perchè tu dici tutto quello che penso e io non so dire

(io non passo da A a B, perché la mia risposta tipo sarebbe "non è vero", così dico direttamente "grazie", ma non perché ci ho creduto, è un po' come dico "grazie" al macellaio insomma)

Commento di lise.charmel

Ok. Ora considera  che per fare ciò (commentare) sono perfino andata a ripsicare nomeutente e password di splinder. Per dire

Primo: tu non SAI cosa sono i refusi. Non sai cosa vuol dire di dislessia tastierifera e non sapire mai perchè scrivi csoì invece di così. E non vederlo manco quando rileggi.

Secondo. Io passo a leggerti e mi fa piacere. Ma mi fa piacere proprio perchè sei così: butti là, scrivi di getto, inondi e affoghi e riemergi e sputazzi e sfanculeggi in tutta la tua impulsività.

Come si raggiunge quello stato di soddisfazione che ti fa dire grazie? Primo dipende da chi ti dice "Chai begli occhi". Se me lo dice mio marito il grazie è sentito e di slancio (in menti di scazzo segue un "egrazie al ..mpf… me c'hai sposato qualcosa di bello c'avrò no?": Ma dettagli

Il più delle volte il discorso è: sì ma ce li ho piccoli, sì ma sono marroni, sì ma ho le ciglia corte. Sì ma il collo fa schifo (!)

Il più delle volte, nell'80% della mia giornata, me ne frego di quel che non mi piace di me e vorrei migliorare (esteticamente). Per poi crucciarmi a morte nel restante 20%. In genere quando mi vesto, davanti allo specchio.

Mi cruccio molto di più per quello che vorrei essere, avrei voluto essere e non sono, per non avere le palle di dire, sì sto lavoro mi favmerda e vorrei fare qualcosa di creativo ma se ve lo dico cosa vorrei fare mi ridete in faccia perchè a 31 anni hai un lavoro a tempo indeterminato non scassare i coglioni. Ah. Ecco in queste di seghe mentali sono bravissima.

Compenso con il kebab

Francesca

Commento di ziskablog

Ah. Anche io non rileggo mai quel che scrivo (tranne che in ufficio sennò parte cazziatonechedicolevati) e infatti, a leggere il mio commento. Si vede -__-

Commento di ziskablog

colleghe di metapippe del mio cuore, grazie, sapere che siamo tutti dei colabrodo mi fa sentire meglio, nel senso che dicevo nella prima riga: magari è un bug umano, come i peli nel naso o i capillari negli occhi, che non possono tanto menartela facendoti sentire in colpa, perché siamo fatti così e non ci si può fare niente.

Io ho fatto l'esempio degli occhi, ma solo per fare un'esempio, in realtà l'estetica è il male minore.
Lise, io ho fatto un passo avanti, sugli occhi, o in generale sul complimento: a me piacciono un sacco di cose strane, quindi ok, posso anche credere che a te piacciano delle cose strane tipo gli occhi di laclauz, il che non vuol dire che piacciano a me, ovviamente, ma solo che posso credere che possano piacere a te, il problema è riuscire a godersi la cosa.

In ogni caso, non aiuta andare a fotografare gente del cinema/tv, perché là pure il barista e la costumista e TUTTI i passanti li prendono solo se sotto i 45 chili: mi fanno sentire di appartenere a un’altra specie vivente, perdio.

Commento di laclauz

Laclauz, tu sei concentrata sui risultati, dimenticandoti che il processo per realizzarli e' altrettanto importante, forse di piu' a livello personale. E ti potrei fare montagne di esempi: l'artista dipinge (o scolpisce, o quello che gli pare), ma alla fine si disfa di quello che fa. Quando cammini in montagna, arrivare in vetta da soddisfazione, ma tutti i sassolini che sono tra te e la vetta meritano la stessa attenzione.

Sayonara

Commento di Luomodelgiappon

comunque gniente, ho letto e riletto e la morale è che credo di amarti, il che potrebbe significare che amo anche me stessa, perché questa qui di cui parli sono io, e allora grazie laclauz per avermi dedicato un post, non avrei saputo raccontarmi meglio.
Poi fra 5 minuti questo amore passa, don't worry.
(La sera in cui hai scritto il post, un'amica dal culone non indifferente – come dimensioni – mi ha raccontato di aver sentito per strada due che dicevano "che culo!", e lei ha precisato "ma in tono positivo, eh". Al che ho pensato che era tanto fortunata a essere così ottimista. Ma poi ho pensato che anche no, va bene avere dei dubbi – tipo che se l'avessi sentita io una frase del genere nei mesi successivi avrei girato con una sedia incollata -, perché aiuta ad avere senso critico, e poi ho pensato "ma che palle 'sto senso critico, però, non starò esagerando?", e poi ho pensato "ma no, vado bene così", e avanti per molto tempo. Ho pensato un sacco, in effetti.)

Commento di cantoediscanto

lavorare? quando eri bambina pensavi alla vita in termini di lavoro? limitare quanto possibile il lavoro, o suoi termini equivalenti (competizione,professionalità,prestigio ecc.)la vita è pure felice, termini a parte…

Commento di MADMATH




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