ma anche no


resteremo sempre a un punto dai campioni.
30 marzo 2010, 00:50
Filed under: mai piu senza
Ma si perda perdere perché siam tre volte buoni
e si vinca solo in sogni straordinari.
Machecazzo.
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che vuoi farci, è la vita, è la vita la mia.
24 marzo 2010, 15:08
Filed under: cartoline malsane



and that's where everybody's gonna be!
9 marzo 2010, 16:37
Filed under: special guest
io sono a letto con la febbre again and again,
i pelini invece sono su repubblica,
tra le f|ghe e gli elefanti neonati:
applausi!


uomini che devono morire presto
7 marzo 2010, 22:32
Filed under: bll bb bll parlaci di lei
Ora io mi chiedo come riesca io stessa medesima ad escogitare sempre innovativi e imprevedibili scenari per garantirmi qualche umiliazione quotidiana.
Tipo oggi c’erano queste modelle da fotografare -che ve lo dico a fare: tre stronze russe taglia trentotto/anni diciotto che si abbuffavano di pizza e cocacola- e, nell’attesa, the photographer, in vena di simpatie, chiede al titolatissimo parrucchiere:
"Insomma, te a questa laclauz qui, che taglio le faresti?"
"Prima di tutto le farei uno sciampo."
Non so se qui devo mettere dei puntini oppure c’è bisogno che scriva qualcosa: fate voi.
"Poi due colpi de sole, un po’ di volume, guarda che lei ci avrebbe anche dei begli occhi ma sotto ‘sto tendone nero ingolfato ma che voi evidenzià? È teribbbile ‘sto blocco de tufo, per non parlare delle sopraccijia!"

E vabbè, diciamo che potevo stare apposto per una settimana, ma invece, non pago di tutto ciò il destino cinico e baro mi fa avvicinare dal principe che mi dice:
"Sai che ieri ti ho proprio pensato? Guardavo matchpoint, hai presente quello di vudiallen?…"
"…Ssssì?"
Comincio a capire che può solo finire male, visto che considero un discreto vaccone pure scarlattagionson che faceva l’iperfiga, figuriamoci il resto.
"Eh, proprio ti ho pensato perché somigli tanto a…"
"Tiprego-tiprego-tiprego non dirmi a quella sfigata mostruosa e tristissima che viene -giustamente- cornificata"
cioè la stracciapalle depressa che ti viene da pensare che se le merita tutte perché è difficile trovare nella stessa personaggia una tale quantità di cojonaggine e tedio contemporaneamente.
"Vabbè ma ora non pensare al ruolo e al fatto che vicino a scarlattagionson sfigurerebbe chiunque…"
Notare poi che la tipa in questione ha anche quaranta anni.
Non so, ho come voglia di piangere.

Invece faccio uno sforzo eroico e dico:
"Bè, cristo, almeno non mi hai detto che somiglio a Elisa"
‘oddio è vero, ma sei u-guale!!’



o forse non è qui il problema e ognuno vive dentro i suoi egoismi vestiti di sofismi
3 marzo 2010, 11:47
Filed under: mai piu senza
Io mi chiedo se ci sia della gente che sa accontentarsi di quello che ha e se ci sia un limite a quello che si può desiderare di realizzare.
Un limite proprio fisico, un limite oggettivo, un limite che ti metti l’anima in pace.
Io ho come costantemente l’impressione di lavorare al 55% anche sulle cose che mi interessano, e non è una scusa del tipo “guarda io sarei la più brava del reame ma sai com’è, sono pigra” o meglio, magari lo fosse:
credo che mi interesserebbe relativamente essere la più brava del reame se fossi cosciente di aver fatto il possibile, mentre è questa sensazione di approssimazione che non riesco a governare e che mi manda ai matti.
Forse ho il disturbo del decifit dell’attenzione? Non ho tanto voglia di scoprirlo, perché anche qui sono troppo pigra per dedicarmi veramente alla cosa.
Ma non quel pigra che insieme a ‘sono un po’ pazza’ va così di moda oggigiorno, anche perché io non sono una persona pigra, anzi, ho l’iperattività multitasking oltre i limiti della nevrosi,
io dico proprio nel senso deteriore del termine, mi sa che è l’accidia quella che ho io, se ho capito bene cosa sia l’accidia, cosa comunque controversa. Mi pare che un po’ sia un po’ colpa di questo fatto che mi innamoro di tutto, il quale non mi permette di innamorarmi veramente assolutamente e completamente con quella pazienza che ti fa (dovrebbe fare?) escludere il resto del mondo, e quindi di concentrarmi come si deve.
Le cose che faccio, per quanto ci tenga, sono piene di refusi e sono già con la testa dillà che penso ai fusilli con le zucchine e la ricotta e poi mentre sono con i fusilli penso alle pieghe di quella canottiera che sarebbe bello illuminare così e poi mentre sono lì non ho voglia di sistemare le luci e voglio solo scaricare la scheda e mentre scarica la scheda penso che sono troppe e non finirò mai e la qualità del tempo perde di valore in questo viaggio ansiolitico.
Tipo io sono sicura che se le foto fossero rimaste a pellicola non ci avrei mai mai mai avuto a che fare, perché la pazienza di aspettare tutto il processo di sviluppo è davvero chiedere troppo alla mia ansia.
E nonostante tutto riesco a fare degli errori macroscopici, tipo a non cancellare il punto in basso a sinistra, che secondo me non è grave, è gravissimo, al di là dell’effettiva importanza o meno del dettaglio, perché significa che non so mantenere la concentrazione neanche su questo, perché stiamo parlando di una cosa che nessuno mi ha chiesto e che sto consumandomici le occhiaie io di mia sponte.So che potrei imparare molto di più, solo che ogni volta che lo faccio scopro che è tutto da ricominciare e fare e disfare continuamente e malamente e con amore, e io quell’amore non ce l’ho, perché lì perdo la pazienza, dico dai sei una merda, non sei capace, resta a starnazzare nell’aia che è il posto tuo e smetti di pensare che vorresti saper fare questo o quello.
Solo che poi.
Poi anche con questa cosa di fermarci qui non riesco a venire a patti, non riesco a rassegnarmi come dovrei alla mia mediocrità e forse questa è una cosa umana con cui convivono tutti, questo era quello che mi chiedevo all’inzio di questo sgorbio pensiero che comunque che palle, mi rendo conto.
Le cose a cui tengo, o a cui vorrei tenere, sono tantissime, quindi questa sensazione di fallimento e frustrazione è pressoché continua, e questo psicologicamente è molto faticoso, una specie di cadere/rialzarsi continuo da allenamento di mimìaiuara: amarsi e detestarsi in un loop continuo, senza né mezzi termini né soluzione di continuità è faticoso. Tanto.

Ora, tipo, in questo brutto post che nessuno mi ha chiesto di scrivere, ci saranno dei refusi: non è forse mortificante questo? O meglio: non essere in grado di controllare neanche questo?

Perché, a parte le metapippe, il problema viene fuori quando mi rendo conto che tutti i lavori che faccio per lavoro-lavoro, ci hanno il baco, allora dopo ore di sconforto e autoflagellazione, mi chiedo: c’è forse un lavoro che si confarebbe (?) a questa mia caratteristica del menga? Potrei stare meglio di così? La risposta è dentro di te ed è no. Tipo a te, se ti dicono che hai gli occhi belli, non ti viene subito da pensare
A) però c’è di meglio (so che la controrisposta giusta è ‘c’è sempre di meglio, è nell’umana varietà del mondo che sia così, perfino ai livelli di eccellenza da cui siamo comunque anni luce lontani’, sia mai)
B) stai dicendo che ho un brutto naso? (di solito la controrisposta è vaffanculo) Quindi non stiamo a spiegare la teoria, che la so, ma come in pratica voi tutti sorpassate la postazione A e B per planare placidamente sul compiaciuto e rotondo “grazie” che dovrebbe farvi contenti.
So non aver detto tutto e comunque di averlo detto male, so che dovrei aspettare, rileggere, limare, aggiungere, cambiare, documentarmi meglio, eppure il mio desiderio di premere ‘pubblica’ mi rende difficile anche rileggere.
(in allegato: il post perfetto per essere a pieno competenti sull’altro versante del problema)