ma anche no


29 dicembre 2009, 12:49
Filed under: mai piu senza
Bon, natale è andato e direi che possiamo tranquillamente definirlo il peggiore dell’ultimo decennio, secondo opinioni diffuse: fremo all’idea di capodanno, a questo punto.
Tra i progetti per il nuovo anno c’è quello di farmi una maglietta con scritto sopra ‘non voglio sposarmi né fare dei figli: tante care cose anche a voi’.
Tempo di merda, lavoro, influenza diffusa, malessere, cattivi propositi, depressione a profusione: l’odio è un carburante nobile.
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simpatie natalizie
23 dicembre 2009, 11:37
Filed under: bll bb bll parlaci di lei
Io stamattina mi vesto e penso ah che bello-che bello, con quest’influenza ho miracolosamente perso due chili, non ho più le occhiaie, chissà da che dipende, che stupore.
Ora, ci tengo ad aggiungere una nota, giusto per conferire il giusto input narrativo al racconto: non succede spesso che io mi svegli pensando che bello che bello, succede con un’approssimazione prossima allo zero che lo pensi in relazione al mio aspetto fisico.

Quindi vado a studio e sono così stupita che penso anche chissà, forse è non prendere la vespa che mi fa bene, perché proprio non me ne faccio una ragione, guarda.
Bon, viene a trovarci l’architrave.
Mi guarda con raccapriccio e dice "ma sei dimagrita?"
Io, visto che saltargli al collo potrebbe essere complicato, dico vaga "mah, un po’, forse…"
"E infatti pari mi’ nonna"
"…"

E buon natale a tutti, fellas.



tutto è usuale, solo che il tempo stringe la borsa
19 dicembre 2009, 21:13
Filed under: mai piu senza
Sono tre giorni che sono a letto con la febbre che sale e scende wall street style e una serie di effetti accessori della febbre che lascio immaginare alla vostra scaltra fantasia.
Ho il piumone pieno di gatti e guarda che quando i gatti sono tanti e c’è anche il cane e il computer e non bisogna far cadere la camomilla se non hai un letto a due piazze è difficile.
Vabbè, comunque, due palle, dovrei bere un sacco di acqua, dicono, e a me se c’è una cosa che mi sta sulle palle è bere un sacco di acqua.
Allora le cose che ho fatto oggi sono due:

cosa uno.

Entrare nel trip dei saponi/creme biologici e farmi una cultura sugli inci, sulla paraffina, che a quanto pare è il dimonio in persona, e altre parole parecchio difficili, perché ho avuto dei problemi con il burro di cacao e ho scoperto che dietro il labello c’è un mondo, ma proprio tipo con i centri di recupero.
Ora, io non lo so bene.
Cioè, insomma, pare un po’ che tutto sia pieno di merda e che le case ecobio (che vuol dire sì animali ambiente eccetera mappure niente robe cancerogene e comedogene altre -ogene a vostra scelta) siano pochissime e difficilissime da trovare.
Io non so se crederci o no, all’utilità di tutta ‘sta palla, considerando che è cancerogeno tutto e il contrario di tutto e che ho trovato gente che dice che il latte è il dimonio (ma non quanto la paraffina, sia mai) però un po’ penso anche che fino a trent’anni fa si diceva pure che le sigarette erano fighe.
Quindi sono molto indecisa se buttarmi nel trip con il manicheismo oltranzista che mi contraddistingue.

cosa due (ahia.)

Ho detto ma ora che sono a casa e ci ho tempo, mi faccio il backup della posta dal pc fisso. Ecco. Allora poi ho pensato che la morte degli hard disk, delle caselle di posta e dei sistemi operativi sia un’operazione necessaria, per cui bisogna ringraziare.
Invece io e davide l’abbiamo plasmato troppo bene quel coso e tutti i miei ultimi dieci anni sono ancora in perfetto ordine, come la mia libreria da serialkiller, e rincontrarli è stato, per essere concisi, una coltellata da orecchio a orecchio.
Che dire.
Ci sono delle cose che dopo un po’ di anni si dimenticano, è fisiologico, è così: i dettagli passano in cavalleria e si ricorda solo quello che decidiamo di ricordare, per sopravvivere, alle volte, se si è poi gente fortunata, come nel mio caso, per sopportare di convivere con sé stessi.
E quindi ritrovarmi faccia a faccia con certe mie ingenuità, certi nomi che non so più associare a facce, certi inizi di cui già so la fine, è come rivedere quella scena in cui di turné in cui FB sale le scale e trova DA al telefono con LM: questa volta mi sembrava che andasse meglio.
E se potessi cominciare da capo, quello che ho fatto non lo rifarei.
Ma questo va bene, però fa specie che lo pensi anche dei miei ultimi dieci anni, in cui tutto sommato mi reputavo una persona definita, e di degli amici che tutto sommato pensavo sarebbero restati miei amici.
Invece no.
Non che si sia nemici, per carità, ma dieci anni fa non avrei mai pensato che, molta di quella gente lì, con cui mi scrivevo tre volte al giorno, oggi non avrei saputo se si è riprodotta o meno.
Oh, non penso che nessuno mi abbia maltrattato, deluso, tradito, ma questa cosa mi ha ricordato che ci sono dei capitoli chiusi, anche se mi sembra ieri, che le cose finiscono ed è giusto dimenticarle, e non è fisiologico poter ravanare tra i dettagli di quel che credevo e non sono stato.
Ora mi chiedo: la sensazione è meglio o peggio del puntatone di natale con andreab0celli?
No perché ho già deciso che è peggio di tizian0ferro che balla l’hiphop.


15 dicembre 2009, 23:27
Filed under: mai piu senza
[pensavo]
Ho un livido blu grosso come l’australia, me lo sono fatto scavalcando quando pensavo che il cane fosse scappato e invece era tornato a casa, però mi sono presa paura lo stesso. E poi pensavo oggi che tra il parco e casa ci sono due strade grosse da attraversare, e questo cane allora è molto più furbo di quanto vuole farci credere quando abbaia a tutti quelli che passano sul pianerottolo.

[non serve]
Ho quel mal di gola con la tosse che ravana nello sterno, ma la febbre non me la misuro mica che tanto lo so che questa soddisfazione non me la vuol dare e ci avrò trentacinque e mezzo, comunque meniamocela quanto ci pare, ma il propoli non serve a una sega.

[freddo]
Ho i piedi come i filetti di platessa del carfur, l’anima in riserva e il cuore che non parte e comunque anche la vespa non parte e sono due volte che la porto dal tipo che vende i caschi e gli chiedo se me l’accende lui. Oggi ho fatto un rilievo e ho preso un sacco di freddo, domani a scegliere il parquet e dopodomani ancora riunione, fare ancora tardi, prendere altro freddo: molto male.

[tipo]
Che poi io a andrea gli voglio bene, veramente. Ma bene, eh, però mav del conguaglio sono 231.50 noccioline, grazie, laclauz. Niente liquidazione e fine pena mai.
Mi ricordo quando a Barcellona mi hanno dato la liquidazione è stata un’emozione incredibile, tipo quando trovavo diecimila lire in tasca che si erano fatte anche tutta la lavatrice, tipo.

[ora]
E poi ho tutte queste foto che rido e mi viene un po’ tenerezza a guardarle come quella volta che tu mi hai detto a me mi piaci perché sei simpatica e allora ora mi mangio dei biscotti perché certe cose io non me le merito, è vero, ma non me ne merito nemmeno certe altre, e che cazzo.



per tutto il resto c'è postepay
11 dicembre 2009, 13:14
Filed under: bll bb bll parlaci di lei
Trovare su youtube la mia modella ideale, scoprire che oltre agli occhioni da manga è veramente simpatica, scriverle e sentirsi rispondere che lei conosce le mie foto perché le ha viste alla mostra e l’avevano un zacco colpita, bè, diobono, se non è priceless questo.

In realtà c’è un retroscena drama che mi ha fatto maggiormente apprezzare la cosa: le scrissi un po’ di tempo fa, lei mi rispose ma poi scomparve, da questo io avevo -ovviamente- dedotto che avesse visto le mie foto e non sapesse come dirmi che lei proprio di farsi fotografare da me ma nemmeno per niente.
E invece no! Happy end.
Cioè, happy poi vediamo, non credo che sarò davvero in grado di fare tutte le foto fighissime che immagino, poi ora, per non farci mancare niente, ho anche un po’ ansia da prestazione, però davvero, sono contenta, anche se questo è inaccettabilmente in controtendenza con questo blogo.

Ehi, sono un’artista popolare!
Quindi ora proclamerò un discorsone zentimentale, stringendo il nobel tra le mani, con voce rotta mentre pieni di pianto ho gli occhi: graziegraziegrazie a tutti quelli che mi stanno dando una mano in questa cosa delle foto: a chi, prima della reflex e prima di tutti, ha insistito tanto tanto perché ci credessi un poco, a chi mi scrive delle cose bellissime, a chi mi insegna delle cose utilissime (con santa pazienza e molto stupore), a chi mi si accolla quando ho la crisi che non so fare una sega (cioè ogni dieci minuti), alla mia mamma che mi cassa tutte le foto, ai miei amichetti adorati che mi fanno un sacco di complimenti e fanno finta di crederci.
Fine discorso: scendo dal palco, inciampo goffamente nello strascico, mi cade il toupé, mi rompo i miei bellissimi incisivi e un tacco.

Una volta un tacco comunque mi si è rotto veramente, però ero a una roba di fighi e allora ho fatto finta di niente e camminato in punta di piede così sembravo claudiacante (ahah. scusate) e tutti facevano finta di non vedermi per evitare di fissare la zoppa.
Vabbè, comunque, dicevo: son contenta, eh.



4 dicembre 2009, 22:23
Filed under: bll bb bll parlaci di lei

Ora, siccome sono una persona buona, in fondo, (il problema è che prima del fondo ci sono sette strati di laclauz) non vi dirò spocchiosamente che Londra di notte dopo la pioggia sembra dipinta con il vernidas e il giorno dopo il freddo è blu e secco da cappello e sorrisone, ma ve lo dirò compassatamente, condividendo con voi la scoperta tardiva quanto entusiasta di questo genio, che se lo conoscevate già e non mi avete detto niente siete proprio le merde che ho sempre immaginato e quindi fate meglio a vergognarvi e fare i vaghi, mentre io vado a riempirmi le cosce di cheesecake.
Ci vediamo martedì, state buoni.