ma anche no


laclauz ti spiega
26 novembre 2009, 21:42
Filed under: mai piu senza
Il succulento capitolo di sociologia da autobus della settimana è: perché le signore che cercano l’ammore non devono mai mai mai dichiararsi.
Prima di tutto, perché è inutile illudersi oltre: se uno ti ignora non è perché è timido, non è perché è sopraffatto dalle paturnie del partito, non è perché sta leggendo wikipedia, qualche volta è perché è innamorato del barista, ma il succo è sempre lo stesso: nun je interessi.
Questo in realtà vale per entrambe le fazioni, perché il mondo è ingiusto e malvagio anche con gli uomini, per fortuna. Ma, amiche care, vi dico perché è davvero controproducente andare a rivelare all’amato il disgustoso ripieno rosa che covate per lui dal 1921: perché lui, nove su dieci (il dieci è je piace l’edicolante) vi dirà che non se ne era mai accorto e che bella lì, va bene, quagliamo.
E questo per noi, pulzelle di oleandri, non è un risultato! Perché se dai a un maschio l’opportunità di calarsi le braghe, correrà scodinzolante ovunque, il che -attenzione!- non vuol dire che gli interessiate in qualche maniera, non vuol dire nemmeno che non siate una donna brutta, perché di norma vuole farsi anche quella, vuol dire solo che c’è la possibilità di uno zum zum gratis e quindi perché dire di no? A questo punto la vostra situazione può interpicarsi per due differenti strade per la dannazione:

strada uno. Si zum zumma e ciao: il vostro amore purissimo pieno di calzini e colazioni vola giù per lo scarico molto peggio di prima perché adesso non potete più illudervi neanche un pochino che non vi abbia mai guardato solo perché è miope.
strada due. Si zum zumma e la cosa si ripete a intervalli regolari nei mesi successivi e lui, siccome è molto pigro, decide che si può ufficializzare la cosa: questa, che a prima vista somiglia molto alla soluzione che tanto avete sospirato, si rivelerà una mannaia irreversibile per il resto dei vostri giorni, perché, se voi siete le donne furbe che siete, vi dannerete l’esistenza con il dubbio che la sua permanenza nella vostra vita sia dovuta solo al fatto che col tempo ci si affeziona pure alle gotta e di non essergli mai piaciute veramente.
Questa è la triste realtà, quindi vale la regola d’oro: se uno non ti caga è perché non gli interessi, non vi dichiarate perché non gli interesserete uguale, resterà con voi per noia e abitudine.
Chiaramente la regola non è reversibile per l’altro sesso, perché nessuna donna correrebbe con le mutande alle caviglie per la prospettiva di uno zum zum gratis, quindi se vi dice di sì è perché, almeno un po’, le piacete: c’est la biologie.
In alternativa, potete seguire il consiglio della valeriona nazionale: aspettatelo in ginocchio davanti alla porta del cesso: non potrà resistervi!


e altroché l’america, altroché la musica
24 novembre 2009, 21:31
Filed under: ipn soap
Oggi si è fotografato quello che fa il fratello figo di moretti in caoscalmo.
In foto sembra figo, al cinema sembra very figo ma vi giuro sul canguro che non è assolutamente paragonabile con la fighezza assoluta dal vivo: uno di quelli che li guardi e pensi due cose, e la seconda è che è bello.
ma non divaghiamo: arriva puntuale come un cucù, con in una mano il casco e nell’altra la mogliera: guardando meglio, quella cosa che è bello passa assolutamente in secondo piano.
ma non divaghiamo: come se non bastasse, è simpatico. Ma proprio alla mano, gentile, disponibile, cretino quanto basta, simpa, che si mette tutti i vestiti e fa le facce sceme, che però dio sa come gli escono da sangue pure quelle.
ma non divaghiamo: dicevo, viene con questa moglie che è una rigazza gentile e a modo, ma proprio normale-normale, che potrei essere io tranquillamente, e allora ecco gli strafighi che non si accoppiano con le supergnocche sono un segno dell’esistenza di dio, per non parlare del fatto che.
ma non divaghiamo: la mogliera normale non doveva essere fotografata, probabilmente veniva a sorvegliare, che io lo capisco eh, però dico anche, se ci hai un uomo così, dai, un po’ di filantropia sarebbe anche auspicabile, ci devi stare che.
ma divaghiamo.
Allora questi vippi qui lo vedi subito se sono simpatici o no, a seconda di come trattano me, ovvero il ruolo sfighi più sfighi del mondo: la maggior parte arrivano e fanno il loro, a volte anche puntuali e disciplinati, ma come se noi tutti fossimo dei robottini inanimati, a livello di considerazione, invece a volte ci sono quelli come il suddetto, che vengono a presentarsi, ti dicono il loro nome come se li avessi conosciuti al bar, e poi ti chiedono come va, che ne pensi, se ti piacciono le foto e prima di andare via vengono a cercarti per salutarti. Tipo, per esempio, possono chiederti se possono fumare e darti la possibilità di rispondere che possono fare tutto quello che vogliono, a meno che la salivazione azzerata non ti privi dell’uso della parola, tipo, per fare un esempio a caso tra tanti, tipo.


lo zio mario
12 novembre 2009, 20:43
Filed under: bll bb bll parlaci di lei

L’altra sera è venuto a cena lo zio mario, classe 1920, ovviamente molto più in forma di me e voi.
Si parlava del fatto che a me non piacciono i peperoni e così io chiedo allo zio mario:
“e tu, c’è una cosa che non ti piace?”
Lo zio mario ci pensa un attimo e dice:
“le donne brutte”.


a thing of beauty is a joy forever
6 novembre 2009, 12:43
Filed under: ipn soap
Abbiamo fatto le foto a una tipa nella suite di un albergo di quelli con sette portieri per ogni stanza.
Premessa: io di solito cerco di darmi un contegno, ma se proprio vedo che ci sono nella stanza quattro bagni e sedici confezioni di balsamo e bagno schiuma, allora si risveglia il ross geller che è in me, nonché il cinquenne di cui sotto, che apre tutti i cassetti con degli urletti isterici tipo ‘ma c’è anche una spazzola!’
Bene, questa diciamo che era la situazione B, ecco.
Ora, per dei motivi lunghi da spiegare, ma che includono poco preavviso e molta pioggia, io avevo l’aspetto ributtante sciatto di chi è appena caduto in un bidone di strutto liquido ma ormai ci ha fatto l’abitudine, che poi se vogliamo scendo nell’unto dettaglio: capelli lerci e appiccicosi e vestiti da idraulico in missione, insomma, capirete che già arrivare in questo posto dove mi aprono sei portieri io mi sento un poco male.
Poi però la porta della suite me la apre il principe, con maglione camicia e clark: ecco, in quel momento io un po’ lo odio di un odio salutare e sano, indipendente dai miei inestinguibili amorosi sensi nei sui confronti, lo odio perché lui è pulito e pettinato e bellissimo, li mortacci sua, e io lo invidio.
Io e il principe veniamo combinati a fare le prove nelle pose delle future partecipanti alla sessione, inclusa una nel letto a fare le chiacchierette e io penso che vabbè eddai, ma che cazzo. Il principe ha la sua aria deferente e professionale io mi mangio le guance guardando i cuscini e facendo un pensiero un poco romantico che poi ve lo dico dopo sennò ora la tristezza ci avvolge come miele e ci distraiamo.

Allora per darmi un tono comincio a girare per questi quattro bagni e gingilli vari della suite e fare delle osservazioni di rilievo architettonico particolarmente forbite, finché non vedo il campionario di toletta d’alto bordo: allora non mi contengo e mi metto a fare la razzia dei saponi allo sveltopiatti sotto gli occhi del principe, che mi fa un sorriso accondiscendente e vagamente divertito e dice ‘mi pare il minimo’, perché ovviamente lui è troppo educato per abbassarsi a questi atti vandalici, ma anche troppo educato per dirmi che sono una pulciara: meravigliosa dicotomia dell’educazione.
La scena si ripete praticamente identica quando portano la colazione vera per le foto finte: finite le foto io comincio a ingozzarmi come un pollo d’allevamento, mentre il principe se ne sta principescamente in piedi di lato tipo lerch della famiglia addams. Quando sono le nove di sera e il carrellino è veramente nascosto si mangia un pezzo di pane, il principe, però fa cadere delle briciole, che si affretta a raccogliere dalla moquette e insomma, non so, l’educazione di questo giovine mi colpisce quasi alla pari dei suoi boccoli rosci e del suo bianco degli occhi spippatissimo.

Va bene, siete pronti per il pensiero romantico: il principe, anche se ha ventisei anni ed è un personaggio da blog, è bello da guardare, ci ha un’eleganza nei modi e nei moti che mi fa dimenticare la grettezza del mondo e insomma, ecco, sarebbe bello essere invisibile e poterlo guardare ancora e ancora. In verità vi dico che questo mi capita di pensarlo anche di alcune ragazze, delle volte, tipo quelle sottili sottili con gli occhi blu che su flickr non posso fare a meno di favvare, tipo.
Secondo me ho dei problemi mentali, però anche una scorta di bagnoschiumi che lèvati.