ma anche no


la strage degli innocenti
5 agosto 2009, 11:59
Filed under: bll bb bll parlaci di lei
Io lo sapevo che dio mi avrebbe punito per aver detto che andava tutto bene e che qui era tutto figo: dopo un’intensa notte di fotosciop, stamattina alle ore sei (SEI) qualcuno ha deciso che era il frangente ideale per smontare un ponteggio di tubi innocenti. Per l’occasione non hanno usufruito dell’avanguardia della tecnologia fiamminga ma si è preferita la vecchia istintiva italiaca maniera: scagliarli uno a uno da tre metri nel cassone del camion: capirete bene che l’unica cosa che mi ha trattenuto dallo scende in pigiamino con le pecorelle con gli occhi di fuori urlando alla vecchia cara italiaca maniera è solo che non so l’olandese.
Comunque, credete a me, ‘sto olandese è un bel casino, perché morire se sulla roba da mangiare c’è scritto cosa c’è dentro in altre lingue più latinicamente compatibili.
Tipo ieri sera ero davanti a un sacchetto di patate e, per capire se la confezione fosse o no microonde-compatibile, sono finita a fare uno spelling di molte k e j a google per avere come risultato, giuro: cazz0 pochi buchi.
Insomma, è vero che ci sono le carote a palletta e le mele tagliate nei sacchettini, però qui si sta abusando del vostro vantaggio, olandesi cari.
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17 commenti so far
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ho studiato olandese per 4 anni e vissuto 4 mesi in olanda, se hai bisogno di aiuto te lo do volentieri (no però per i tubi scagliati alle sei del mattino)

Commento di lise.charmel

ma sei andata a vivere in olanda, laclauz?

buon non compleanno: http://www.flickr.com/photos/viridian/3504510988/

Commento di bacca

bacca zono in vacanza :)

grazie lise, temo ti contatterò prima di quanto tu creda :)

Oggi sono stata all’OBA, sottotitolo la più bella biblioteca che abbia mai visto, di quelle cose che mi prende una depressione mostruosa, detta anche invidia distruttiva, perché tu quando pensi che vorresti fare l’architetto pensi a queste cose qui e invece poi allora guarda dove vai a finire, e allora fare l’architetto mica ti piace più.
E poi anche perché loro dicono che ci tenevano a fare una roba pubblica che appartenesse a tutti e dove tutti si sentissero a casa senza regole e sbattimenti di palle.
Tanto per chiarire: 2500 mq per ognuno dei sei piani, con 600 imac in rete e i cuscinoni davanti e nemmeno serve la tessera per entrare, 7 giorni su 7 dalle 10 alle 22: roba che anche se fosse un cesso di posto sarebbe comunque una cosa incredibile.
E invece è un progetto meraviglioso, dentro e fuori, che ti viene voglia di viverci, lì dentro.

Ecco, a me ‘ste cose mi fanno venire lo scoramento, per le cose che non farò mai e per quelle che in italia non si potranno fare mai.

Commento di laclauz

cioè se non ho capito male appena rientrerai da buenos aires andrai a vivere a pechino?

Commento di junior

ora, per evitare che io compia un gesto insensato di cui potrei in futuro vergognarmi moltizzimo, aiutatami:
qui ti tirano dietro queste cose e io sono terribilmente affascinata dalla loro punta ipertonda, però un po’ mi sento una persona orribile.
Che faccio?

(a mi discolpa, sia rimarcata alla corte la mia proverbiale avversione per le infradito)
(e che dal vivo sono moolto molto diverse dalle loro celebri orride sorelle)

Commento di laclauz

nu

Commento di junior

Ti capisco. Però a me il conflitto è nato su questo modello, ché anche a me quando vedo un paio di scarpe dalla punta tondosa mi fa lo stesso effetto della parola “Costantinopoli” in Pallottole su broadway. Queste qui in più somigliano sempre meno all’inviso archetipo.

Commento di ranji

(inutile che ti descriva la crisi isterica di quando son venuta a Roma 4 anni fa e son passata davanti a quel maledetto negozio, “Amarena Chic”, o come cavolo si chiama. Tanto ci siamo capite.)

Commento di ranji

ranji l’ammore è ammore, non c’è
è niente da fare :)

Anche questo tuo modello mi sembra molto carino: aiuto, forse ci stiamo bevendo il cervello?
Il fatto è che le aveva una tipa con cui lavoravo e io pensavo: ma guarda che scarpe carine che ha, mica sembrano le orride crocs allora torturata dal dubbio le ho chiesto: senti, ma? E lei mi ha spiegato che esistevano queste che erano un altro mondo.
E un po’ è vero, un po’ restano della roba di plastica coi buconi.

In quell’orribile negoziaccio che è amarena chic ci ho comprato ben due paia di scarpe taccate, quest’anno, dopo tipo sei anni che non mi compravo delle scarpe coi tacchi e andavo avanti con quelle (ma bellissime!) del 98.
Uno estivo ed un invernale.
Mi hanno dato entrambe delle soddisfazioni estreme: le del livello di sconosciute che ti fermano e ti chiedono, per dire, mpf.
Il problema di quel negozio è che fa delle scarpe di plastica a dei prezzi inverosimili, quindi se posso cerco di glissare, però rimane l’unico a offrire delle soddisfazioni… tonde tonde, uhuh.

Commento di laclauz

NO.

Commento di junior

giunior chiaramente intendi dire ‘No che non vi siete bevute il cervello’ :)

Commento di laclauz

(giunho, io ti ignoro, si sappia. Che se non erro sei pure spedzino, colla dzeta sonora)
Lo penso anche io di quel negoziaccio. Ho distrutto nel giro di una stagione il paio che comprai di getto quel lontano giorno del 2005, io che le scarpe le preservo per ere geologiche. Odio odio odio.

Commento di ranji

io le comprerei. sono belle belle.

Commento di bacca

allora, per limitare in parte lo scoramento, sappi che in alcuni posti in italia progetti simili li fanno: il bibliotecario del paesello dell’hinterland dove sono cresciuta (che è mio amico) si è studiato le biblioteche tedesche e quella di pesaro (http://www.biblioteca.comune.pesaro.pu.it/index.php?id=7174) per riprodurre un progetto simile. ora, non è ovviamente quella di amsterdam e non lo sarà mai, però è un buon risultato, specie per un paesino di 15.000 abitanti (http://www.comune.opera.mi.it/cm/contenuti/bo_lista_multiple_contenuti.asp?ambiente=comune%20di%20opera&area=unica&sezione=Struttura%20Portale&Destinazione=Menu%20Root%20Opera&area_default=unica&sezione_default=Struttura%20Portale&Destinazione_default=Menù%20Centro%20Polifunzionale&dato_default=id_contenuti&contenuto_default=27263&bo_percorso_navigazione=%20%3E%20@@@&LINGUA=ITALIANO&titolo_area=Biblioteca)
insomma, anche in italia “si, se puede”
crocs: non ne faccio una questione estetica, io le ho comprate per non farmi mordere le dita dei piedi dalla gatta. dopo mezz’ora che le ho addosso le vorrei lanciare dappertutto, ho il piede macerato, sudatissimo e gonfio. le odio

Commento di lise.charmel

no aspè aspè aspè, poi tu ti scagli contro le mie umili e discrete infradito sottili sottili e tanto aggraziate che fan tanto spiaggia vacanza camos a la playa? ok che le mie sono tamarre ma queste qui mi sanno di ortopedico, perdonne-moi…
no no no no e no.
(la smetto)
ciao frullaminchia ciao
*_*

Commento di pep.

“pardonnez-moi”, ovviamònt!
*_*

Commento di pep.

(mi scocciavo a leggere tutti i commenti, quindi il mio va fuori traccia, sorry)
Tu ti lamenti, di che ti lamenti, in realtà secondo me la faccenda dei tubi era una mossa studiata dall’accogliente amministrazione locale per farti sentire a casa.

Commento di ciccuzza




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