ma anche no


1.757 km – circa 16 ore 7 min
4 agosto 2009, 00:52
Filed under: bll bb bll parlaci di lei
Come voi tutti raffinati conoscitori delle gmaps avrete immediatamente capito dal titolo, sono ad Amsterdam. Passando per Monaco, perché ci andava di traversare un po’ di campagne in mezzo al temporale, e quando dico traversare dico proprio traversare, di santa pazienza e molto stupore, con al seguito le vaschette con la caponata che mi sono ovviamente rovesciata addosso appena prima di reggio emilia (non prima però di essermi bullata di non aver bisogno di tovaglioli e di aver portato solo due paia di pantaloni) e gli autogrill tedeschi e le autostrade gratis a sei corsie.
Un viaggio di tre giorni con le tappe, insomma, una roba a mezzi tra i supergiovani e Magda e Furio (ma più Magda e Furio, ho come l’impressione)
Io, che ve lo dico a fare, ho guidato pochissimo e dormito moltissimo, ché io appena il disel comincia a vibrare, in sincrono, mi casca la testa di lato, mi esce la bolla dal naso e ciao, mi sveglio solo per mangiare cagate all’autogrill e pisciare nei parcheggi come forma di protesta per le loro richieste di cinquanta centesimi a deiezione.

La casa è un posto veramente bizzarro in cui il cesso è equamente diviso tra tutti i piani e le stanze: la doccia è una stanzina al piano di sopra, il cesso è una stanzina al piano di sotto, la scala è ovviamente a chiocciola pendenza settanta gradi, quindi io credo che per pisciare la notte mi converrà tornare nel parcheggio, pena la mia incolumità fisica. Il bidet ecco, non nominiamolo nemmeno per piacere, immaginiamo invece delle allegre corsette per la suddetta scala della morte con i pantaloni a pinguino… uhm, credo che forse mi comprerò delle salviette, dopo tutto.
Comunque la perla sanitaria è il lavandino che è anche l’acquaio, come la penna che è anche orologio. Dovevo capire che c’era qualcosa che non andava quando ho visto in cucina i cottonfioc e il dentifricio, ma ho pensato fosse un tipo disordinato e pareva brutto indicare e fare ahah. La cosa bella è che il signor Zac rasenta i due metri e quindi in cucina c’è anche uno specchietto ma a un’altezza a cui io – ho provato – posso solo salutarmi con la mano.
Poi sono seduta tra un poster di pulp fiction e uno di le iene, come sappiamo il mio regista del cuore, proprio, ma tanto, c’è l’internet, quindi a noi ma che ce frega ma che ce importa?

Fuori c’è un profumo di canne che ti si porta via e le finestre più belle del mondo: detto tra noi, è tutto ancora più bellissimo di come mi ricordavo, zanzare a prova di ginz (macchiati) a parte.
Domani vado a ammazzarmi di fotografie e cercarmi una bici, quindi forse anche ad ammazzarmi e basta, ora però vado a sputare un po’ di dentifricio sulla padella delle uova, con permesso.

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3 commenti so far
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La caponata.
Non aggiungo altro.
(anche il loop nanna-pappa-pipì c’ha un suo perché, però).

Commento di ranji

sì in effetti notavo che i miei post parlano sempre di cessi e di pisciare, come la littizzetto quando fa incazzare mia madre.
Poi ancora non sono scesa nei dettagli migliori, tipo il fatto che il cesso abbia uno scalino per guardare negli occhi l’ultima volta il tuo, ehm, “prodotto” prima di salutarlo per sempre.

Sono a casa a fare il chilo: ho scoperto di aver portato una sola batteria della macchina fotografica, sono il solito genio di sempre.

Commento di laclauz

adoro quando ti lamenti così.
a me viene molto peggio.
ti odio.
*_*

Commento di pep.




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