ma anche no


in the port of amsterdam
12 agosto 2009, 22:49
Filed under: mai piu senza
1. Tempo. Questo è un luogo molto molto arduo per uno meteoropatico, perché il tempo cambia da sole a pioggia nel giro di un quarto d’ora e quindi al di là del pericolo costante di scoppiare a piangere in mezzo al supermercato perché la depressione mi assale insieme all’aria condizionata meno cinque, è difficilissimo dare per scontato il pigiama day ma anche fare un programma degno del nome ‘domani andiamo a Rotterdam’

2. Cibo. Ho mangiato i biscotti più buoni della mia vita. Ora, alla luce del fatto che cracker e i biscotti sono la categoria alimentare per cui io sragiono completamente, questa notizia ha più o meno il peso che ho assunto io nella mia permanenza olandese, per darvi un’idea del quale vi dico che il primo ingrediente della lista ingredienti è il burro.

3. Biciclette. Che dire. Io quando ho tra i piedi una bicicletta comincio a fare delle originalissime riflessioni hippie peace nature love e altre cazzate bucoliche giustificabili solo con post canna, solo che, come tutti sappiamo, io non fumo. Insomma, macino allegramente venti chilometri al giorno e sono contenta veramente contenta, nonostante i miei bei polpaccioni facciano impallidire sebinonela ogni giorno di più.

4. Gentaglia. Eh, so brutti, punto. Ci hanno dei tratti tagliati con l’accetta, tipo Volkswagen umane, e sono biondi, sì, ma biondo di chi ha sbagliato candeggio, biondo di chi ha sovresposto la foto (quanto fa figa questo crossover tra casalinga e fotografa? Una donna veramente completa, io). Pure i bambini ci hanno dei lineamenti da vichinghi che fanno paura.

5. Architettura. Dieci non si dà mai, ma se io potessi dare un dieci lo darei a Amsterdam, ecco. Perché il centro è tutto di una bellezza commovente, ma tipo centro di Roma, che dovunque ti giri c’è un angolo che sembra dipinto, dettagli a go go e i canali che a Venezia mi sanno tanto di zuccheroso e stucco qui sono belli, semplici, essenziali… commoventi l’ho già usato? Bene, però poi diversamente da Roma l’architettura fuori dal centro è straordinaria: oltre alle robe grosse ci sono ovunque edifici fighi con soluzioni di scale finestre e rivestimenti tutte diverse, e poi ponti, passerelle, alloggi per studenti, biblioteche parchi, e ancora uffici, sedi commerciali, tutti chiaramente progettati da archicosi, alcuni da dieci altri da sei, ma nessuno da ‘non classificabile’ come in Italia.
En fin, casa di Zac, avendoci delle salviette, che capolavoro è?



meteoropatia portami via
10 agosto 2009, 01:46
Filed under: mai piu senza
Piove, governo ladro, il che mi ha reso incredibilmente vicina all’acquisto online di una bici chopper, un vestito da sposa, un irrigatore automatico, un letto con materassi (non male) e una macchina per il caffè.


la strage degli innocenti
5 agosto 2009, 11:59
Filed under: bll bb bll parlaci di lei
Io lo sapevo che dio mi avrebbe punito per aver detto che andava tutto bene e che qui era tutto figo: dopo un’intensa notte di fotosciop, stamattina alle ore sei (SEI) qualcuno ha deciso che era il frangente ideale per smontare un ponteggio di tubi innocenti. Per l’occasione non hanno usufruito dell’avanguardia della tecnologia fiamminga ma si è preferita la vecchia istintiva italiaca maniera: scagliarli uno a uno da tre metri nel cassone del camion: capirete bene che l’unica cosa che mi ha trattenuto dallo scende in pigiamino con le pecorelle con gli occhi di fuori urlando alla vecchia cara italiaca maniera è solo che non so l’olandese.
Comunque, credete a me, ‘sto olandese è un bel casino, perché morire se sulla roba da mangiare c’è scritto cosa c’è dentro in altre lingue più latinicamente compatibili.
Tipo ieri sera ero davanti a un sacchetto di patate e, per capire se la confezione fosse o no microonde-compatibile, sono finita a fare uno spelling di molte k e j a google per avere come risultato, giuro: cazz0 pochi buchi.
Insomma, è vero che ci sono le carote a palletta e le mele tagliate nei sacchettini, però qui si sta abusando del vostro vantaggio, olandesi cari.


1.757 km – circa 16 ore 7 min
4 agosto 2009, 00:52
Filed under: bll bb bll parlaci di lei
Come voi tutti raffinati conoscitori delle gmaps avrete immediatamente capito dal titolo, sono ad Amsterdam. Passando per Monaco, perché ci andava di traversare un po’ di campagne in mezzo al temporale, e quando dico traversare dico proprio traversare, di santa pazienza e molto stupore, con al seguito le vaschette con la caponata che mi sono ovviamente rovesciata addosso appena prima di reggio emilia (non prima però di essermi bullata di non aver bisogno di tovaglioli e di aver portato solo due paia di pantaloni) e gli autogrill tedeschi e le autostrade gratis a sei corsie.
Un viaggio di tre giorni con le tappe, insomma, una roba a mezzi tra i supergiovani e Magda e Furio (ma più Magda e Furio, ho come l’impressione)
Io, che ve lo dico a fare, ho guidato pochissimo e dormito moltissimo, ché io appena il disel comincia a vibrare, in sincrono, mi casca la testa di lato, mi esce la bolla dal naso e ciao, mi sveglio solo per mangiare cagate all’autogrill e pisciare nei parcheggi come forma di protesta per le loro richieste di cinquanta centesimi a deiezione.

La casa è un posto veramente bizzarro in cui il cesso è equamente diviso tra tutti i piani e le stanze: la doccia è una stanzina al piano di sopra, il cesso è una stanzina al piano di sotto, la scala è ovviamente a chiocciola pendenza settanta gradi, quindi io credo che per pisciare la notte mi converrà tornare nel parcheggio, pena la mia incolumità fisica. Il bidet ecco, non nominiamolo nemmeno per piacere, immaginiamo invece delle allegre corsette per la suddetta scala della morte con i pantaloni a pinguino… uhm, credo che forse mi comprerò delle salviette, dopo tutto.
Comunque la perla sanitaria è il lavandino che è anche l’acquaio, come la penna che è anche orologio. Dovevo capire che c’era qualcosa che non andava quando ho visto in cucina i cottonfioc e il dentifricio, ma ho pensato fosse un tipo disordinato e pareva brutto indicare e fare ahah. La cosa bella è che il signor Zac rasenta i due metri e quindi in cucina c’è anche uno specchietto ma a un’altezza a cui io – ho provato – posso solo salutarmi con la mano.
Poi sono seduta tra un poster di pulp fiction e uno di le iene, come sappiamo il mio regista del cuore, proprio, ma tanto, c’è l’internet, quindi a noi ma che ce frega ma che ce importa?

Fuori c’è un profumo di canne che ti si porta via e le finestre più belle del mondo: detto tra noi, è tutto ancora più bellissimo di come mi ricordavo, zanzare a prova di ginz (macchiati) a parte.
Domani vado a ammazzarmi di fotografie e cercarmi una bici, quindi forse anche ad ammazzarmi e basta, ora però vado a sputare un po’ di dentifricio sulla padella delle uova, con permesso.