ma anche no


compleanno di ciccio e michelemikebongiorno
26 maggio 2009, 17:42
Filed under: mai piu senza
Sono dei giorni un sacco un sacco sereni e questa è l’esclamèscion più sensazionale di tutto il blogo, credo.
Non che le cose si siano risolte, ma è un periodo molto rilassato, primaverile.
E allora sei contenta, che bello, fiinalmente, iuupidù. Invece no, niente, perché  io quando passo dei giorni sereni ho sempre paura e non me li godo affatto perché sto a pensare che presto arriverà qualcosa di orribile e dovrei prepararmi, ecco cosa sto a pensare.
Che carattere del cazzo che ci ho, veramente.
‘L’unica cosa, son questi segni premonitori che dicono che tutto finirà malissimo e con molto dolore, ho pensato io l’altro giorno, è un peccato. Si stava così bene, se non c’erano quei segni premonitori.’
Insomma, devo fare una telefonata importante ma veramente importante, che ci tengo tantissimo e insomma poi magari cambia tutto, capito?
Io non sono brava in queste cose.
Io muoio dalla voglia che cambi tutto, io ho il terrore che cambi tutto.
Mi sa che è sempre quel problema di cui sopra del carattere del cazzo, che nella poesia poetica di chi è molto bravo diventa un elegante ‘che paura e che voglia che ti porti lontano’, nella pratica genera una pletora di guai che manco aliciuzza letizia quando parla con repubblica.
Stay tuned, ma anche no, che poi mi agito.


estate* (torneràunaltroinvernocadrannomillepetalidiroselanevecopriràtuttelecose)
20 maggio 2009, 15:48
Filed under: mai piu senza
La cosa bella è il sole fino a tardi, la cosa brutta sono quei problemi da femmine depilazione/cicce/abbronzatura
La cosa bella è che ci sono di nuovo i ghiaccioli nei bar, la cosa brutta che non si può dormire abbracciati.
La cosa bella è non avere i piedi freddi a fine giornata, la cosa brutta è avere i piedi schifidi a fine giornata.
La cosa bella è andare in vacanza, la cosa brutta è organizzare la vacanza.
Ma la primavera, se si considerano i ponti, ha solo i lati belli senza quelli brutti, per questo la primavera è bella e così entro di diritto nel conformismo più bieco dove è anche lecito ammettere che sì, andreabajani ci piace.
(è anche sbono, sì, ma solo alle volte, perché invece altre volte sembra vertigo)

*post -orginalissimo, debbo dire- arubbato a canto.



una vita violenta
18 maggio 2009, 17:07
Filed under: mai piu senza
Dopo avere seguito con partecipazione le evoluzioni del livido sulla coscia provocato dallo spigolo del letto di ciccio, delle dimensioni di una cotoletta, e dei colori, in progressione, di una cotoletta surgelata/scongelata/riscaldata/fritta, dopo una serie di futili lividi in zona stinco/polpaccio provocati da cavalletto e parcheggi vari, ieri ho superato me stessa e mi sono sfranta il polso sulla maniglia del bagno mentre strappavo la ceretta.
Con una violenza inappropriata, s’intende.
Sì sì, proprio la parabola da lancio del peso, ma al contrario.
Sono la migliore, convenitene.


10 maggio 2009, 23:45
Filed under: cartoline malsane

in questa foto:

laclauz, sprezzante del pericolo e del ridicolo, va a livorno con i suoi occhiali da bonovox a comprare un 50 1.4 da un individuo con un nome chiaramente di fantasia (mario rossi) trovato su un mercato di organi su internètt.Il suo moroso non capisce la gravità del momento e scatta delle polaroid da metterle sulla tomba.



paniere istat, new entries
5 maggio 2009, 14:51
Filed under: mai piu senza
Smoothie chiquita buoni ma troppo troppo cari. A me la frutta non piace, ma gli smoothie proprio tanto e mi ricordo che a Parigi cenavo con un litro di fragola e banana e ero contenta. (che poi: quanto fa figo dire ‘quando ero a parigi’ che voi tutti mi immaginate in una mansarda a ingollare croissant al brie con la torre eiffel dietro? Niente a che vedere con gli albergacci sporchi e turistici senza wireless in cui smadonnavo. Però comunque bella Parigi, ammappe.) Ora, resta da tradurre smoothie in italiano, perché secondo me frullato implica il latte. Oppure no?
Borsa di muji che in realtà c’entra anche il vaio ma io vaio lo metto nello zaino che è più comodo. Beh, che dire, è bellissima: muji è il negozio più vicino al mio sottodetto progetto ‘niente cagate’ che conosca. Però dentro c’entro pure io, e questo è male perché o finisco col portarmi tutta la collezione di ratman per andare a prendere il latte, oppure ci metto solo le chiavi e navigo per ore tra i meandri del nylon prima di trovarle.
Questione di cuore dell’Archibugi: che robe. Ho pianto due volte, io, l’orribile. KimRossoStorto e quella-nuda-in-tutta-la-vita-davanti sono i bradpittato e angelinagioiosa dei poveri, ma soprattutto sono veramente bravi e io non credevo proprio, perché, come dice l’ex-signor-lario a proposito delle sue liste di candidate, vengono penalizzati dalla loro estetica. Albanese invece è rimasto antiestetico e antipatico come tutti lo ricordiamo. Ho deciso che scriverò un sacco: tipo quelle cose che non interessano a nessuno come oggi ho mangiato una banana ed era cattiva, perché a questo servono i blog, ah!
E’ una mia personale terapia per perdere la dignità e vivere contenti lo stesso.
Però i titoli non li metto più che è difficile, facciamo che sono tutti coperti, tipo antibiotico a largo spettro, dal titolone ‘ah bè’ dove bè si può considerare con l’accento, con l’apostrofo, con l’acca, senza acca: shuffle tranquillamente senza incorrere nelle mie ire.


all black
4 maggio 2009, 01:38
Filed under: bll bb bll parlaci di lei

Ho comprato degli occhiali da sole che sembro bonovox, ma li ho presi da Feltrinelli coi punti, quindi tuttapposto.
Allora, mentre compravo questi occhiali che ci hanno tipo una parte un po’ trasparente sotto con le righine nere pensavo che poi a casa me li sarei pittati con l’uniposca nero e tutto apposto e pensavo anche che io il novanta per cento delle cose che compro poi je do de uniposca nero.
Il bordo della borsa, la targhetta degli stivali eccetera, insomma, diciamolo pure: io, senza uniposca nero, son perduta.
Quindi, mi chiedo: perché non esiste un negozio tuttologo che si chiami ‘niente cagate’?
Cioè vestiti, ma anche robe altre, senza strappi, borchie, scuciture, applicazioni, scritte eccetera: normali, monocromo.
Ecco, in realtà questo negozio esiste ed è de ritis a via dei cestari, che, per chi non lo sapesse, è un negozio di vestiti per preti.
(E comunque pure quelli, per i giorni di festa, ci hanno delle vetrine da far schiattare Bulgari).
Allora io dico, ma una bella catena, mi va bene pure la multinazionale, con vestiti normali? Sul nome niente cagate sono disposta a trattare.
Comunque gli occhiali sono venuti bene, a parte che mi sbava un po’ sullo zigomo sinistro, l’uniposca nero, e quando me li levo sembro harvey keitel in lezioni di piano.
Nel frattempo uso tutte le mie energie per evitare di trasformarmi in una palla di pelo di gatto.
E per imparare l’haka, che non si sa mai.