ma anche no


ma il materasso è il massimo che c’è
21 dicembre 2008, 19:07
Filed under: mai piu senza
La mia domenica mattina preferita è a leggere sotto le pezze, se poi le pezze sono un piumino dentro il copripiumino, il materasso è di gommapiuma con le doghe sotto, (speciosa sì, speciosa, cazzo) facciamo pure che la mattina diventa anche pomeriggio e sera.
Specie oggi, che fa un freddo becco, che la gente sgomita forsennatamente prima nel traffico dell’isteria natalizia, poi alla cassa con le commesse esaurite (categoria a cui va assolutamente tutto il mio sostegno e comprensione), poi al banco pacchetti gestito da un povero cristo assunto per due settimane di inferno, che sogna solo di impiccare tutti con il nastrino d’oro (su cui poi compulsivamente farà i ricciolini) e suddetta gente poi se va in giro carica come un bue con i sacchetti che segano i palmi e un odio furibondo alimentato da un ossessivo “ma non c’era la crisi”, ecco, oggi, io a stare sotto il piumino con una stecca di liquerizia in bocca e un gatto sui piedi provo una gratificazione senza pari.
Quindi ho finito la versione di barney, dopo tipo cinque mesi. Cosa dire di lei.
Le prime cento pagine, che straripano di racconti raccontini raccontucci che vogliono essere per forza sopra le righe e divertenti, con tutti quei nomi pieni di h e z, mi sono risultate davvero davvero indigeste, soprattutto tenere il filo mi era praticamente impossibile e non riconoscevo un nome dall’altro.
Su queste cento pagine ho passato cinque mesi, le altre trecento e rotti le ho finite in un pomeriggio.
Ora, magari era tutto fatto apposta perché lui ci ha l’alz@imer e voleva essere una roba sconnessa piena di mestoli e sette nani, però secondo me troppo sconnessa.
Dalla morte della prima moglie in poi, [attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER)] invece, i personaggi smettono di essere aneddoti e prendono forma, la storia segue un po’ più di filo e c’è la costruzione di un ammore che non ripaga del dolore e allora ci ho sguazzato contenta fino a sera.
Mi sono molto molto identificata con la moglie molto grassa che fa dei monologhi stucco di sei pagine, cazzarola.
Nel complesso quindi ci aveva ragione l’amica canto: abbi coraggio e supera l’inizio che poi migliora.
Il problema è che di solito io preferisco sempre l’inizio, specie al cinema, quando i personaggi vengono presentati, io imparo da che lato del letto dormono e dove strizzano il dentifricio e mi faccio una mia idea. Poi invece viene raffazzonato tutto per creare una storia, un prosieguo, una fine plausibile che di solito è implausibile e i personaggi piegano su dei binari forzati/finti che non seguo più. Allora pensavo che se ho tutti questi problemi con il grottesco assurdo magico eccetera è perché a me non interessa la storia originale, ma il punto di vista originale sulla storia banale. Ecco.
Mi sembra una bella pensata, no?
Poi mi hanno incastrato per fare il regalo a gianni, che è l’istruttore della palestra sudaticcio che vuole sempre abbracciare tutti, in modo veramente bieco. Cioè, bieco. In modo che sono venute a dirmi, miti miti, leste leste, prima una cinquantina e dopo dieci minuti un’altra, “noi facciamo il regalo di natale a gianni, vuoi partecipare?” Allora niente, memore della storia di Howard, ho detto eh sì dai fighissimo e loro mi hanno chiesto “ah, ok, com’è che ti chiami? Sai, per il biglietto.” Ora, io  come mi chiamo l’ho detto, ma secondo me se non scrivono ‘seconda fila, muta, grassottella, vagamente scoordinata’, gianni non capirà mai chi sono.
Comunque domani vado a fare delle foto per francesca e poi vado in vacanza fino all’anno prossimo, quindi avrò tempo e luogo per fare le riflessioni di spessore che tutti sapete.
Ciao.
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8 commenti so far
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pros i eguo.
Lo dico perché so che ci tieni, non è che voglio per forza rompere le palle (non è vero, sono nata per rompere le palle ma non è niente di personale).

Bacetti.

(grassottella? Darei la mia pancia – tanta – per la tua pancia).

Commento di JunOnic

grazie jun, sai quanto apprezzo :)
anche se stavolta devo dire che la colpa è di word che ogni tanto decide che lo sa meglio lui cosa voglio scrivere ma poi anche mia che non rileggo mai :/

Commento di laclauz

quando non convivevo per me l’inizio di giornata ideale era starmene tra le pezze, come le chiami tu con le mie megarivistone femminili che non c’è bisogno di essere tanto sveglie (sveglie intendo proprio svegliate, tolte dal sonno, non brillanti) e che solo a letto si possono prendere in mano.
la versione di barney, già te lo dissi, per me era sopravvalutata, ciò detto, “come si chiama l’affare per tirare su la minestra” resta da tempo una delle mie battute preferite

Commento di lise.charmel

Oh toh, lo sto leggendo anche io da qualche giorno (dopo una rapida valutazione ho letto anche lo spoiler – si dice ‘lo’ spoiler anche in questo caso? – ché non sia mai che salto qualcosa nei tuoi post, tsk), sono intorno a pagina 60, e non le trovo così indigeste ste pagine, anche se a tratti mi ricorda Céline, che ci ho messo 14 anni a finire. Di sicuro ogni volta che posso – e che non posso – colgo l’occasione per citare “ancora un luogo comune e mi uccido”.
**
Ah, il tuo subconscio parla per mezzo del correttore di word?

Commento di ranji

Questo Natale mangiamo coi piatti di plastica, sono avanzate delle sedie e anche delle posate e del tempo per cui siamo molto in tempo e ci ho anche il tempo di scriverlo.
Grandi eventi, quindi.
Noi a natale siamo tipo trentacinque, rigorosamente e solo pranzo del 25, il 24 sera proprio non se lo caga nessuno, e allora io voglio uscire normale il 24 sera e invece non può nessuno.
La mamma comunque comincia a dare di matto dal 20 perché ‘chi mette la tovaglia fa la battaglia’ e le tovaglie le mette lei.
Ieri ho tagliato le castagne per il ripieno del tacchino, che non è più una bestia mezza viva come nel ’56 quando ero bambina e non esisteva la luce elettrica, e ci ho ancora le mani farinose.
Il ripieno del tacchino non va mai frullato, dice la ricetta tramandata dal nonno del nonno.
Oggi ho scoperto che ci abbiamo delle posate con le iniziali, di questo fantomatico nonno del nonno: sono belle, in effetti.
Io non lo so perché noi a natale si mangi il tacchino, non l’ho mai capito da dove venga, non conosco nessun altro che mangi il tacchino a natale.
Il nostro albero di natale arrivava il 25 mattina e ha sempre avuto le candeline rosse, niente lucette men che meno intermittenti, mpf.
E’ di plastica anche quello, comunque, ma quello va bene, perché non si butta.
Invece io credo che andrò in cucina e mi prenderò una scodella vera, che a me mangiare i cappelletti nella scodella di plastica non mi piace.
Allora è tutto il giorno che canto il natale allora sì che era una festa vera, cominciavo ad aspettarlo quattro mesi prima, i regali mi duravano una settimana.
Ed è vero.
A me piace molto fare i regali, comunque.
Mi sa che devo andare a prendere la nonna, che ora cominceranno ad arrivare i 35 con i loro bustoni di pacchi, e allora c’è un momento in cui tutti i pacchi sono ammonticchiati sotto l’albero, e sono tanti, e tutti i bimbetti ci si buttano sopra e io penso molto forte che allora sì che era una festa vera ed è bello guardarli.
(è bello guardarli se hanno superato i tre anni, sennò niente, chiaro)

Commento di laclauz

Per quel “grassottella” ti meriti questo: io mi avvicino con la mano alla tua spalla, e quando la tocco la respingo con un “ma vafanculo, va”. :)
Io invece ho cantato “E tu scrivimi, scrivimi, se ti viene la voglia, e raccontami quello che fai”. A proposito, pvterò, promesso.
ciaolaclauz, bacicci cicci

Commento di cantoediscanto

io quando queste due si dicono le robe vorrei far loro recitare un copione che a un certo punto entra un uomo bellissimo

Commento di junior

a lacluz ma vafanculo, va

Commento di cosetto




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