ma anche no


ogni riferimento a fatti e persone di nome laclauz è puramente casuale
21 novembre 2008, 01:17
Filed under: cartoline malsane



and I wonder if he’s okay, if you see him say ‘hi’.
17 novembre 2008, 00:22
Filed under: puttanate intimiste
Io e l’imprevedibile ci scrivevamo delle vergogne prima che paolonori scrivesse la vergogna delle scarpe nuove.
Quanto mi piaceva, l’imprevedibile. L’imprevedibile di sé stesso medesimo diceva non sono l’ultimo degli stronzi ma neanche questa persona da levarsi il cappello ma io invece pensavo che come era bravo l’imprevedibile con le parole non era bravo quasi nemmeno il vertigo.
A me e all’imprevedibile piaceva mandarci le canzoni e dirci se ci erano piaciute e quando non mi erano piaciute l’imprevedibile non ci rimaneva mai male, io neppure però nella mia mente certe canzoni sono diventate una canzone che non piace all’imprevedibile.
Allora l’imprevedibile prima di dare un giudizio su una canzone si doveva tirare giù il testo e leggerlo e tradurlo bene bene e capire tutte le interpretazioni possibili. Ora questa cosa la facciamo tutti, ma l’imprevedibile la faceva con una meticolosità che mi faceva venire voglia di sposarlo.
E poi ci avevamo delle canzoni della vergogna e allora a me piaceva moltissimo quando ci mandavamo le canzoni della vergogna che non erano mica le canzoni trash erano proprio delle canzoni che ‘ci si dovrebbe vergognare ma a me piace’.
Insomma, io stavo molto bene con lui, ma non solo: mi faceva venire voglia di essere una persona migliore e la finirei qui perché mi pare abbastanza evidente quanto mi avesse fatto scacco in due mosse.
Comunque a un certo punto abbiamo cominciato a scivolare, prima solo come con le clarks sui sampietrini bagnati quando dici oh guarda stavo per cadere ahah, pensa che cretina, pensa se, eh, meno male, eh, ma poi chissà come abbiamo cominciato a scivolare sempre più veloce e più lontano e intanto i giorni passano ed i ricordi sbiadiscono e oggi mi sembra che sia stato solo un incrocio di rette, fortunato quanto fortuito, ma quella roba che si incontra in un solo punto.
Quando ci penso mi dispiace molto, non solo per il punto, ma soprattutto per aver perso quella capacità di completare o a volte anche solo capire gli spazi vuoti reciproci: quella, davvero, anche oggi, mi manca ancora tanto, anche se andiamo avanti e non muore nessuno, anche perché comunque so che non ci sono gli estremi per piantare una grana.
Ora come ora poi mi sembra evidente che, in un eterno presente che capire non sai, non ci sia proprio posto per cravatte parlanti e pistacchi prestigiatori però io, dei giorni, penso che siano l’unica ma davvero l’unica cosa che vorrei.
Adesso, via con l’effetto flou, vai con la musica che sfuma, con garbo, però, mi raccomando l’applauso, spontaneo ma commosso, ma soprattutto non sbagliatevi di nuovo con le risate registrate, per carità di dio.


eccome no, eh
10 novembre 2008, 02:16
Filed under: mai piu senza
Sono stata alle terme di bagno-fighetto-vignoni e alla quarta ora di ammollo ho raggiunto, sono convinta nella maniera più assoluta, l’aponia e l’atarassia.
Peccato solo che poi nello spogliatoio mi sia trovata faccia a faccia con una modella tredicenne (con la patata depilata con il filo da pornostar, o tempora o mores) e mi sia improvvisamente risalito un inspiegabile fiotto di bile che ha vanificato il fantastico momento di pre-morte.

Continuo a litigare furiosamente con l’installer di cs3 e nel mentre (che è un lungo lungo mentre) mi faccio dei film su quello che mi piacerebbe diventare (che poi: quando?) essendo al contempo molto indecisa tra l’ammirazione e l’odio per quelle persone che mi ci sembrano diventate, e qualora poi, proprio, adobe installer ancora non avesse finito, allora mi metto a sperare che non cambi niente per poi lamentarmi che non è cambiato niente.
Un giorno poi magari vi spiego.
Ma anche no.