ma anche no


september morn
28 settembre 2008, 22:49
Filed under: bll bb bll parlaci di lei

(Perché io vorrei anche scrivere, ma il problema è che poi mi rileggo e mi viene mal di pancia)
Grandi notizie.
Prima grandissima notizia è che il mio orgoglio nerd ha raggiunto delle vette insospettabili grazie all’installazione di una scheda di rete usb fuori dalla finestra che mi permette di sugare la rete di qualche gentil signore che abita nei paraggi. Allora uno dice ma laclauz, tirali fuori ‘sti du neuri per la rete, che pulciara che sei, e allora io dico che la situazione è un poco strana adesso perché da quando sono tornata me ne dovevo andare da questa casa da un momento all’altro e quindi non era il caso, ora invece è più l’altro momento che l’uno momento, però mi sono ormai affezionata alla situazione e così.
Ora brilla una luce blu fuori dalla finestra e io potrei tornare a chattare tutta la notte e un po’ di più con l’imprevedibile da sotto il piumino, quelli sì che erano tempi. Be’, ora sono altri tempi, comunque, anche se sempre tempi di piumino e son soddisfazioni comunque.
Poi magari vi spiego anche il complesso meccanismo di cavi usb e scotch e stecche di legno che mi ha portato ad ottenere tutto questo, ma anche no, eh, però ogni volta che vedo l’accrocco penso ah come sono contenta fammi un po’ cercare la sindrome di Gilbert su wikipedia (per tutti quelli che google manderà qui con prognosi e terapia per la sindrome di Gilbert, allora, facciamo subito: non c’è terapia, non è grave, solo non ve dovete da ‘mbriacà troppo) e insomma bene, ecco.

Seconda grande notizia è che ora me ne torno nella città dei perizomi scacciapensieri e sono contenta perché ritroverò un po’ tutte le cose che ho lasciato lì, tipo la nebbia e l’umido, tipo. Io a Mantova ci ho dei problemi grossi con la colazione, per esempio. Perché io non bevo il caffè e con un cornetto ci faccio la birra, ma i cornflakes col latte non ce li hanno al bar e allora grandi difficoltà, tipo di solito compro mezzo litro di latte e lo metto fuori dalla finestra ma poi delle volte cade di sotto e allora problema di nuovo. Forse però questa volta cambiamo albergo e magari ci ha il balcone.

Poi mi sa basta grandi notizie. Ho di nuovo fatto il pieno di ospedali, questo fine settimana, questa volta ho fatto anche il numero a me caro dello svenimento e quando sono rinvenuta come da copione mi hanno chiesto se ero incinta. Dico. Non sono incinta, mi fanno impressione gli aghi, vabbene? C’è una a cui fanno paura i bottoni, ci avrò diritto io a svenire senza essere incinta? Ma cazzo. Sì, figurati, carina, ci hai pure diritto, però magari non fare la splendida dicendo “ah guarda te lo mettono in flebo mica ti fanno l’iniezione, sei proprio l’ultimo, puà” perché poi gli infermieri ci hanno pure diritto a prenderti per il culo. E vabbe’.
La cosa carina dell’ospedale di venerdì (un ospedale in culo al mondo che più non si può immaginare, poi invece si è conquistato il sangiacomo occupato che fa molto liceo, striscioni e canne inclusi) è che il cicciobuffo malato ha detto agli astanti della sala d’attesa:
– Quando arriva claudia ditele che mi portano in chirurgia.
– Chi è claudia?
– E’ una alta così e carina.
Cicciobuffo mi vede una alta così e carina. Capito?
Comunque mi hanno riconosciuto gli astanti.
Forse perché siamo arrivati solo io e un barbone molto molto alto.

Comunque.
E’ un periodo di grande positività, nonostante tutto. Mi sento abbastanza zen riguardo al futuro anche se non ne ho nessun motivo. Forse sono diventata una persona migliore, chi può dirlo, però per esempio settembre quest’anno non mi ha generato meteoropatici istinti suicidi come al solito. In compenso ho comprato un nuovo paio di calzini a righe. Famo pari?
Poi faccio le foto, ‘e quando faccio foto è diverso. E’ come se il tempo che ho si dilatasse e si riempisse. E mi addormento meglio'(cit).
A casa tutti bene, lavoro bene, forse faccio un’altra imbarazzante mostra di foto, se ai tipi non farà schifo la roba che gli porterò.
Libri bene, pensavo che forse dovrei aprire un account su quella community dove tutti dicono i libri che hanno letto, solo per il gusto di dire che ilgiovane0lden mi ha fatto schifo e fare incazzare tutti. Dicevamo? Che sei molto zen, adesso. Ah sì.
Il fatto è che poi andrei subito a rotella perché vorrei metterci tutto e non mi ricorderei tutto e poi vorrei metterli in ordine di colore e sicuro non si può.
Forse però lo faccio lo stesso.
Vediamo.

Intanto, dicevo, è tempo di camomille molto calde e poche ore per dormire e domeniche sotto il piumino e capelli lunghi e marmellata che si appiccica e robe strumentali dei radiodept o dei belleesebastiàn e gatti e sciarpe e di nuovo la sesta serie di friends rigorosamente in inglese ma coi sottotitoli.
Nonché di farmi tutti, ma proprio tutti, i cazzi vostri, con tutta la rete che ci ho adesso, mpf.



25 settembre 2008, 16:16
Filed under: cartoline malsane


belli capelli (post dedicato a chi ci insegna i trucchi tricotici per sembbra' ggiovani)
17 settembre 2008, 15:25
Filed under: bll bb bll parlaci di lei

Ho già raccontato del grande interesse che i colleghi presenti in questo studio nutrono per i miei capelli.
Detto tra noi il problema dei miei capelli è che sono quasi sempre luridi, come mia madre ama sottolineare anche mentre ho ancora il fon in mano.
Noi diciamo che è la vespa e la palestra e lo smog ma la realtà è che uno chissenfrega da che dipende, fa schifo comunque, due secondo me sono proprio loro che si schifano subito a prescindere dalle mie attività.

Che poi, giuro, sono anche belli quando sono puliti.
Cioè mai.
Comunque, oggi un mio collega (collega nel caso degli architetti è una parola elegante per dire ‘sfigato’) passa, mi lancia un’occhiata e esordisce con un certo compiacimento:

(collega uno) – uau, ma che bei capelli oggi! Che hai fatto?
collega due – sì è vero! Anche io oggi li ho visti tutti fluenti… (?!!)
laclauz – tipo li ho lavati?
collega uno – …
collega due – …
laclauz – …
collega due – no sai, è che li hai sempre legati…
collega uno – ho fatto una gaffe?

Secondo me sì che hai fatto una gaffe, porca di quella zozza e sporchi di quei capelli zozzi.


Ma non è finita qui.
Io ero abbastanza contenta perché quando sono entrata in palestra c’era accanto a me una biondona uno e ottanta, proprio accanto a me, capisci, porca di quella zozza, epperò ho visto con un certo gusto che nei maledetti saltelli non ci capiva una sega e sbagliava tutti i tempi. Così impara, la stronza.
Insomma me ne ero fatta una ragione quando una sconosciuta collega di palestra, si pronuncia, d’emblée (laclauz è stata a parigi, si vede, eh)

– stai meglio con i capelli lunghi eh.
– …
– cioè, non volevo dire che con i capelli corti stessi male, no eh… ma così, mi sembra che… eh… tu stia meglio.


Devo fare delle facce molto eloquenti, io, temo.



lovecats
7 settembre 2008, 15:22
Filed under: bll bb bll parlaci di lei

Io ieri sono andata a cortona. Il motivo ufficiale era che inaugurava un inutile museo di etruschi (leggi: qualcosa di molto noioso è stato usato da qualcuno molto brutto molto tempo fa) invece il motivo vero era che io e collega furba volevamo andare domenica al matrimonio del giovanotto j0vanotti a fare iiiiii!!!!!! con molti punti esclamativi e sventolando le mani istericamente. Però invece abbiamo scoperto che il sindaco non poteva venire all’inaugurazione perché doveva andare al matrimonio del giovanotto, che dunque si sposava di sabato e così niente matrimonio per noi deficienti attempate.
Allora noi guardavamo tutti quelli vestiti rigidi con la faccia da matrimonio ma inspiegabilmente nessuno ci ha detto ehi voi, che per caso vi interessa fare iiiiii!!!!!!! al giovanotto che si sposa? Venite con noi!
Ma quando tutto sembrava perduto tra le nefandezze etrusche ho avuto le mie soddisfazioni, eh.
Duepunti, a capo:
il mio capo ci ha una figlia bellissima che ci ha quell’età in cui ancora non ti struggi per i ragazzetti che pensano a tirarsi i cancellini e però sei in grado di pronunciare correttamente tutto l’alfabeto (cosa che comunque qualcuno che per rispetto della praivasi chiameremo giunior non è in grado di fare neanche  adesso) insomma un’età che va bene, però anche quell’età in cui i bambini non ci hanno molte remore a chiederti se hai un figlio senza pudore alcuno (non chiedetemi perché lo so, ehm) e insomma per farla breve questa bambina mi ha guardato un po’ con gli occhioni e poi mi ha detto:
– mi piaci, tu. Hai la faccia che sembri un gatto.

Dico: valeva o no un viaggio a cortona?
‘Ennamo.