ma anche no


and i just can’t get you off of my mind
17 luglio 2008, 17:31
Filed under: puttanate intimiste

Io vicino al mio lavoro ho non una ma ben due Feltrinelli grandi, anzi, le più grandi di Roma, mi sa, perché come già s’è detto senza che faccio tanto la superspia, io lavoro in centro.
Però proprio le cose più vicine a me in questo centro sono dei gelatai cattivi ma molto cari, un gelataio buono ma molto caro e un forno buono un poco caro ma chiuso dall’una alle cinque e queste due Feltrinelli.
Allora io passo molto tempo da queste Feltrinelli anche perché ci si può pure pranzare dentro e delle volte ci incontro anche Gab che mangia da solo e allora quando ci vedono insieme secondo noi gli omini del bar un poco sono contenti che sennò ci guardano sempre con molta compassione.
Invece a me piace mangiare da sola da Feltrinelli perché ti puoi prendere dei libri e te li puoi cominciare lì e poi magari te li compri e ne leggi un pezzo a casa e un pezzo lì.
Oppure fanno cagare e allora non te li compri ma meglio averlo saputo prima. A me piace molto Feltrinelli, però ultimamente credo mi sia presa un poco un’ossessione a riguardo, specie per quel che riguarda la tessera di Feltrinelli. Questa tessera di Feltrinelli io proprio ci tengo moltissimo e se incontro qualcuno la prima cosa che gli chiedo è quanti punti ci ha sulla tessera di Feltrinelli e quante volte ha raggiunto i cento punti e mi sa che è uno dei motivi per cui non mi farò mai dei nuovi amici.
A me di Feltrinelli piace molto anche l’edizione economica però quella normale non tanto perché è lucida.

Comunque fatto sta che oggi cercavo una copia di Mutts che non c’era allora io ho detto vabbe’ ordiniamola e lui ha detto vabbe’ ordiniamola come ti chiami e ah guarda sei già registrata, è questo il tuo numero?
Solo che no, non era il mio numero.


[Ora qui, attenzione, il post sta per prendere una piega irrimediabilmente blues: potete smettere di leggere, se volete]
Allora io ho detto no no no, ecco il mio numero, ah molto bene sì sì sì però intanto pensavo che quel numero mi suonava un poco, in effetti, boh chissà e poi niente mi sono messa a ripensare alle cose mie, però mentre ero in fila alla cassa e mi sono ricordata che era il numero di un tipo che una volta mi aveva ordinato un libro da Feltrinelli.
Allora, tanto per cambiare, mi è venuto da piangere.
Un po’ perché ci sono delle cose che io sono sicura di avere sbattuto fuori dalla porta e ho pure buttato la chiave e guarda proprio non ci si pensa più e poi invece eccole lille lille che atterrano mica dalla finestra, mica dalla gattaiola ma dai buchi della zanzariera, pensa tu.
Un po’ perché sono cretina.

Annunci

21 commenti so far
Lascia un commento

a me la feltrinelli come la mondadori e l’einaudi e tutte le altre mi paron le ollivud dei libri… quindi apparte che ci metterei na bomba solo per vederle bruciare mentre suono la cetra…

…an si volevo dire che le odio.

Commento di anonimista

Sì hai ragione, sono le ollivud dei libri e dei postacci molto commerciali, però le Feltrinelli mi piacciono tanto, ci sono affezionata.
Sono sempre felice quando sono da Feltrinelli, per una serie di mie perverse meccaniche cerebrali.

Le einaudi non le conosco, le mondadori mi stanno sul culo a prescindere, per cui se devi mettere una bomba mettila a loro, per piacere ;)

Commento di laclauz

Mi sa che l’idea della bomba ce l’ha già avuta un certo…Feltrinelli. E c’ha pure lasciato le penne. Ocio.

Commento di ardez

bravo ardez: ricordiamoci sempre che dietro questa parvenza da blog di sedicennne in sindrome premestruale si cela un posto di curtura, mpf.

Commento di laclauz

il gelataio buono è quello che so io, vero?
A me piace molto la FNAC (perché la Feltrinelli a Verona non c’è più) e ieri ci sono andata in pausa pranzo per prendere un libro e ne ho presi 3+ un cd/dvd. Uscendo mi sentivo un po’ in colpa e un po’ mi ridevo dentro.

Commento di cantoediscanto

Ecco, tipo la fnac, mmm: quella di Barcellona era bella però in Italia io o Feltrinelli o niente, e non faccio per dire.
Secondo me è tutta colpa di quella maledetta tessera.
Però per dire al supermercato non mi fa quest’effetto perché poi ti regalano dei frullatori o dei cellulari o dei televisori e allora chissenefrega dei punti.
Invece da Fletrinelli arriva un momento che puoi comprare tutto gratis e quel momento è meraviglioso ma è molto bello anche quando spendo tipo 80 neuri perché so che questo vuol dire che quel momento di cui sopra è più vicino.

E ora parliamo del gelato, babe.
Mi duola darti un dolore, ma quel gelato è proprio un gelataccio, e ricrodate sempre laregola numero uno del gelato, che mi ha insegnato un mio amico gelataio: se il gelato esce dalle vaschette non è buon segno, perché il gelato dovrebbe stare tutto alla stessa temperatura.
Super bene quelli che sono nei bidoni incassati e non si vedono, l’ideale sarebbe come a San Crispino dove mettono ogni bidone a una temperatura diversa, ma poi te li fanno pagare 2.30 la coppetta piccola, questo è il problema.
Però il gelato è senza pari.

Commento di laclauz

sono molto triste. perché a me il cioccolato a non so cosa era piaciuto tanto, e sapevo anch’io della storia dei cosi incassati=buoni, ma lì insomma mi era sembrata un’eccezione.

invece io sono dispiaciuta di non avere la tessera coop perché in questi anni mi sarei arredata un altro appartamento con i regali che invece non ho mai ritirato perché non ho la tessera coop e ogni volta dico “oggi la faccio, oggi la faccio”. Macché.

Commento di cantoediscanto

laclauz contegno, chè sennò se ne accorgono

Commento di junior

(intendo dire che sei matta come un cavallo)
io invece che sono una persona misurata e razionale mai e poi mai quando facevo romasepzia sueggiù coccolavo la mia càrta càrburante come un figlio, e quando P&1 perdeva gasolio un po’ pensavo Beh sono tutti punti in più, e io la carta feltrinelli non la svuoterò mai, sarà la mia eredità. poveri eredi

Commento di junior

invece la carta giesse ciavevo un miliardi di punti e l’ho fatti scadere, me tapino

Commento di junior

oh sì, ecco. A Firenze dalla Feltrinelli però non puoi metterti lì a mangiare, o prendere un caffé alla bisogna, per cui non ho la tessera. Ci ho la tessera di un’altra, dove difatti ci posso prendere un caffé e mettermi comodamente a sedere e leggere perfino interi libri, e dove ne hanno di usati etc, che poi a me piacciono pure, le edizioni vecchie, tipo le tascabili Einaudi da 1600 lire, e piacciono pure le edizioni non lucide, opache, o anche no.
che poi conosco chi ha la tessera da Feltrinelli, ed al bisogno, sai com’è.
Così spero che non sia discriminante avere una tessera Feltrinelli, perché non ce l’ho.
e copriwater mai. parlando dell’altro post.
copriwater all’uncinetto, però, ecco. curioso. per me, dico. ecco.
vabbé.
ciao.

ndr

Commento di unpoapolide

post pieno di suggestioni. ma non capisco come fai a mangiare dentro feltrinelli : o

Commento di Vertigoz

C’è un bar(o) dentro Feltrinelli.
O intendi a mangiare senza sporcare i libri?
Perché quello,
in effetti,
un po’,
è un problema.

Commento di laclauz

L’altra notte ho sognato che io e te eravamo ad una festa folcloristica, stranamente sobria (ricordo però uno con la maschera dei drughi di Arancia Meccanica), e c’erano delle vasche d’acqua piene di zucchine, e tu le spostavi con la mano dicendo “Vedi? Se si muovono significa che sono…”
Non ricordo assolutamente cosa mi dicessi: se si muovono sono buone o cattive? La scelta era tra questi due aggettivi, non comprerò zucchine finché non mi rispondi.

Commento di cantoediscanto

Probabilmente volevo dire “Galleggiano, dunque sono.” per pavoneggiarmi del Cartesio vegatale che è in me.
Comunque quando si cominciano a sognare le genti di internet, allora, spiace dirlo, ma è proprio un punto di non ritorno.
Lo so perché io non sono mai ritornata, eh.

Ma possiamo sempre dire siccome io e te ci siamo incontrate davvero, sei solo a metà strada.
Ciao Canto, io mi sto molto affezionando a te: se tu fossi un uomo ti avrei già pisciato tutto intorno al blog, sì sì.

Commento di laclauz

C’è quell’immagine lì, no?, quella che sta ad indicare un comportamento animale, certo, ma che è anche una metafora che rimanda al territorio e all’appartenenza, nonché ad una delle attività principali delle donne incinte (perché si dice “incinte”, è raro ma è un plurale come tanti gli altri), insomma, quella frase lì l’ho letta mentre mangiavo. Mi sono soffocata ridendo e alcuni pezzi di carote tagliate fini (non certo da me, ma da qualcuno che poi le ha impacchettate) si sono spalmate sulla scrivania.
Da questo cosa si deduce?
Sogna pure laclauz, ma non leggerla mai mentre stai mangiando.

Commento di cantoediscanto

canto, dicevo:

Commento di laclauz

Con tutte queste citazioni (sempre quella, a dire la verità, però la sai sviluppare a modino), tua mamma e tua nonna sarebbero orgogliose di te.

Commento di cantoediscanto

Certe cose non bisognerebbe dirsele in pubblico.
Che immagine teribbile.

Commento di CarCarlo1

ma ora si puó mangiare anche dentro feltrinelli o non ci ho capito na mazza?

Commento di sciroccata

io ogni volta mi viene da quotarti sempre le ultime righe, e poi scappo a piangere dilllà. (op.cit.)
minchia i buchi della zanzariera no eccheccazzo.

Commento di pep.




Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...