ma anche no


what's on?
27 aprile 2007, 18:49
Filed under: bll bb bll parlaci di lei

Dice, che fai laclauz.
Allora, che faccio.
Rompo le palle, prima di tutto, ad ogni essere appartenente al mondo vegetale e animale esistente sul pianeta.
Secondariamente finanzio trenitalia, presumibilmente per la realizzazione di una rete ferroviaria che faccia centodiciotto volte il giro della terra passando per saturno.
Terziariamente (ah ah. Scusate, davvero) lavoro, il che ci riporta automaticamente al punto uno.
Il mio lavoro consiste nell’allineare vasellame etrusco su inutili supporti.
Etrusco, no dico: etrusco.
Che se c’è un popolo che a me mi è sempre stato sul culo, son gli etruschi con quei loro vasetti del cazzo.
Che almeno i romani hanno fatto l’ingegneria, l’architettura, invece questi stramaledetti etruschi solo bicchieri e anforine ma soprattutto frammenti, tanti taaanti frammenti, un numero incalcolabile di frammenti soporiferi e parimenti inutili.
Tipo le paste, le argille e se ti dice culo pure le cacche secche.
Diciamo, in sintesi, che mio lavoro consiste nell’allestire quelle mostre che nessuno vorrebbe vedere mai, quelle che quando sei dentro ti viene nostalgia di mcdonald, quelle che non c’è una roba sana a pagarla oro e se c’è è un ariballos e nessuno si accorgere della differenza visto che non si sa cosa sia.
Io dico che se questa roba la mettevano nelle tombe, un motivo c’era, ed è chiaramente che non la volevano tra i coglioni, dunque è davvero necessario sfruttare le mie copiose tasse per consentire a tutti di potersi rimpiere gli occhi di olle di sterco di vacca, oggi?
Vabbe’, comunque ho un lavoro per un po’, questa era la notizia.
(dedicata con etrusca riconoscenza e etrusca ammirazione
, alle due tònne che amo)

Poi.
Ho tirato giù i vestiti dell’estate e ho scoperto di avere accumulato una quantità di jeans decisamente incettabile, questo mi ha fatto sentire per diversi giorni una persona meschina e degna di morire tra atroci sofferenze quanto prima.
Poi per fortuna (?) ho scoperto che due non mi entrano più e ora gli immondi indumenti si possono di nuovo contare sulle dita di una mano e dunque ho ritirato le petizioni.
In realtà non mi sono mai entrati.
E’ che andò così. Tipo un cinque anni fa io ero a via sannio a comprare gli anfibi con fidanzo, quando vedo questi jeans senza cagate e il vecchino mi convince che fanno per me, poi per non rimangiarsi la parola data mi ci comprime dentro a mo’ di preservativo,
abbrancandomi da tergo. La scena era parecchio surreale, io e fidanzo eravamo nel pieno di una comprensibile crisi di riso, con grande stizza del vecchino che continuava a dire “no vabbe’ ma allora, cioè se ridi nun te staranno mai” e insomma poi credo non mi arrivasse più il sangue al cervello e così.
Me li sono messi l’altro ieri e oggi ho scoperto di avere due lividi sugli ossi del bacino.
Auguri.
Vabbe’ li tengo lì per quando diventerò magra.
Cioè mai.

Comunque di questi tempi vige la sottodetta legge del filotto, dunque io credo che quel mio celebre talento di inanellare una cazzata dietro l’altra sia pronto per entrare in azione a pieno regime quanto prima.
Che la madonna mi tenga una mano sulla testa, come dice cloti, ché mo’ so’ pure madrina, ambe’.

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you’ll be my johnny fontane
15 aprile 2007, 23:22
Filed under: bll bb bll parlaci di lei
Com’è come non è, vengo selezionata come vincitrice dell’esclusivo concorso a inviti Madrina della -si spera ultima- bambina di Emmecì. Ora, siccome si sarà capito che a me mi ti porti via facilissimo con piaggerie e lusinghe di bassa lega, la cosa mi ha vagamente emozionato, se si toglie il piccolissimo dettaglio che non sono né cattolica, né credo-ma-non-vado-a-messa, né ho-un-concetto-di-religione-tutto-mio.

Dunque mi faccio un poco di scrupoli e contatto il filosofo dottorato in bioetica per verificare se sia legittimo ed etico accettare questa laboriosa mansione. Il bioetico mi dice che sì, che al giorno d’oggi è più importante l’affetto, i legami, i cazzi, i mazzi, che va bene. Non contenta chiedo a un altro amico senza titoli ma molto saggio, che dice sempre la storia dei cazzi e mazzi, ma soprattutto che mica mi faranno l’interrogazione, devo solo sillabare un paio di cose e voilà, l’obbligo di somministrare costosissimi regali ogni compleanno sarà mio in quattro e quattr’otto.

Insomma, siccome c’è poi anche questo altro piccolo dettaglio che un po’ io ci vorrei anche bene a Emmecì e ai suoi svariati figliuoli, dico che sì, dai, si fa. Do fondo al conto in banca, che già è sul fondo, pur di non comprare le madonne d’oro, mi vesto da caccia alla volpe e mi dirigo in loco, vagamente terrorizzata dal fatto che probabilmente dovrò tenere in braccio l’infante e se mi scivolasse sul più bello potrebbe anche essere imbarazzante.

Ma invece, ah, che sciocchi timori vedevo all’orizzonte.
Arriviamo lì io e cotanto padrino e il prete comincia guardandoci vagamente infastidito:
“Questi? Andiamo bene.”
(??)
“Avete più di sedici anni? Siete battezzati? Cresimati? Convivete?”
Noi all’unisono, con soddisfatto sguardo d’intesa, del tipo queste le sappiamo “Sì. Sì. Sì. No.”
E io penso che i momenti imbarazzanti siano finiti lì, non devo neanche mentire, olè.
Invece.
Oltre il fatto che questa messa dura circa sei ore, il tema principale è questa gente immonda che viene in chiesa e non sa le risposte giuste.
Ogni dieci minuti mi apostrofa con un “si renda utile, almeno, mi passi le cose” visibilmente stizzito.
Poi mi chiama a leggere delle robe a sorpresa, assicurando la platea che ho più di sedici anni quindi saprò ben leggere, io vado e fallisco il sito predisposto, lui mi cazzia e poi mi si mette accanto suggerendomi le risposte sbagliate.
Mi fa dire che rinuncio a satana circa diciotto volte guardandomi allusivo come se fossi una pornostar di nota fama.
Un incubo.
Nel momento di maggior pathos Tommaso salta sull’organo e facendoci una passeggiata su crea una melodia che niente ha da invidiare a “l’uomo nuovo creatore della storia”; l’infante nei panni di pisellino gattona soddisfatta per i gradini dell’altare, tutti segretamente temiamo che Emmecì cominci a fischiare come fa quando ride di particolare gusto e bisogna portarla via a braccia dal cinema.

Dopo circa centoventisei benedizioni in disuso dal paleocristiano, dopo aver richiesto di farsi fotografare in tutte le pose che forse ci scappa pure un calendario, alla fine the priest dice “includiamo pure questi scienziati che vi siete scelti” roba che dico, non è che perché ci hai la gonna non posso rifilarti un calcio dove dio comanda.
Poi lì, separatamente, mi chiede, secco, giuro:
“Beh, che c’è pensi al moroso?”
“?” (cccome??)
“Ce l’hai qui il moroso?”
“????
Eh? N-no, no” (m-ma ma un pacchetto di cazzi tuoi?)
“Ah no? e dov’è?”
”M-ma… n-nonn ce l’ho” (giro solo porno con gente di un certo livello, sai com’è)
Forse è un approccio che va tra i preti, chissà.
Dopo aver tentato un’arringa di bassa lega facendomi ganascino e dicendo
“non frequenti molto la chiesa, eh?”
incalza:
“che fai? Studi?”
Qui io, con comprensibile gusto di rivalsa, gonfio il petto e sto per esordirefaccio l’architetto quando passa quel gentil signore che risponde allo stato civile di marito di Emmecì e articola distintamente:
“See, è disoccupata”
Siccome tutto ciò -porcoilclero- è drammaticamente vero, ritiro il petto (non c’è molta differenza tra le due, comunque) divento di tutti i colori dell’arcobaleno e fuggo a mille miglia da lì, terrorizzata di rincontrarlo prima o poi, pronto ad arringare sui miei filmini con johnholmes.

Comunque tutto questo valeva le pizzette del post chiesa, quelle che “i bambini volevano le pizzette ma son finite TUTTE!”
Eh già, chi sarà stato, maiali.
Per non parlare del fatto che un tipo, candidissimo, ha chiesto a Emmecì se avevo vent’anni e insomma, io direi che tra pornostar e ventenne, oggi la giornata è andata para, mi sa che ci posso stare.

Ora comunque ci ho una figlioccia belloccia con gli occhi azzurri che promette seriamente di diventare una gnocchissima ragazza magra, e questo sì che sarebbe un problema grosso.
Stay tuned (per i prossimi diciotto anni, dico).



I deserve nothing more than I get.
9 aprile 2007, 23:35
Filed under: puttanate intimiste

Sono sempre allo stesso punto,
intorno a cui continuo a girare furiosamente.
La cosa bella è che non è fermo per niente neanche quello
e le cose continuano a cambiare prospettiva con delle aberrazioni spaventose.
La gente che amo intanto fa i bambini, e tanti anche.
E io mi ci commuovo, e tanto anche.

Ma ognuno ha quello che si merita.
Chi starnazza e non vuol volare non si ritrova magicamente dall’altra parte dell’oceano,
non è così che vanno le cose,
no.