ma anche no


did I tell you?
31 agosto 2006, 21:35
Filed under: bll bb bll parlaci di lei

E comunque è inutile girarci intorno, qua è successa una cosa orribile.
Eh.
Allora.
La mia amica miss juliè ha un amico bruttissimo, ma così bruttissimo che secondo me appartiene a un’altra specie. Ora, per motivi che non ho avuto cuore di indagare, visto che non è nemmeno il caso di amico concupiscente, missjuliè gli è molto affezionata, probabilmente perché è una ragazzetta filantropa, insomma, come è come non è, questo amico è onnipresente. (ora mi viene in mente che forse lei lo porta perché vuole farlo accoppiare con me. Oh dio. Mi reputo offesa.)
Questo amico di solito si accompagna con altri soggetti parimenti fascinosi, di cui ho paralato
già in passato, per la loro prestanza verve e arguzia, roba che come minimo li pesca al circolo uomini più brutti del mondo uniti possiamo farcela.

Insomma, per farla breve, che non è proprio la mia specialità, l’altra settimana viene fuori che questo immondo individuo è collega del mio fidanzo delle medie, (capitoli uno e due) mia sega number one da diciassette anni a questa parte. Cioè. Già solo per questo gli metterei le mani addosso, sempre che attraverso la crosta uniforme d’acne senta qualcosa.
Cioè dico.
Tu sei intimo amico di mr.G e a noi ci porti l’uomo dell’idraulico liquido?
Ma che è, una candid camera?
Guarda, ancora non ci posso credere, sono lì tutta turbata e con un vago desiderio di introdurgli l’ombrellone da un pertugio all’altro, quando lo sventurato prosegue:
“ah, e poi mr.G si è sposato”
Certo, intanto io ero qui alle a sollazzarmi con le semifinali del circolo dei mostri.
Cioè.
Io sono senza parole.
Segue descrizione della consorte, descrizione che non riporterò per rispetto di svariate categorie demografiche e sociali.
Spo.sa.to.

Chi glielo spiega ora alle cassiere della giesse che no, gli abiti da sera tutto sommato sai forse non è più il caso?
(se non la capite è perché non avete letto il post del link, culoni)

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just a perfect day (il post più lungo della storia)
28 agosto 2006, 22:08
Filed under: bll bb bll parlaci di lei

Dunque. A Roma mi è presa una nostalgia micidiale. Io che contavo fermamente sulla idiosincrasia familiare, sulla città deserta con cinquanta gradi, per trovare stimolo a ritornare nella penisola isterica, vengo sbeffeggiata da casa vuota, umidità 20%, amici in giro e stracchino in frigo.
Mi giro la casa mia ma non mia con 70% finestre pensando al patio 6×1 coi panni stesi e mi chiedo perché perché perché. Perché, e lo dico in gran segreto: quella casa là, il cui mutuo ventennale scade l’anno che viene, è bella come io architetto ne ho viste poche. Se poi è anche disoccupata, ecco, io posso tranquillamente dedicarmi agli arresti domiciliari con una copia di fotografare e chi si è visto si è visto.
Tanto che pigliare tutti quei treni traghetti e fai lo zaino e disfa lo zaino e fai il biglietto e il supplemento e la prenotazione e cazzi e mazzi, ecco, io quasi quasi lascio stare, e me ne sto qui con i gatti, la canon e l’introvabile opera completa di gianluca morozzi, al secolo il mio nuovo idolo.

Invece niente, e così io e quella mia amica il ciccio, che mi sventola sotto il naso un trash oroscopo che ammonisce me proprio e solo me di fare attenzione alle caviglie, partiamo per luoghi di rinomata mondanità che guarda manco lo dico per quanto so’ trendy. Coacervo di mondanità che ovviamente ci guardiamo bene dallo sfruttare passando il tempo a far la spola tra casa, rocce sotto casa e sidis, immerse in chiacchierette demenzial-sociali o in convulsi attacchi di riso pre-sonno. Una sera avevamo pure deciso di andare al cinema ma poi, in fondo, chi ce lo faceva fare? Poi dici come mai non mi faccio dei nuovi amici. Eh, chissà.
Ho mangiato magnum essence, e oh, ohhh, ohhhh, direi che è la perfezione fatta gelato con tanto di ripieno del cremino, crosta del magnum e flake del cornetto flake e ovviamente qua in spagna non ce l’hanno. Godetene voi che potete.

Questo post minaccia di diventare lungo, ché volevo dire tutt’altra cosa, io.
Lo preferite in comode rate? Cazzi vostri, leggetelo domani, allora.

Allora, dicevo che questo viaggio di ritorno è iniziato sotto auspici funesti, non ultima un’immotivata sveglia alle otto. E poi devo saltare a ripetizione sulla valigia per costringere sei libri che ho già letto, tre serie di friends, quindici penne stilografiche e diciotto calzini a righe che quello è il loro posto. Un lavoro di psicologia fina da niente che relega lo sciampo nella tasca davanti, pronto per un gran finale tristemente prevedibile.
La mia capacità nel portarmi delle cose utili è seconda solo al mio talento culinario.

Comunque. Nel tratto casa-macchina di ciccio viene giù il diluvio universale, ma con sole di mezzogiorno, morale entro zuppa dentro e fuori, come il magnum double (sono monotematica? Sono monotematica.) e sbatto prima la ah! caviglia e poi la, ahi, tempia, mentre il ciccio imbocca serena la tangenziale dotata di “rallentamenti tra nomentano e ponte lanciani” per non farci mancare uno stiloso arrivo all’aeroporto ricco di suspance.
Poi mi accorgo che a forza di smanettare foto e mettere e togliere cose dalla valigia sono ventiquattrore che non mangio e, fiduciosa nell’avvenuto check-in, mi dirigo al bar quando un’oltraggiosa stereofonia ricorda ai gentili passeggeri che questa è l’ultima chiamata per il volo 5021 per Barcellona.
E vabbe’, durante la maratona mi si apre lo zaino, a beneficio del buonumore dei presenti, entro col fiatone e mi accascio nell’ultimo posto di tutto l’aereo, ovviamente senza finestrino.
Le mie vicine di posto hanno seriamente rischiato di risollevarmi l’umore. A destra madre cinquantenne quantiannidimostrocchiolino, caschetto da valentina rosso menopausa, copioso rossetto marrone, vestito filantropicamente scollato e stivali texani, figlia Pamela vestita di rosa e argento da capo a piedi. Alla sinistra invece leggiadri piedini 42 con unghie rosse e anelli adagiati in pompose zeppe d’oro. Questa sì che è vita.
Faccio la fila per l’autobus e al mio agognato turno il faceto conducente mi trincia il naso con la porta, ma niente a che vedere con la vis comica del suo collega nel torpedone a seguire, che avrà la munificenza di darmi, serissimo, il resto tutto in monetine da un centesimo. Ovviamente tre quarti si sparpagliano sul pavimento, io mi divincolo tra borse borchiate, zeppe e mefitiche infradito mentre dai due chilometri di coda a tergo giungono distintamente minacce di morte.

Arrivo a casa e scopro che, guarda un po’, è domenica, quindi non c’è uno straccio di spaccio aperto e a digiuno ci rimarrò per altre 24 ore, nutrita dalla sola acqua del rubinetto, che a Barcellona sa di acquaragia abbandonata in bottiglia di plastica sotto il sole per due settimane.
Ma poi arriva stamattina, ah, che bello. La sveglia suona misteriosamente alle sette e ventiquattro, mio incubo ricorrente finalmente avverato, non ho soldi nel telefono per avvertire i miei solerti colleghi di viaggio, il treno parte alle 7.44, fortunatamente avevo avuto la cura di non ripiegare mutande e vestiti della sera prima, così mi infilo tutto al contrario senza passare per il cesso e solo nello specchio dell’ufficio scoprirò di avere due mollette bizzarramente collocate penzoloni dietro l’orecchio. Primo giorno, olè.

Dopo essere stata umiliata dal bancomat con un brutale “siamo spiacenti ma 200 euri non li hai” ne piglio 50 pregando che mi paghino lo stipendio in tempo per non essere sfrattata, e vado a fare una signora spesa (con 50 euro si fa una signora spesa per zitelle biologiche, qua) e mentre mi dico che dai, che saranno mai quattro buste e dodici litri d’acqua, forte come sei, eh, l’anguria fa capoccella, a seguire le uova delle galline allevate a terra e i tampax multipack e insomma, ecco, io, in verità vi dico, ho un po’ voglia di mettermi a piangere.

Invece piangerò solo quando scoprirò che l’anguria, riposta nella apparentemente provvidenziale borsa capiente, ha allagato tutto l’interno.



island in the sun (riassunto)
18 agosto 2006, 15:37
Filed under: puttanate intimiste

ho avuto mare per lavare le mie idee
asciugate al sole, poche nuvole
davvero caldo il cielo iberico
e questo sole d’agosto
ritorna sempre più forte
con questa voglia di viaggio
se riuscirò alla fine a farmi del male
alla luna di notte
che mi nasconde le mani
e questo perdere i sensi
senza neanche un motivo

lascia che si liberi
la vera entità delle cose
slegami
e non avere più

paure

***

E diciamo pure che sono andata in spagna solo per poter scrivere la strofa seconda col cielo iberico.
Potete anche non commentare, ma solo per questa volta.
Buone vacanze, o quel che c’è, cialtroni, se ne riparla tra una settimana, non mancate.



per me lo so
7 agosto 2006, 20:35
Filed under: mai piu senza

punto uno. Come dicevo poc’anzi nei commenti, ho passato una delle mie celebri notti a vomitare a ripetizione abbracciata alla tazza del cesso, tanto per restare sempre in tema. Il giorno dopo non sono andata a lavorare e ogni volta che vedevo una guardia forestale mi nascondevo, fustigata dai sensi di colpa. Si può essere più tonti? Bè, già, forse sì, ma comunque.

punto due. Sono un utente pro di flickr. Cioè, dico, un utente pro, mi dovete del rispetto. Posso pisciare su tutti i divani, sono un utente pro. E poi comunque ci ha già pisciato il cane. Che in effetti non i stupirei se fosse utente pro. Ho un minimo di pudore residuo a dirlo a quelli che mi chiedono che faccio il pomeriggio, così dico, eh ma sai, tante cose, ce ne è sempre una. Balle. Sto qua a sputtanarmi gli occhi su fotosciòp. Vergogna, eh? Già. 

punto tre. Uno dei motivi per cui resterò in una casa dove si strizza il mocio nel bidet e dimorano due cani invasati, è che le mie coinquiline mi fischiano quando giro per casa in mutande. Insomma dai, le amo, nonostante tutto.

punto quattro. a tre anni lo stato d’ansia è assoluto: si nota tutto e non si capisce niente” (Amélie Nothomb). Finalmente mi è chiaro il mio problema: ho tre anni.

punto cinque. Venerdì si fa una breve vacanzotta in lidi italiani, ché devo riportare la vespa a roma con tutto il corollario di traghetto eccetera. Ah, se ci sarà da piangere. Poi volevo dire anche una cosa intelligentissima ma purtroppo non me la ricordo più.
Stay tuned.