ma anche no


fields of shit
22 luglio 2006, 11:16
Filed under: mai piu senza

punto uno Barcellona è invasa da strafighe con minifaldas vertiginose, sono seriamente combattuta tra il desiderio di fotografarle e quello di ucciderle.

punto due Mi sento in dovere di avvertirvi che il sims per la prima volta in un mese aveva un vestito diverso, devono avergli caricato il plug in. Solo che aveva tipo dei mocassini, e tra sandali e mocassini, eh, dico, che lotta. citazione, con sottotitolo – quella che a mio avviso è in assoluto la più bella scena del cinema mondiale. (nota tecnica: come tutti i miei video, per vederlo bisogna scaricarlo sennò non parte, si fa quel che si può, eh)

punto tre  odio tutti i cani. Se mi avessero detto che avrei dato calci a un cucciolo di due mesi avrei giurato che non era possibile. Le mie coinquiline hanno pensato bene di andarsene bellamente in vacanza o a folleggiare nella stagione della musica da camera, e io sto qua ad annegare nel piscio di cane. La via per il bagno è costellata di merde in fila, come i led sulle scale all’opera, un ammiccante sottinteso per segnalare l’esclusività delle funzioni da espletare in loco. Potrei scriverci tre pagine su domus, sull’essenzialità artistica di questa scelta.

punto quattro io non aspetto che il gelato si sciolga quando esce dal frigo, ficco il cucchiaino nel monoblocco ghiacciato e scavo e scavo finché non apro una breccia tra pannacotta e raspberry e mangio tre quarti di gelato infelice per non aspettare qui benedetti cinque minuti e mi slogo volentieri un polso pur di non aspettare quei benedetti cinque minuti. E nel frattempo, mangiando scaglie e scavando con furia, penso ma perché non ho aspettato quei benedetti cinque minuti. Metaforico, temo.

punto cinque  Secondo me mi hanno montato i fusibili al contrario, nel cervello. Ho come l’idea che se aprissi la mia testa ci troverei dentro un palla di pongo verde scuro tendente al marrone, quel colore orribile che era il destino del pongo. All’inizio le barrette erano tutte linde e allineate, mi davano la certezza che sarei riuscita anche io a modellare il pagliaccio raffigurato sulla confezione (non eri einstein non eri niente, oh yea). Ma poi. Poi invece non si sa come finiva sempre in quella palla disgustosa, atta solo a simulare i postumi di un’alluvione. Irreversibile.

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14 commenti so far
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incredibile… un’altra volta il primo a commentare… cmq volevo dire… il cane… io per un cane che caga in casa avrei fatto la guerra mondiale con le coinquiline… almeno facesse i bisogni in camera della padrona… che schifo.

che cavolo sono le minifaldas? minigonne? anche in spagnolo si dicie mini? pensavo minis.

Commento di anonimista

Punto uno: fotografa le minifalderas [bello il neologismo eh] e sciorina.

Punto due: no comment

Punto tre: condivido l’odio, non tanto verso i cani quanto verso i loro “padroni”.

Punto quattro: non è tanto l’evidente disturbo della personalità in sè a fare specie, quanto la consapevolezza di esso e la tua beata ammissione di conviverci allegramente.

Punto cinque: per non dire del DAS. Che si seccava pure, per dire l’irreversibilità.

Minchia, che caldo allucinante. E sto stirando.

Commento di ardez

anonimista: caro, io non te lo vorrei dire ma sei sempre il primo perché qua siamo un manipolo di sfigati. Dicono che il cane piccolo è come quegli infami dei neonati e non è in grado di espletare fuori. Dicono. Sono al limite massimo anche io, è solo che davvero non c’ho fantasia di rimettermi a cercare casa.

ardez: non vorrei ripetermi e renderti inviso al resto della classe, wow, mi riempion di gaudio le risposte punto per punto.

Quindi:
punto uno: è che non tutte hanno la pazienza necessaria quando comincio a “scusa un po’ più a destra alza il mento no più a sinistra, no, ora su la mano”. che poi è anche il motivo per qui faccio le foto a me stessa.

punto tre: cosa ti fa pensare che ci conviva allagramente? ci convivo drammaticamente, con i tristi risulati sotto gli occhi di tutti. Comunque è una cosa profondamente ingisuta è che al riconsocimento dei tuoi limiti non consegua un’immediata risoluzione, non trovi? Dico, io la mia parte l’ho fatta, premiatemi adesso.

punto cinque: il das sporcava le mani, un incubo. e poi i colori, e poi il vernidas che secondo me era droga pura.

punto sei: da quando sono qui non ho MAI stirato, eliminando con cura tutti i vestiti che lo avrebbero necessitato. Credo che preseguirò su questa linea.

Commento di laclauz

Uff, alùra:

Punto Uno: le foto le devi “rubare”, chetelodicoaffare.

Punto Due: dove cazzo è?

Punto Tre: in definitiva si evince che le convivenze sono sempre delle rotture di coglioni.

Punto Quattro: vedi Punto Due

Punto Cinque: e allora mettiamocì il Didò e la Coccoina nonchè il burrocacao Labello, che me li magnavo a quattro palmenti.

Punto Sei: alla fine della fiera stirare e lavare i piatti a me non dispiace. Cosa significherà!? Doh.

Commento di ardez

voglio dire che quello che voglio dire è che magari ho solo dei pezzi montati male, se aprissero e mi rimettessero i cavi apposto poi funzionerei come tutti gli altri.
Se invece c’è il pongo son cazzi.

Commento di laclauz

post bellizzimo

vertie still unlogged

Commento di utente anonimo

clauz… basta che ci sia pongo tutto dello stesso colore, pericolo grigietto scongiurato… a meno che non sia tutto pongo grigetto.

Commento di anonimista

Non posso che condividere con lieve masochismo il punto quattro.
Per fortuna hanno inventato il “gelato mai gelato”, anche se i gusti lasciano un po’ a desiderare (a parte il caramello, vabbè)…

Per il punto uno, non commento poiché sarei di parte.

P.S.: ti ammiro moltissimo per la storia dello stirare. Non siamo soli nell’universo!!! :D

Commento di utente anonimo

sentite, teste di minchia, non vorrete mica farmi credere che siete in vacanza e non potete commentare. Tanto non ci crede nessuno, sfigati.

Commento di laclauz

Senti, stronza, se tu scrivi minchiate incommentabili non è colpa nostra…cresci, perdio, salta più in alto! Eh, uff. [tranquilli ragazzi, bisogna stimolarla]

Commento di ardez

senti chi parla, cazzone! ah

Commento di laclauz

Io non commento ma leggo sempre e mi fai sentire un po’ in colpa; quindi d’ora in poi, visto che leggo i post in silenzio, commenterò descrivendo mosse cose che faccio; per questo post:
– Rido leggendo di come fai (faccio) quando mangi il gelato.
– Annuisco con faccia da severa autocritica al “metaforico, temo”.

Commento di anija

anija, molto bene, la via della redenzione è vicina, questo è il classico esempio di commento che gradisco, sì sì.

Commento di laclauz

Ah sì, vedi? A sbroccolare a destra e a manca! Tsk.
Mi son letta svariati post, ma questo ha pochi commenti e ho deciso di farlo sentire meno solo.
Nuage.

Commento di utente anonimo




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