ma anche no


vamos a la playa ohohoh (troppo bianca per restare)
30 luglio 2006, 21:33
Filed under: bll bb bll parlaci di lei

Io appartengo a quella categoria che a mio avviso si sarebbe dovuta estinguere per selezione darwiniana, cioè quelli con la pelle fototipo biondo, come ci ammonisce lo scaffale con impilati i barattoli di protezione solare. Ora, quando si parla di fototipo biondo di solito s’intende un soggetto per l’appunto biondo, con occhi chiari, delicata peluria trasparente e pelle molto chiara con lentiggini. Bene, io di tutto ciò posso vantare solo la orrida pelle chiara con le odiatissime lentiggini, e se lungi da me desiderare di essere bionda, la peluria bionda sarebbe stata comoda, per non parlare degli occhi azzurri.
Sono un freak della genetica, anche fisicamente, è tipo un avvertimento.
Comunque.
Questo fototipo, dicevo, il sole avrebbe dovuto polverizzarlo secoli fa. Perché è tutto un metti la cera, rimetti cera, in loop, il che un pochino, ma dico un pochino, fa diventare questa faccenda del mare faticosa.

La mia cricca mare è composta da messicana, cilena, brasiliano e il sims, i quali come è palese ai più, non hanno problemi di pelle, essendo i primi tre del sud america e il quarto un personaggio di un videogioco. Quindi tutti sfrigolano goderecciamente al sole delle due, ignorando completamente l’esistenza del vischioso unguento, mentre io mi affanno a distendere ettolitri di crema, per poi panarmi uniformemente di sabbia.

Poi. Le cose che io amo fare al mare, nel tempo rimanente tra uno spalmo e l’altro, cioè circa dieci minuti, sono dormire, leggere e nuotare duro, quindi la compagnia mi disturba. E’ anche vero che tendenzialmente sempre la compagnia mi disturba, però dico, ci fosse una volta che quando vai a nuotare non trovi qualcuno che ti si sbraccia dalla riva terrorizzato che ti inghiotta mobydick.

E ancora poi. Un giorno che tutti tiravano fuori con nonchalance le loro carriere da enfant prodige io ho avuto la sciagurata idea di sciorinare i miei otto anni di pallavolo, quindi ora siamo qua con pallone e campo da volley e tutti mi aspettano al varco. “Ché Denis non ce lo ha detto ma ha giocato da professionista due anni”
Ah.
Devo dire che ho un passato di salto con l’asta, o curling, la prossima volta.
Quindi mi massacro le ginocchia per produrmi in una mezza dozzina di rullate con capovolta, degne solo di mimì con le catene, però che caldo, eh?si va a fare il bagno, eh?

La cosa bella è che nonostante i fattori protezione da limite di velocità, ora sono magenta 255, con pitturato un perfetto costumino #ffffff, muy trendy, soprattutto quando la pelle comincerà a cadermi a strisce come carta moschicida.
Pelle, è la tua proprio quella che mi manca, cristianogodano docet.



ti portassero in piazza con chiodi e catene se davvero non sei sincera (risposte sceme a domande sceme)
27 luglio 2006, 16:42
Filed under: mai piu senza

Parli ancora con la persona a cui hai dato il tuo primo bacio?
No. E’ per questo che me lo sogno spesso e volentieri la notte? Sono normale?

Che musica sentivi quando facevi le elementari?
Il bassotto poliziotto e claudio baglioni, molto concettuale.

Sei contro i matrimoni tra persone dello stesso sesso?
No, ma sono contro i matrimoni in chiesa. Tra quelli di sesso diverso, intendo. Quelli dello stesso sesso in chiesa potrebbe avere un suo perché.

Sei triste in questo momento?
Sufficientemente per avere il diritto di lamentarmi.

La maggior parte degli amici che hai ora sono vecchi o nuovi?
Vecchi, sono sempre più selettiva indi per cui ho cinque amici. Quando sono malati contemporaneamente bel casino.

Possiedi mobili di Ikea?
Un monton. Letto, lenzuola, sedia, lampada, lumino, cassettiera, mensola, piatti, mobili del bagno, asciugamani… oddio, tutti.

Hai mai fatto qualcosa di vendicativo nei confronti di qualche collega?
Mai niente di eclatante perché sono fifona. Le mie vendette sono di solito così sottili che le capisco solo io.

Sei mai stato in terapia?
No, perché non credo nella psicoterapia. Negli psicofarmaci sì, ma sono salutista, quindi niente. Rassegnatevi.

Hai mai giocato al gioco della bottiglia?
Sì, ma la mia gloria la devo a obbligo o verità, dove ho rimediato un bacio con la lingua dal tipo di cui sopra, ma solo grazie alla astuzia della mia amica il ciccio che ha fatto sembrare la cosa completamente indipendente dalla mia volontà. Ah. Diciamo che la mia gloria la devo al ciccio, va.

Ti è mai piaciuto qualcuno senza che tu glielo abbia detto?
Diciamo piuttosto: ti è mai piaciuto qualcuno a cui lo hai detto? E la risposta, ovviamente, è no.

Sei mai stato in campeggio?
Un sacco di volte. Per certi versi mi piace anche molto l’idea di non avere fissa dimora, solo che ho una scontatissima fobia degli insetti, devo dormire vicino al bagno perché piscio un casino la notte, e dopo quindici giorni mi vengono i lividi sugli ossi dei fianchi, che dormo di fianco. Quello che mi da troppo fastidio è che non si può dormire la mattina. Comunque ogni volta che torno dal campeggio penso che chi ha inventato il materasso e le persiane è un genio. 

Hai mai avuto una cotta per un amico di tuo fratello/sorella?
Quello che fu il mio fidanzato storico è il fratello di un mio amico molto amico del liceo, vale?

Sei mai stato in una spiaggia per nudisti?
No, dovrei a spizzare tutte le donne, e stare attenta a tutte le donne che mi spizzano, uno stress.

Hai mai mentito ai tuoi genitori?
Omissioni goffissime, più che altro. Ho la credibilità  di joeytribbiani, a dire le balle.

Hai mai avuto un taglio di capelli così brutto da dover indossare il cappello per un mese di fila?
Odio il parrucchiere, indi per cui ho lo stesso taglio di capelli da quindici anni, cioè nessun taglio, anarchia. Però spesso ho dovuto mettermi il capello perché avevo i capelli troppo sporchi. (questa non la dovevo dire, eh?)

Qual è l’ultima volta che hai dormito per più di 12 ore?
Tutti i giorni quando stavo qui e non lavoravo e ancora non faceva questo caldo infame. Cioè due mesi fa. Ogni volta che sono a ansedonia, comunque (che vip eh? Mica è casa mia, mica)

Dov’eri il Capodanno del 2006?
A cena da Barbara. A mezzanotte e mezzo a letto, e il giorno dopo son partita per courmayuer. (che vip eh? Mica è casa mia, mica) Comunque a mezzanotte a letto sempre perché io odio capodanno.

Da dove hai preso l’idea per il tuo nickname?
Il ciccio quando si lagna mi chiama clauz. Nella mia famiglia c’è un curioso mix di origini toscoemiliane per cui spesso e volentieri si mettono gli articoli davanti ai nomi, poi mi sembra che chiamandola laclauz sia più un’altra persona ché non si parla in prima persona con l’articolo. (Nota: si scrive laclauz tutto minuscolo e tutto attaccato, grazie.)

Hai mai pianto per la morte di una celebrità?
Ci sto pensando da dieci minuti, il che mi dovrebbe fare desumere che la mia risposta sia no.

Di che colore è la biancheria che hai addosso?
Cotone grigio, che appeal. Non avrò mai nella vita biancheria appaiata perché le mutande mi si stingono molto prima visto che si lavano molto di più. Mi fa spisciare che la maggior parte degli uomini dica "mutandine" visto che non ho mai sentito nessuna donna chiamarle così.

Indossi sempre il reggiseno?
Se fa molto caldo no, ma comunque, ecchissenfrega.

Cos’hai fatto stamattina?
Mi sono alzata alle 6 e mezza, sono andata a lavorare a fanculo in macchina con capo e colleghi, ho progettato un bar e importato un 3d verde in relux professional 2006, fatto il ritorno da fanculo, ho chiesto a tre diversi parking se avevano posto per la mia vespa (no) ho fatto la spesa, a seguire verrano pulire per terra, palestra, doccia, mangiare, lavare i piatti e ricominciare da capo. Sui.ci.dio. (si sillaba così? sono una sega con le sillabe)

Cosa ha posto fine alle tue ultime amicizie?
Viva i luoghi comuni, un uomo. Sia con amico maschio che con amica femmina. Però non lo stesso uomo, eh.

Hai mai spiato qualcuno per cui avevi una cotta?
Uah, questa è bella. Di solito mi appostavo sotto casa delle mie vittime e poi se tornavano a casa dicevo, cazzo è proprio il destino! Poi ovviamente me ne andavo. Generalmente andavo col ciccio e che mi sfotteva tutto il tempo, quindi ne ho dei bei ricordi anche se ora a pensarci è da ospedale psichiatrico che l’ultima volta l’abbia fatto quattro anni fa.

Qual è stato l’ultimo concerto a cui sei andato?
Nonostante ci siano stati sia i rolling stone e i red hot chili peppers a Barcellona, sono riuscita a saltarli tutti e due. Due mesi fa siamo andati con Giorgio per vedere yo la tengo al circolo degli artisti, ma poi abbiamo scoperto che era il giorno dopo e io il giorno dopo partivo. Se non si conta Madame Butterfly all’opera, devo tornare troppo indietro e non mi ricordo più. Però il concerto più bello che ho mai visto è stato quello dei kings a ostia antica, se proprio proprio vi interessa.

Qual è stato l’ultimo programma che hai visto in Televisione?
Non ho la televisione. Credo la finale dei mondiali in un bar.

Cosa ti ferisce?
Diciamo pure cosa non mi ferisce, che famo prima. La volta che il cane di anna mi ha ringhiato ci sono rimasta malissimo, per dire. Comunque soprattutto l’indifferenza, forse.

Prendi medicine?
All’uopo antidolorifici e ansiolitici. In questo momento necessito di entrambi a dismisura con mio enorme scorno salutista.

Che maglietta hai addosso?
Una canottiera rigorosamente bianca a costine, XXL

Qual è il tuo negozio preferito?
Qui Muji e H&M, anche se H&M delle volte ha della roba atroce da profonda bulgaria. A Roma spazio sette, feltrinelli e vertecchi. Dei vestiti mi piace molto Brandy, sottotitolo: vestiti e mutande a righe per ragazzine di quindici anni. (sopprimetemi)

Qualcuno che non vedi da un po’ e che ti manca?
Ua, direi un po’ tutti, pure mamma e babbo. Soprattutto il ciccio, cloti, i miei gatti e il cane senza orecchi.

Ti importa cosa pensano le persone di te?
Vorrei ovviamente dire di no ma lo direi solo perché mi importa di cosa pensano le persone di me.

Usi un PC o un Mac?
Il VAIO che si è meritato il conto in rosso. Comunque ogni volta che metto le mani su un mac mi innervosisco, anche se sì è vero sono belli.

Usi il mouse o la tavoletta grafica?
Mouse, che spesso uso anche come penna grafica data la mia proverbiale fermezza di mano. Ora che ci penso non ho mai provato una tavoletta grafica, e per una schiava di fotosciòp è una lacuna grossa.

Qualche sito dove vai ogni giorno?
Il blogghe, (dove non succede  mai niente, cheduepalle) il filckre, (dove non succede  mai niente, a meno che non pubblichi foto in cui non si capisce se ho le mutande) repubblica (dove succedono delle cose ogni tanto ma la grafica è troppo disgustosa)

Sei un esperto di computer?
Rispetto alla maggioranza delle donne sì, ne ho pure assemblato uno (ciao mr.dave:)

Che tipo di carne preferisci mangiare?
Sono contro la carne, ho tutta una mia teoria sulla carne, che si dovrebbe mangiare molto raramente e solo proveniente da anziane mucche felicemente pascolanti. Mangio solo pollo ma raramente, non mangio i cuccioli dei mammiferi né il coniglio. Comunque la carne più buona che abbia mai mangiato è la rosticciana.

Quale scarpa infili per prima?
Credo che sia l’unica ossessione compulsione che mi manca.

Parlando di scarpe, ne hai mai tirato una a qualcuno?
No, ma quando sono incazzata spacco le cose, anche me stessa spesso e volentieri.

Quali gioielli indossi 24 ore su 24?
Mano sinistra, l’anello in tre pezzi e quello con scritto dentro io non ho paura (no, non è il libro e tanto meno il film anche se è un bel libro e un bel film ) Mia madre mi ha fatto notare che sembra una fede e per questo non mi si accatterà mai nessuno, io le ho fatto notare che sono altri i motivi per cui non mi si accatterà mai nessuno.

Hai dei cereali in casa?
All bran flakes del discount (ma che cazzo di domanda è? E perché invece quella delle mutande? Vabbe’, non è questo lo spirito del gioco, mi sa)

Hai mai molestato sessualmente qualcuno?
Di solito molesto il ciccio, come da diapositiva.

Sei mai stato molestato?
Dal cane di mr.dave, in continuazione.

Hai mai visto la/il tua/o migliore amica/o nuda/o?
Sì, ma non mi sono così emozionata.

Cosa ami fare nel tempo libero se rimani a casa?
Dormire, mangiare schifezze, leggere, scrivere, fotoscioppare, rivedere per la duecentesima volta gli stessi film, parlare coi gatti.

(Se me le scrivete queste cose di voi, ignobili creature, sarò contenta di leggerle, prometto prometto. ciao miei prodi.)



sul ponte sventola bandiera bianca*
24 luglio 2006, 21:22
Filed under: mai piu senza

Siete della gente noiosa e inutile, e io vi odio tutti.
E’ di nuovo ora di tornare dillà aprire il frigo e tagliare un altro pezzo di formaggio ma io non ce la posso fare.
Questa cosa che bisogna mangiare più volte al giorno è snervante.
Ma quanto può essere fatto male l’essere umano? Perfino la benzina una settimana dura.
E invece no, qua sempre lavarsi mangiare digerire, lavarsi mangiare digerire, lavarsi mangiare digerire, senza pace.
Dio che noia.

E poi pulire, domineddio.
Quando entro in cucina ecosistemi sempre nuovi mi fanno ciao.
E io so perché.
Perché ci sono questi fottuti cani che distribuiscono meticolosamente lordura immonda, nessun angolo sfugge alla loro capillare diffusione.
E’ tutto contaminato, mi sto ubiquamente ricoprendo di peli di cane, lo sento, anche solo respirando, mi sto impregnado di quella pappa collosa che uniformemente ricopre tutta la casa.
Sembra di stare in traghetto, cristo.
Io non voglio più pulire, io getto la spugna, e fuor di metafora, la monicageller che è in me è spirata soffocata dall’olezzo di bestie.

In fine, la temperatura atmosferica è maggiore o uguale, con debito segno matematico, a quella umana, e dunque non riesco a dormire e comunque ora è già ora di andare a dormire. 

E oltretutto questo, ho otto commenti. Ma cazzo.
Eh, dico proprio a te, lurida creatura impicciona che spii a sbafo.
Resta vile maschio dove vai.

Mai una soddisfazione.

*niente è bianco in questa casa, in realtà. Bandiera marrone.



fields of shit
22 luglio 2006, 11:16
Filed under: mai piu senza

punto uno Barcellona è invasa da strafighe con minifaldas vertiginose, sono seriamente combattuta tra il desiderio di fotografarle e quello di ucciderle.

punto due Mi sento in dovere di avvertirvi che il sims per la prima volta in un mese aveva un vestito diverso, devono avergli caricato il plug in. Solo che aveva tipo dei mocassini, e tra sandali e mocassini, eh, dico, che lotta. citazione, con sottotitolo – quella che a mio avviso è in assoluto la più bella scena del cinema mondiale. (nota tecnica: come tutti i miei video, per vederlo bisogna scaricarlo sennò non parte, si fa quel che si può, eh)

punto tre  odio tutti i cani. Se mi avessero detto che avrei dato calci a un cucciolo di due mesi avrei giurato che non era possibile. Le mie coinquiline hanno pensato bene di andarsene bellamente in vacanza o a folleggiare nella stagione della musica da camera, e io sto qua ad annegare nel piscio di cane. La via per il bagno è costellata di merde in fila, come i led sulle scale all’opera, un ammiccante sottinteso per segnalare l’esclusività delle funzioni da espletare in loco. Potrei scriverci tre pagine su domus, sull’essenzialità artistica di questa scelta.

punto quattro io non aspetto che il gelato si sciolga quando esce dal frigo, ficco il cucchiaino nel monoblocco ghiacciato e scavo e scavo finché non apro una breccia tra pannacotta e raspberry e mangio tre quarti di gelato infelice per non aspettare qui benedetti cinque minuti e mi slogo volentieri un polso pur di non aspettare quei benedetti cinque minuti. E nel frattempo, mangiando scaglie e scavando con furia, penso ma perché non ho aspettato quei benedetti cinque minuti. Metaforico, temo.

punto cinque  Secondo me mi hanno montato i fusibili al contrario, nel cervello. Ho come l’idea che se aprissi la mia testa ci troverei dentro un palla di pongo verde scuro tendente al marrone, quel colore orribile che era il destino del pongo. All’inizio le barrette erano tutte linde e allineate, mi davano la certezza che sarei riuscita anche io a modellare il pagliaccio raffigurato sulla confezione (non eri einstein non eri niente, oh yea). Ma poi. Poi invece non si sa come finiva sempre in quella palla disgustosa, atta solo a simulare i postumi di un’alluvione. Irreversibile.



the boy done wrong again (recenZione)
18 luglio 2006, 23:34
Filed under: mai piu senza

Tocca a Romanzo criminale, parliamone.
630 pagine di sangue e grumi mentali, descritti con dovizia di particolari da quello che il ciccio chiama con noncuranza un colléga, con la e stretta.
Protagonisti scandagliati fino alla forfora, pensieri, cose, poco splatter e tantissimo rumore di strada, di sporco, di passato. Bello, se non altro sicuramente non banale, né come soggetto né come ritmo; la cosa più mi è piaciuta è questa descrizione minuziosa dei personaggi, più in fatti che in parole, che puoi prevedere le loro azioni e farti il tuo quadretto psicologico, come nel padrino.
Vabbe’ insomma, lirismi a parte, un bel libro a cui ha seguito la pessima idea di scaricare il divx.

Oh.mio.dio. A parte lo stravolgimento totale della storia, ridotta a una banalissima fiction di canale cinque (non a a caso il regista è quello della piovra, eh) luccicante ma ammiccantemente splatter, la cosa più insopportabile è come i protagonisti siano ridotti a personaggi effetto con psicologia da libro harmony. Una per tutte: potete far interpretare uno che si chiamare il freddo, a kimrossistuart, che pare appena uscito da chataubriand?
Così, anche senza saperne niente, secondo voi è vagamente possibile che uno che si fa chiama il freddo faccia le coccole al fratellino in pubblico e scriva a ripetizione lettere “amore-ti-ho-nel-cuore”?
Vagamente?

Assolutamente campato in aria è il quadretto iniziale di loro bambini, cresciuti insieme come fratelli, tipo boyscout cattivelli legati da un ridicolo patto di sangue, non so se più banale o stucchevole oltre che inventato di sana pianta, con tanto di flashback finale di corsa sulla spiaggia alla fine, roba da foto per le scatole di preservativi.
Il libanese fisicamente ce potrebbe stare pure, su accorsi sorvolo che è sparare sulla croce rossa (come possa esistere gente che lo trova bello davvero è un mistero), ma tutto il mio più sentito spregio va sempre e comunque a mr. quanto sono bello e maledetto (di cui ho già parlato e negli stessi termini, tra l’altro, che tanto fa sempre lo stesso ruolo). Una menzione d’onore andrebbe alla donna del freddo, perfetta, se solo non la avessero messa a fare scene da love story assolutamente inappropriate.
Già perché ovviamente la storia d’amore è diventata il nocciolo del film, come è logico aspettarsi da un libro che si intitola romanzo criminale.

Mi ha fatto talmente prudere le mani che volevo lasciarlo a metà, affronto che non ho mai fatto a nessun film.
L’ho finito per una specie di macabro gusto dell’orrido, come quando in fila in autostrada tutti si sporgono a guardare le lamiere accartocciate per poi fare ahhh con più cognizione di causa.

(dico, ma visto che ore sono? devo filare a letto, madonna)



I can’t win
15 luglio 2006, 02:22
Filed under: bll bb bll parlaci di lei

Ho lasciato mezzo stipendio all’ikea per comprare una montagna di cose che giassò non vedranno mai la patria, dunque o sono idiota o sono gretta, non ho ancora deciso, probabilmente sono entrambe.
Tra gli acquisti si può tra l’altro annoverare:

– cinque piatti dello stesso servizio ma per cinque destinazioni differenti, dove l’unicità del pezzo segnala chiaramente la mia condizione di spaiata. Questo tra l’altro vuol dire che, qualora dovessi invitare qualcuno a cena, se volessi usare lo stesso servizio contemporaneamente, e io so che vorrei usare lo stesso servizio contemporaneamente, io dovrei mangiare i cornflakes e lui la polenta, però mangiare con due piatti diversi è troppo un affronto alla simmetria schizoide che persevera in me e quindi finirei come i robot di asimov e rispedirei a casa il malcapitato. Comunque la cassiera mi ha lanciato un inequivocabile sguardo misto tra la pietà e lo schifo.

– gli immancabili oggetti montabili. Tra cui, diobuono, anche una sedia, roba che manco geppetto si montava le sedie. Per ora ho montato un coso con dei cassetti in cui si montano e chiodano tutti i pezzi per fare i duecento cassetti. Ovviamente mi sono presa a martellate il dito, classico dei classici, di quando cominci a pensare ah però guarda qua come martello bene, eh… zacchete! Pareva un episodio di tom e jerry. Comunque, mentre mi rimiravo compiaciuta i cassetti allegramente sghembi, ho visto che sono avanzati dei pezzi davvero misteriosi. Quindi, dopo un attimo di perplessità, ho capito che se li avessi guardati un altro po’ sarebbe sopraggiunta un’illuminazione che mi avrebbe costretto a riconoscere la mia mediocrità nel bricolage, la quale mediocrità a sua volta sarebbe in qualche modo riuscita a farmi capire che sono una persona orribile, per cui ho buttato tutto nella scatola e poi sono corsa a frullare la scatola.

Punto uno e due vanno chiaramente a dimostrare che il mio hobby principale è fornirmi pretesti per impazzire anche quando potrei ragionevolmente evitarlo con poco sforzo, e ho pure un certo talento per la cosa, il che potrebbe anche essere divertente se solo non stesse capitando a me.



we are the champions (quanto sono nazionalpopolare, minchia)
10 luglio 2006, 21:50
Filed under: mai piu senza

1. ho notato con piacere che le divise italiane sono state realizzate con il buon gusto di sempre. Otto taglie più grandi, con le chiazze di presudato e le scritte d’oro, evviva la sobrietà, mi chiedo a quando i nomi in monotype italic. Però la più bella è quella del portiere, che è tutta giallo oro con il numero rosso 255 e finto scollo a da cui sputa uno scudetto. Ma dico, davvero, chi può volerci tanto male? E soprattutto che giocatore è donvito? Secondo me io ho visto un’altra partita. Anzi proprio un altro sport. (dalle divise, direi il wrestling)

2. a me zidane fa sangue. Se non che nel bel mezzo delle mie fantasie migliori, è successo quello che non doveva succedere, quello che ha fatto cadere zizou dalle stelle alle stalle, quello che in tv all’inizio non hanno avuto il coraggio di mandare, ma poi sono stati costretti e quindi ora è inutile nascondersi dietro a un dito: zidane ha le scarpe d’oro. E dico d’oro, non dico altro.
Non ce ne è più nemmeno in fantasia, devi rassegnarti, zizou.

3. mr.milan non l’ha chiusa là sotto ma ci ha continuato a omaggiare con ulteriori prove di sopraffina classe. Tipo andare dai francesi per strada e con gustose pacche sulle spalle dirgli “dai secondi è un bel posto, non vi potete lamentare, ahahahahah” (con molte h), quando io proprio li stimo quelli che dopo una sconfitta girano per le ramblas con la bandiera, gran cuore, chapeau. Insomma sarebbe stato bello se invece di reagire con oltralpico aplomb lo avessero caricato come si conveniva, per piazzargli nella confusione un paio di calci pure io.

4. non c’è un giornale italiano a pagarlo un milione, porcazozza. Oggi alle poste, al supermercato e al bar mi sono sentita rispondere direttamente all’hola: Francia ha jugado mejor. E vabbe’, tutto sommato è pure giusto che io sia punita perché l’unica volta nella vita che vivo all’estero l’italia vince i mondiali. Inutile dire che nell’82 tenevo cinque anni e quindi non godetti molto del trofeo, e oggi non posso nemmeno leggermi in santa pace dedico questa vittoria al cane arturo e quella meretrice della mia ragazza.

5. e poi, siccome c’ho uno stomachevole cuore di panna, da emigrante doc, non vi farò il torto di tacere che a me del calcio non me ne frega una cippa, ma quando ho sentito questo mi si sono drizzati tutti i peli delle braccia. Mi manca un po’ Roma e i tanto i gatti, il cane senza orecchi e te.
(chiudiamo sul melodramma, dai)