ma anche no


questa cuccetta sembra un letto a due piazze ci si sta meglio che all’ospedale (traghetto parte prima)
20 aprile 2006, 12:36
Filed under: bll bb bll parlaci di lei

Già, quella che è fulmine torpedine miccia scintillante bellezza fosforo e fantasia, molecole d’acciaio guerra lampo e poesia. Ovvero quell’oggettone lento e puzzolento che ci mette circa due mesi per arrivare ad alghero (dove, che si sappia, parlano catalano) con dentro luccicanti slot machine, un duty free con sublimi magliette col logo della compagnia, un selfservice con olive rancide e cornetti rosa, cadaveri assopiti in ogni dove e un consistente pericolo di ritrovarsi tutti i vestiti pieni di catrame colloso.

Ora.
Io non ho un buon rapporto coi mezzi di trasporto. È anche vero che io non ho un buon rapporto con nulla, se si escludono i calzini, ma comunque: in nave ho sopportato trasferte interminabili fin dalla più tenera infanzia coi parents, ho perseverato in quegli scellerati viaggi diciottenni in grecia quando si hanno pochi soldi e molta sopravvalutazione della propria resistenza fisica, finché dopo la mia ultima devastante esperienza di notte in traghetto tre anni fa, avevo deciso di emanciparmi per sempre dal flagello nave, qualora la trasferta superasse le quattro ore, ché nessun prezzo può ripagare la patina di sudiciume che ti si appiccica nella sala poltrone.

Se non che, la vespa mi ha fatto gli occhioni, io mi sono sentita in colpa e così eccoci qua che, nella bellezza di quindici ore, torniamo nel nostro prodigioso letto soppalco doble a Barcellona, dopo aver sventato le insidie di 70 km di aurelia durante i quali in cui io personalmente mi dedicavo a fare testamento.
Arrivata al porto scopro che ho ancora tempo per aggiungere le ultime clausole, perché per entrare nel traghetto c’è da valicare il giro della morte dietro un tir.
Sì, perché non ci sono le familiari autovetture, ma solo un selva di smisurati tir e tutti mi guardano come se fossi un cane che guida un monopattino.

Inutile dire che mi ci sento pure.

Abbandono vespa al suo destino e mi trascino su per la scala, tintinnante di borse e borsoni, con uno stile che non ha nulla da invidiare agli ambulanti africani sulla spiaggia. Per la prima volta all’orizzonte non si profilano le pingui famiglie che giocano a tre sette con la peperonata nella borsa termica, (resto fermamente convinta che quei cosi freddi nella borsa termica all’anagrafe non facciano “saponette”. Al massimo “ghiaccini”) ma una nutrita mandria di camionisti di ogni foggia e dimensione.

Sguardo a terra e bauli al seguito, mi fiondo in cabina.
Sì, ho una cabina. Un po’ perché volevo restare fedele al mio giuramento anti trasferte nautiche, un po’ perché è bassa stagione, un po’ perché ormai c’ho l’età che c’ho.

Insomma, questa cabina, secondo i dettami della prenotazione online, andava promiscuamente condivisa con sconosciute russatrici mefitiche concupiscenti vaio (o peggio, ragazze magre) ma le sconosciute non si sono materializzate e quindi ho una cabina in cui posso allegramente ballare nuda tutta la notte, come è mio costume fare di solito.

Tutto ciò sarebbe bello se non fosse che nella cabina accanto è inzeppata una cricca di diciottenni napoletani in gita, che dalle scarpe si possono serenamente annettere alla categoria italiani all’estero di cui sotto. Questa turbolenta gioventù è composta esclusivamente da maschi in calore che si dilettano in cori oltraggiosi per svariate categorie demografiche, intentano la rissa con intenzioni più o meno goliardiche e, nelle pause tra l’una e l’altra cosa, saltano.
Quindi temo che il pascoliano sciabordino delle onde finirà in secondo piano, stanotte.
Benché finché c’è vaio c’è speranza, il telefono si bulla di essere connesso a ISSMNN, una stravagante rete che mi dileggia con scioglilingua in islandese, quindi, se io non vedrò la terraferma, questo post giammai vedrà la luce.
E, convenitene, sarebbe un peccato.

*ho un serio dilemma di congiuntivo: mentre “benché ci sia vaio” funziona, “benché finché ci sia vaio” non se po’ sentì. E quindi?

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24 commenti so far
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ne convengo. sei diventata proprio brava.

Commento di Vertigoz

… vai avanti tranquillamente …

Commento di Riflessioni

potresti ballare nuda tutta la notte nella cabina dei napoletani, unendo l’utero al dilettevole.
convengo con maestro vertigo. sei diventata troppo brava.

flog

Commento di utente anonimo

notte di natale 2070

“nonna laclauz, dai raccontaci ancora di quando sei andata in spagna con la vespa”

Commento di ladyanna

alla buon’ora, mpf.
Finché non raggiungerò un numero necessario e sufficiente di commenti non pubblicherò la parte seconda, sappiatelo, voialtre ingrate creature.

Vertigoz: perché è utile avere un gemello di blogghe:
(sia chiaro che t’amo per questo)

Riflessioni: sì ecco sai cosa pensavo tutto sommato? Che queste citazioni da titanic non sono, come dire, proprio ben auguranti, non trovi?

flog: guarda sarei venuta a ballare nuda da te se non mi avessi scritto l’utero al dilettevole, che, convienine, è la battuta più inflazionata del globo. Però nonostante questo, ci tengo a rendere noto che questo è il genere di commenti giusto (e quindi non vorrei adesso aver rovinato tutto e aver fatto il litigio)

ladyanna: guarda, ora non per essere egocentrica più di quanto io già non sia, ma da come mi guardavano i macchinisti/camionisti secondo me lo racconteranno ai nipotini anche loro: “una volta ho visto una di quelle veraci donne italiane,caricarsi una vespa sul traghetto” ma la parte più grottesca è stata la chiamata al punto di riunione per tutti i conducenti. Sembravo mr.bean nel bagno delle donne, con tutte che lo guardano con malcelato ribrezzo.

NB.nessuno sa nulla del congiuntivo?

Commento di laclauz

Che bella che sei Laclauz: mi pare di vederti, la’ dritta sul cassero che fumi la pipa. O mentre ti levi l’ancora dai pantaloni e la getti nelle onde.

Commento di zoca

“nonna laclauz, raccontaci di quando sulla nave hai conosciuto il nonno!!!”

Commento di ladyanna

… ormai sarai arrivata e quindi le citazioni saranno state innocue, immagino.
spero tu abbia girato un filmino di te in vespa che dici: “vorrei fare un film fatto di … cuccette/ponti/scialuppe di salvataggio”, e mentre canti la salsa con il casco in testa in mezzo ai marinai e camionisti che ballano tra di loro …

Commento di Riflessioni

see, vuoi i commenti nuovi pero’ non rispondi a quelli del post precendente!
io sciopero!

Commento di gioiellina

nessuno ha dato delucidazioni sul congiuntivo o sui ghiaccini.
siete dei commentatori inutili, oltre che tirchi, questa è la realtà.

Commento di laclauz

diconsi “panetto termico” le tipiche buste di gelatina blu marca 3M che vanno in freezer o nel microonde a seconda della funzione espletanda: impacco refrigerante nel primo caso, boule calda nel secondo. Per il congiuntivo ci devo pensare un attimo. Sei sempre adorabile.
alessio

Commento di utente anonimo

per me fai domande tropp difficili… per’ leggerti mi piace… e la spagna in vespa mi ha fatto morire dal ridere.

Commento di anonimista

io ho dei “panetti termici” che si prestano solo ad essere posti in ambienti freddi in quanto dotati di pseudotappo di materiale metallico non meglio identificato…se li mettessi nel microonde salterei in aria con essi… o chissà cos’altro potrebbe accadere…
oddio m’è venuta l’ansia…comunque per il verbo veditela da sola…io non ne ho la più pallida.

Commento di riotinmymind

panetto termico mi pare un buon compromesso, in effetti. grazie a tutti quelli che dicono le piaggerie, v’amo.

Commento di laclauz

non so se ci voglia più coraggio o più personalità per portare le scarpe tipo kickers, però mi piace il fatto che le indossi, ti fa tanto diversa. (non “alternativa”, espressione orrenda, dico proprio diversa. nel senso eroico del termine)
alessio

Commento di utente anonimo

senti, ma una curiosita’… la vespa nel traghetto… dove te l’han fatta parcheggiare?

Commento di anonimista

alessio: più coraggio o personalità? cioè: se mi dice bene sono una donna con molta personalità come dice harry, sennò una persona senza senso del pudore.
E’ orribile che tu sia riuscito a dedurre tutto questo senza avermi nenache mai visto.
La mia reputazione mi precede sottoforma di kickers, questa è la realtà.
(e comunque guarda che qua è pieno di gente che le ha, e i fatto che questa gente abbia cinque anni è assutamente marginale)

anonimista: allora, se sei un progettista di traghetti, credo la mia spiegazione avrà delle falle, ma comunque: spremesso che non tir c’ero solo io, ero in fondo al ponte, legata al muro con corde di dubbia sicurezza e certa sporcizia. Ovviamente ero al ponte al piano di sopra, per consentire alle masse di sollazzarsi adeguatamente con lo spettacolo della mia salita/discesa su pendenza 70% con paviemento bagnato.

Commento di laclauz

Mannaggia a te ed il congiuntivo!!! sono 4 gg che ci penso…
l’ultima che mi è venuta in mente è:
fintantoché c’è vaio…
Almeno così temporalmente funziona no? Anche se sono troppo ottuso per capirne il senso…

Ma nella vita precedente che cosa eri?

Commento di aquarius248

sono commossa che finalmente qualcuno si stia impegnando sul fonte congiuntivo: grazie.

forse tutto sommato è “benchè finchè ci sia vaio ci sia speranza”, a posteriori non mi sembra più così strano. O sono in overdose da chewingum?

nota. se ero qualcosa nell’altra vita ero sicuro qualcosa di molto cattivo che ora devo espiare tramite il carattere di merda che mi ritrovo.

Commento di laclauz

questa flat semper et undique, secondo me, non mi sta facendo bene.

Commento di laclauz

noto che tendi a scartare accuratamente dalle parole che ti sono rivolte tutto ciò che può apparire anche vagamente come un complimento, per concentrarti morbosamente su criptiche polemiche e improbabili ironie; peccato, pensavo di averti reso l’ennesima piaggeria/carineria! ho dedotto bene adesso?
alessio

Commento di utente anonimo

mbhe?
a noi la Laclauz ci piace scorbutica!!!

Linus…

P.s. Non tutti riescono a vedere oltre le parole…………..

Commento di aquarius248

è giusto, questa di riuscire a estrapolare le cose negative è una mia delle migliori qualità.
ma non sai che faticaccia, eh.

Oltre le parole? More than words vuoi dire? cosa c’è oltre la parola sgorbutica? mah.

comunque, ehilà c’è, un nuovo post: spostiamoci di là, di grazia.

Commento di laclauz

“cosa c’è oltre la parola sgorbutica? mah.”

“Datemi un mistero semplice semplice,
un mistero – silenzio, timidezza,
un mistero pur esile e scalzo…
Datemi un mistero – anche uno soltanto!”

Linus

P.s. Però non ti dico di chi è…

Commento di aquarius248




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