ma anche no


I can't’ believe the news today
27 febbraio 2006, 17:36
Filed under: mai piu senza

Leggo su repubblica: “Prodi: ho pianto con veltroni per la città di roma”.
Mi sono figurata questi due omini che girano per trastevere abbracciati, piangendo sommessamente e ho pensato, ah che immagine emblematica, davvero una sintesi efficace della nostra sinistra, altro che pinzimoni e arcobaleni. Ovviamente il titolo non era così, diceva in realtà “ho un piano per la città di roma” ma secondo me nascondono della pubblicità subliminale dietro i podi olimpici, e quindi.

Poi, sempre a proposito di passion lives here: vinci la maratona di fondo, chiudi le olimpiadi italiane con un oro italiano, ti mette al collo il cd da sette chili la tua bella sorella ex campione mondiale, tutto lo stadio pieno è lì col cuore in mano e gli occhi lucidi, e che ti fanno?
Ti pompano l’inno d’italia nella versione cantata da Eleonora.
Ora, al di là dell’inopportunità di far cantare a una poppante un inno marziale, ma si può sapere chi cazzo è Eleonora?
Dico, se non è sadismo questo.

Annunci


sick tired and homeless, tired of being weightless
23 febbraio 2006, 22:04
Filed under: mai piu senza

Ho avuto la quanto meno nefasta idea di risalire su una bilancia, violando la regola d’oro del vivere felici, che impone di confrontarsi con la bilancia solo dopo digiuno mensile. Ebbene, ho trasgredito, e puntualmente sono stata punita. Le conseguenze di questo gesto avventato sono sempre le stesse: una volta scoperto che peso ** chili, non ho alcuna remora a finire le scatole di baci del babbo, le patatas bravas della cri, le galatine di uqc, a raccattare caramelle dal marciapiede eccetera, che tanto ormai attendo solo la chiamata come sostituta della mongolfiera sul lungotevere. Il che ovviamente instaura con la bilancia un pernicioso circolo vizioso e io, come disse questa saggissima creatura, sono socia.
Se anche voi vi siete sempre chiesti chi fosse the sweet fat man di tori amos: ecco ora lo sapete.
Chiaro, togliendo che non sono affatto dolce. Né un uomo, credo.
Dio, io lo so che mi sto trasformando in Phoebe Buffet.
Ma questo tempo induce al suicidio anche voi, nevvero?

Parliamo delle olimpiadi, va’, ché qua sempre sulla notizia, siamo.
I pattinatori ballerini, quelli campioni del mondo, che invece sono caduti: madre quanto son brutti. Lei pare abbia tra le fauci lo stadio del ghiaccio al completo, lui pagare a trovargli un capello in fronte. E vabbe’, dici, son brutti, mica è colpa loro, allora vestiamoli con frugali capi a fiori fucsia e verde pisello o sobri drappeggi oro e turchino, ecco, geniale.
Sempre a proposito di buon gusto tutto italiano: perché, ma io dico perché perché gli italiani devono esibire sul podio un ributtante piumino argentato? Perché tutto il resto del mondo indossa delle sobrie giacche blu e loro sono degli omini michelin di silverplate con collo di pelliccia? Ma non erano gli azzurri? E fortuna che non gli inquadrano le scarpe.
E poi, perché fanno gareggiare gente nata nel 1990? Quelli nati nel 1990 hanno cinque anni, lo sanno tutti e non ammetto discussioni su questo punto.

Conosco il palinsesto delle 20.00 di almeno sei reti televisive, so che dentro il grande fratello c’è una cinese, so che la sostituta della marcuzzi vuole rifarsi le tette, so che in un reality c’è il ragazzo di manuelarcuri e insomma, ora io dico, se non vi muove a compassione questo, davvero io non so che altro dire.



stay out of trouble (lamenti autoreferenziali, un evergreen)
16 febbraio 2006, 00:57
Filed under: mai piu senza

1. Dopo il taglio di mr/mrs emi, ci sono solo due piccole differenze tra me e la pecora dolly. La prima è che presumo lei non balli in mutande gli aerosmith la domenica mattina, la seconda che lei è quadrupede e io bipede.

2. Dice di me la grafologia: Il soggetto, seppure dotato di una discreta vivacità intellettuale, tende a imporre il proprio modo di vedere, i frequenti sbalzi umorali gli impediscono di avere una visione obbiettiva delle situazioni e dei fatti. La tendenza alla chiusura e alla scontrosità genera una spiccata sensibilità all’adulazione. Dal rifiuto di ogni tipo di approssimazione e superficialità emerge una certa complicatezza psicologica e affettiva, facilità di dipendenza psicologica che non esclude momenti di tensione. (Ma dai, non mi dire.) Riassunto: il soggetto è prepotente, ciclotimico, vanitoso e c’ha il cervello tutto frappato.

3. Mi sono slogata un polso, e siccome non sono un maschio medio di quindici anni, la cosa dovrebbe far specie. (Come? Cadendo per terra. Correndo col cane. Eggià. Mr.Bean vatti a nascondere)

4. A dimostrazione che il senso del dovere è una mannaia genetica, e che i rapporti madre/figlia sono universalmente degli inferi strazianti, ieri pomeriggio mia madre mi ha chiesto il permesso di andare a zonzo con le sue amiche e di coprirla con la nonna millantando una riunione. Eggià. Come in una mamma per amica, ma con quindici anni di più e dunque praticamente in versione rieducativa per disadattati.

5. Ho fatto la torta alle mele. Alla sesta relase dello stendimento del masso calcareo camuffato da pasta frolla che avevo tra le mani, mi sono seduta e ho pianto, percuotendomi il capo con il matterello infarinato. (Tengo problema. Il problema è che ad alzarlo, il monoblocco si sminuzza. Tutto qui.) Ho concluso facendo una palla senza guardare e infilando il tutto in forno. Temo che quel posto di jefe de cocina a Tarragona non mi avrà.

Sento che il mio odio per il mondo cresce, sono al fin pronta per entrare nella conventicola dei Sith.
Vado a leggere
yes man, e ho detto tutto.
Hasta luego.



e comunque francesca neri ne fa 42.
10 febbraio 2006, 11:36
Filed under: bll bb bll parlaci di lei

Questo funesto giorno inizia con il cocktail più cattivo che la storia dei cocktail possa immaginare.
Segue accascio disperato verso le tre e sveglia in modalità martellamento parquet alle otto, il suono in assoluto più sgradevole che la storia del suono possa immaginare.
Poi regalo della mamma: un libro con in assoluto la copertina più disgustosa che la storia delle copertine possa immaginare.
E non approfondiamo poi il significato di questo libro, eh. “Dire sempre sì” È un manuale di autoaiuto? Mia madre vuole farmi velatamente farmi notare che ho troppi uomini? Dio.
Poi mi vado a lavare e trovo nello specchio l’essere più brutto che la storia degli esseri viventi possa immaginare, con la consapevolezza che devo anche riacquistare forma umana entro dodici ore.
Poi suonano al citofono e, oh, sarà forse qualche premuroso amico che mi passa a fare gli auguri o saranno dei fiori dal mio spasimante segreto? No, è la multa dell’altro ieri.
Se vogliono telefonarmi dall’università che devo rifare geometria descrittiva, è il giorno giusto.
La giornata è ancora lunga e, come sappiamo, al peggio non c’è mai fine.
Seguono bestemmie a vostra scelta.



is it 'cos I'm cool?
7 febbraio 2006, 14:00
Filed under: bll bb bll parlaci di lei

La cosa migliore per un ciclotimico che deve andare a una festa è lasciarsi fagocitare da una pesante depressione in tarda mattinata e fino a pomeriggio inoltrato, per avere così la garanzia di smagliante buon umore verso sera. Sconsigliata invece la merenda latte abbracci cioccolata verso le sette, perché la pancetta digestiva necessariamente limita nella scelta dei vestiti, e questo potrebbe far rischiare una ricaduta depressiva.
Quindi, pancetta permettendo, mi faccio bella che più bella non si può, fortunatamente non mi imbatto in mia madre, e vo a prendere il ciccio, anche lei tirata assolutamente a dovere.

Nel tragitto riflettiamo che ormai siamo vecchie per farci fighe per la festa, che alla nostra età si sta a casa ad allattare il quarto figlio, che non avremo mai una casa, che lasceremo il continente e saremo infelici per sempre perché comunque la vita è una merda e che questa festa pullulerà di giovani pulzelle gaudiose o uomini meravigliosi di qualcun altra/o.
Dunque arriviamo in questa incredibile casa vuota, dotata solo di muri bianchi e parquet. Ora dico, va bene non essere invidiosi, ma non è che proprio ti ci devono spalmare la faccia dentro, no? Ecchicazz.

In un angoletto scorgo il mio fidanzo ufficiale di dieci anni fa, che non vedevo da cinque anni or sono. Bellino è sempre bellino, ma legno è sempre legno, e soprattutto si accompagna immancabilmente a delle donne di rara bruttezza, il che, diciamolo, non mi fa onore. E quindi non fa onore nemmeno al fatto che mi spizzi malcelatamente tutta la sera e che mi dica “sei sempre la più bella” Ah-a. Ma che ci dicevamo io e questo, davvero pagherei per saperlo.
Comunque. 
Dopo un vodkalemon io e il ciccio decidiamo che non ci sono donne più fighe di noi nei cinquanta metri quadri circostanti, e quindi è una bella festa. Dopo due vodkalemon ci sembra che tutto sommato ci siano un paio di tipi niente male e che il barman che mi ammicca sia proprio belloccio. Al terzo vodkalemon a me mi sembrano tutti carini e il barman flirta spudoratamente. Al quarto vodkalemon io sono una gran figa e vado a ballare.
Poi il ciccio mi porta via prima che il ciclo depressivo ricominci. 

Il fatto che mi svegli sola e nel mio letto, vuol dire che non è successo niente che meriterebbe di finire in un film di drew barrymore, e che presumibilmente mr.barman è accoppiato con una banale tristissima femmina, perché gli uomini rimasti in giro, se sono ancora in giro, ci sarà un motivo, e io non lo voglio sapere.



should I stay should I go (se non mi richiamano? o peggio, se mi richiamano?)
3 febbraio 2006, 20:07
Filed under: puttanate intimiste

“Guarda come scappi! Guarda come scappi! Dove scappi? Vieni qua a parlare con me! Vieni qua a parlare con me! Se sono tutte stronzate, dimmi perché adesso non esci da quella porta, eh, e la smetti di imitare la vita, e la smetti di prenderti per il culo, e cominci a fare le cose sul serio, e ti trovi uno schifo di lavoro, e vai in ginocchio da quella donna, a chiedere perdono per il male che le hai fatto e per lo stronzo che sei stato con lei, e se la tua partita non è ancora finita, cerchi di riacciuffare un’occasione rarissima che ti è capitata di vivere una vita da persona normale. Me lo sai spiegare perché non lo fai, me lo sai spiegare, che cazzo?”

(live
)