ma anche no


e la vita, la vita, la vita l’è bela (cose che puoi far quando non hai un lavoro)
31 gennaio 2006, 01:43
Filed under: mai piu senza

1. Maledire il nuovo proprietario del piano di sopra, in sequenza perché: uno ha comprato una casa, due ha chiamato un architetto per rifarla, tre le demolizioni avvengono rigorosamente solo dalle otto alle nove a.m. Già che ci sono, augurare anche dissenteria immediata alle hostess ryanair.

2.  (omissis)

3. Mangiare tonnellate di baci perugina e leggere pure le frasi dei baci perugina. Stilare una classifica delle migliori frasi dei baci perugina rinvenute nelle ultime due ore. Pensare che è davvero il minimo storico cercare la frase migliore tra quelle dei baci perugina. Deprimersi.

4. Guardare un programma di natura geriatrica su rai tre, insieme ai parents e assentire vigorosamente ad ogni avvertenza sulle insidie dell’osteoporosi, riscontrare atroci sensi di colpa quando il test del signor osvaldo ci rivela che dovremmo introdurre il doppio di milligrammi di calcio, percepire un malcelato rancore verso il dottor so un cazzo tutto lustro in poltrona che ammonisce.

5. Leggere tutta la notte della roba manco di paura ma poi cagarsi in mano e scorgere incarnazioni del maligno ovunque, rimanere a letto perché terrorizzati dall’idea di attraversare il bagno, non dormire una ceppa per il timore che sotto il letto si sia infiltrato Laìn Coubert e per il piscio represso.

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nice try, sunshine!
27 gennaio 2006, 19:16
Filed under: bll bb bll parlaci di lei

sinossi
Vi ricordate quella cosa che dovevo recarmi in quel di Stoccolma?
Ecco, non se ne fa più nulla, perché da quel genio e che solo io e Macaulay Culkin possiamo essere, ho perso l’aereo.

andata
Posso vantare il pacchetto completo: sveglia alle sette, molesta pioggia benaugurale, tangenziale in statica posa plastica, ridirezionamento alla stazione, treno in ritardo, pullman stazione-aeroporto dove pagare senza colpo ferire un biglietto per il posto a sedere dello zaino, e in fine trovarmi faccia a faccia con il più abusato dei cliché: hostess con unghie chilometriche che mi ghigna trionfante che il volo è chiuso.

ritorno
Siccome sono una vera donna di mondo mi son seduta sui gradini lordi di ciampino ho pianto per una mezza dozzina di minuti, poi ho rispedito il mio ingente posteriore sul pullman di ritorno, col sedile ancora caldo, e ho fatto tutta la strada al contrario mandando messaggi demenziali ai miei svariati sostenitori.
Stranamente l’autobus passa dopo solo un quarto d’ora, e mentre mi compiaccio di questa buona nuova, lui, posseduto da un’insana voglia di mutamento, in corso di corsa si cambia nome e si dirige serenamente verso via nazionale. Il conducente, giustamente atterrito dal discreto mix ferocia/disperazione che gli propongo quando mi dice che posso scendere alla prossima fermata, mi apre la porta.
L’autobus dopo ha un cartello col numero in times new roman attaccato con lo scotch, e non dico altro.

epilogo
Mentre ravano in fondo allo zaino alla ricerca delle chiavi perdute, l’idraulico che va al quarto piano mi sbatte in faccia la porta, porta da cui, giusto per la cronaca mi pare doveroso precisare, sono uscita neanche cinque ore fa, e poi lascia l’ascensore aperto, ascensore che, giusto per la cronaca mi pare doveroso precisare, io uso quattro volte l’anno.

opinione pubblica
Pleonastico aggiungere che mia madre ancora sta rompendo i coglioni su quello che avrei potuto fare e io comincio a essere giusto un attimo risentita?

considerazione a freddo
La mia vita somiglia in modo disarmante a un film di renato pozzetto.



I love you just the way you are (parte seconda)
17 gennaio 2006, 19:01
Filed under: mai piu senza

Shinystat mi dice tutta la verità su di voi: siete delle creature disgustose, ve ne approfittate perché non posso più stare qui ogni minuto a cazziarvi. Massì, ma fate pure, eh, lasciatemi a morire in un angolino, grazie grazie. Vado a raggiungere Cassano nella penisola isterica, perché se effettivamente le sorti della compagine giallorossa sono indissolubilmente legate a doppio filo alle mie vicende biografiche, se sono effettivamente una metafora del mio stato psicofisico, ecco, porcocazzo, ci siamo capiti: vinceremo di nuovo il tricolor? (cit) 

1. Credo che la frangia stia malissimo a chiunque abbia superato gli otto anni.

2. Ero convinta che i miei genitori si trasformassero in dei mostri quando andavo a dormire. Tuttora in effetti non ho idea di cosa accada quando vado a dormire.

3. Ho la ciclotimia imbarazzante: si dai usciamo, e poi voglio già un po’ morire. È scomodo, perché non a tutti piace che stasera non si rimorchiano più farmacisti ma si scelgono i più agevoli metodi per il suicidio.

4. La vita mi va sempre un po’ da it’s like ten thousand spoons when all you need is a knife: nel novantapercento dei casi, sono in imbarazzo. Quando sono in imbarazzo dico cazzate. Traete voi i dovuti sillogismi.

5. Una volta un tipo mi ha detto “io ti do il mio numero ma non è che lo butti” e io ho detto “no ma che ti pare” e poi l’ho tenuto nel portafogli per mesi per non sentirmi in colpa di averlo buttato. Per dire.

6. Giorgie, candy candy e tutte le frignone sfigatone bionde mi stavano sul culo. Come ho già detto era innamorata, devotamente, di Oliver Atton, anche se ogni tanto avevo delle fantasie fedigrafe su lupin.

7. In quarta ginnasio rog mi ha dedicato una canzone al concerto della scuola. Son momenti, fatevelo dire.

8. Ho il senso di colpa e il senso del dovere ipersviluppati. Faccio una vita brutta, per questo.

9. Non credo all’oroscopo ma organizzo tutti dei presagi di eventi per cui se il semaforo non diventa giallo trovo lavoro. Sono una creatura furbissima.

10. Ebbene sì: avevo il poster di tom cruise in camera, ma avevo anche tredici anni e comunque sono stata dileggiata a sufficienza da tutti per questo, quindi ora smettetela.

11. Detesto il gospel.

12. Ho un portafogli da uomo, regalo di natale del 1992. Quando, spesso e volentieri, lo perdo, prima di ridarmelo mi fanno un sacco di domande sul perché io abbia un portafogli da uomo. Io rispondo con sguardo ammicca ammicca: forse perché sono un uomo in realtà? Di solito imbarazzati e confusi smettono di farmi domande a riguardo.

13. La gente che butta le carte per terra, ma anche le sigarette dal finestrino: mi viene letteralmente una crisi isterica. Per fedeltà alla causa, ho più volte rischiato di essere picchiata per strada da centenari indefessi o fusti carrozzati.

14. Un po’ di anni fa un uomo mi ha detto “tu mi fai fatica” e non mi sono ancora del tutto ripresa. Lui, il furbone, faceva lo psichiatra, e non dico altro, ah.

15. No sun no party. Quando piove non c’è davvero modo di farmi smettere di fare la lagna, l’unica soluzione è chiudermi in una cantina insonorizzata e ripassare verso giugno (soluzione che, tra l’altro, offre anche il non ultimo vantaggio di donarmi la silhouette appropriata alla stagione estiva)

16. Non ho mai avuto una barbie, però avevo la sorella senza tette, che era più vicina al mio concetto di donna, e ken, e se la facevano insieme, alla faccia di una disgustosa rockstar coi capelli cotonati.

17. Ho dei problemi con i distributori automatici di qualunque cosa e non so fare benzina da sola senza innaffiarmi mani e piedi.

18. Quando non riesco a dormire perché sono davvero triste ripenso alle cose che mi hanno fatto molto ridere. Tipo il ciccio che dice tutta seria “ma tu vuoi fare una sciocchezza!” tipo il ritratto che ha fatto il rao a lacri, tipo i percorsi per cechi in prati, tipo vertigoz che scrive “se tra voi e la guernica ci sono sette piccole differenze”. E rido.

19. Non sono mai andata dall’estetista. Coltivo la segreta speranza che se un giorno ci andassi mi trasformerei in una figa, e non voglio far crollare la mia ultima fede, andandoci.

20. Di solito mi finisco tutte le pizze del tavolo. Se non lo faccio è solo per discrezione, ma dentro di me, ah!

21. Non sono lungimirante, io non riesco ad avere pazienza, vorrei rimediare a tutto e subito, cioè sono un po’ una capa di cazzo. Ma a tutto si fa l’abitudine.

22. Verso i venticinque avevo deciso di farmi tatuare. Poi invece non se ne è fatto più niente, e quando ci ho ripensato ero troppo vecchia. Quest’estate mi hanno regalato un timbro per fare i tatuaggi e così ho sfoggiato un bracciale tribale da gran figa, peccato che la notte mi abbia stinto sulla guancia e così mi sia svegliata che sembravo l’elephant man lasciato a metà.

23. La diplomazia non è il mio forte.

24. Ho un’ossessione per le magliette bianche. Ogni volta che ne vedo una la voglio comprare, incurante della pila che giace nell’armadio. C’ho un guardaroba di robe identiche da fare invidia a puffetta.

25. Quando guardo le premiazioni delle olimpiadi mi commuovo. Mai avvertito che ho sempre sognato di vincere le olimpiadi? Di cosa non è importante. Ma forse di tiro al piattello no. Dico forse, però.



proxima estacion barcelona (duemilasei vediamo un po’ chi sei)
10 gennaio 2006, 21:16
Filed under: bll bb bll parlaci di lei

Rieccoci qua.
La vacanza sciistica è andata benone, a parte che ho dovuto rinunciare a due punti di paroliere causa l’ignoranza dei colleghi in materia di ranni (nota. “ranno” la conosce pure word, ma io dico. Comunque ho vinto lo stesso io, sennò staremmo ancora là con gli avvocati, che diamine.) C’è stato un attimo di ansia quando luca ha battuto la testa e continuava a ripetere, con un accanimento che ricordo solo nelle reprimende del sapientino, “faccio l’architetto e la mia ragazza si chiama Hélèn, questo me lo ricordo”. La vicenda ha seriamente rischiato di trasformarsi nell’episodio di punta di ER, quando lo hanno intabarrato nell’elicottero in direzione ospedale, ma invece poi non se ne è fatto più niente e ci hanno spostato in “italia e sapori” del tg3 regionale, dove è finita a fonduta e grolla.

Per il resto tutto a posto, e ho anche nuovo materiale per la mia indagine “prezzi dei kellogg’s in italia”.
E poi la tartiflette. Dico, ma cos’è la vita senza la tartiflette?

Comunque.
Oggi non mi piglia benissimo perché sono andata a farmi macellare dall’amico dentista che poi con l’occasione si è improvvisato amico psicologo e devo dire che decisamente è meglio se continua a fare il dentista, ma per fortuna ho a disposizione quantità industriali di orsetti gommosi, torrone e liquirizie gialle, che consumo alacremente alla faccia di amico dentista e dei suoi disgustosi campioni di sensodyne. Ah. Ancora niente news sul fronte lavoro, ma sono davvero contenta di essermene andata, senza contare che non avere un lavoro è bellissimo, puoi dormire, uscire, avere una vita e non devi sempre sorvegliare il blogghe. Che liberazione.

Solo mi chiedo perché l’oroscopo promette a tutti ricchi premi e cotillons e a me proprio a me me, dice “mi raccomando non fatevi illusioni”.
Bah.