ma anche no


message in a bottle
27 giugno 2005, 11:03
Filed under: mai piu senza

Il mio primo telefono l’ho avuto in regalo quando ormai senza telefono eravamo solo io e i lattanti ancora incapaci di emettere suoni, tre anni fa (tre anni fa è una data cruciale della mia vita, tenetelo a mente che è quesito ricorrente d’esame, non importa se l’ho già chiesto a quello prima)
Il mio primo telefono l’ho perso durante la manifestazione 14 settembre 2002, mentre De Gregori cantava bufalo bill.

Il mio secondo telefono era identico al primo, per non farmi tanare da me stessa che l’avevo perso in modo balordo. Il mio secondo telefono si è rotto la sera che avevo deciso che rivedere sick boy poteva essere una buona idea. È necessario aggiungere che non lo è stata? Mi sa di no, eh.

Il mio terzo è attuale telefono è dunque identico ai due trascorsi, sempre nello scaltro tentativo di gabbare me stessa sulle precedenti dipartite, solo nel frattempo hanno cambiato il software, per farne uno nuovo ovviamente molto molto più furbo e utile.

Vado a illustrare come si fa ad inviare un messaggio tramite questo telefono, così, tanto dare un barlume dell’acume di questi sagaci progettisti di software.

Scrivere il messaggio è già di per se un’impresa, perché se io voglio scrivere chessò, REME, lui in barba ai miei sentimenti gentili scrive PENE, se poi durante la stesura dell’augusto testo il telefono dovesse squillare o ricevere un altrui messaggio, o fare qualsiasi altra cosa, comprensibilmente tutto ciò che stavo scrivendo andrà perso e dovrò ricominciare da capo (un sera, giuro, ho dovuto ricominciare tre volte, ed era uno lunghissimo di quelli ricchi di parole difficili convertibili in pene).

Insomma, ammettiamo pure che dopo circa tre quarti d’ora, io sia riuscita a venire a capo degli imbarazzanti refusi e a scrivere ‘sta cippa di messaggio: a questo punto inizia la danza dell’indecisione, che se un minimo un minimo sei in dubbio se questo messaggio vada mandato o no, come dire: non aiuta.

Procedura da seguire:
bottone destro: ok
bottone destro: rubrica
scorrimento rubrica
bottone destro: aggiungi
bottone attenzione! sinistro: fine
bottone destro: ok
bottone attenzione! sinistro: fine

bottone destro: scegli

a questo punto invierà il messaggio con delle fondamentali gif animate di una clessidra che io dico beh, se non ci fosse questa clessidra, eh in effetti quanto mi annoierei in questi due secondi, non si può immaginare, eh.

Ma la parte che preferisco viene adesso.
Invece di chiederti se vuoi salvarlo o meno, lui lo salva automaticamente, e vabbe’.
La prima opzione se selezioni un messaggio inviato è: re-invia, segue devia, e poi cancella (cancella è comprensibilmente fuori dal display, bisogna scalare tutte le opzioni per arrivarci)
Ora io dico.
Ma in quanti balzani casi della vita un essere umano ha la necessità di rinviare lo stesso messaggio alla stessa persona? Non è che è un filo più semplice che voglia cancellare i duecento mamma vado a prendere il pane, piuttosto che riavvertire la mamma duecentoventisette volte? soprattutto considerando che questo telefono tra inviati e ricevuti, più di sei messaggi in memoria non tiene, e quindi ‘ste risolute epurazioni vanno fatte spesso.
Fatto sta che ovviamente io più o meno a tutte le persone che conosco ho mandato lo stesso messaggio due volte di fila a distanza magari di un giorno, creando, capirete, anche numerosi incidenti diplomatici.

Poi, se proprio hai deciso di imperterrito perdurare nella tua lotta per la cancellazione, comincia un’altra danza demenziale con un alternanza di bottoni destra e sinistra e domande incrociate tipo sei sicuro di volere cancellare? ma proprio sicuro sicuro? Allora non lo cancello?

Fosse mai che programmassero l’opzione a mio parere unica di essere acclusa: un messaggio audio, animato con sonore risate, che ti avverte a CHI a hai scritto ieri dal pieno dei fumi dell’alcool quel “rose rosse per te ho comprato stasera”. Di solito al capocantiere, o a qualcuno di altrettanto inappropriato, creando incidenti diplomatici degni dell’assassinio di Sarajevo del 1914.

Dulcis in fundo, questo telefono prende le iniziative: lui telefona da solo a chi preferisce, che non necessariamente è chi preferisco io. Questo non perché non abbia i tasti bloccati, no, siccome illo è un telefono che si chiude, la spiegazione è una sola: illo è un telefono molto autonomo. Spesso e volentieri durante una telefonata lui molla tutto e chiama un altro, così, probabilmente perché si sta facendo due coglioni, vai a capire.

Fatto sta che tutto ciò viene sopportato da questo oggetto malefico e demenziale perché è bello. Ma bello bello. Bello tale che lo fanno uguale da tra anni, bello uguale che non diresti mai che è uno di quegli oggetti con bottoni numerati.

Sono un’esteta.
Altrimenti detta, un’idiota.

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inbetween days
23 giugno 2005, 14:16
Filed under: mai piu senza

1. Forse non mi licenzieranno. Forse.

2. Sono stata umiliata da IPN nel modo pubblico e brutale che segue: IPN apostrofa la donna magra “ma tu mangi?” (per la cronaca: lei risponde “avoia, ma se io mi sfondo! solo che non mangio latticini, glutine, lievito, carne rossa e lo zucchero di canna solo alla mezzanotte dell’equinozio di primavera") poi, così, tanto per restare in tema, mi si avvicina e sornione ammicca “tu invece mangi, eh”
Mi sono vendicata dicendo che i miei polpacci sono il doppio dei suoi, intuendo furbamente che per uno che porta inquietanti pantaloni sotto il ginocchio, il complesso polpaccio possa essere un problemino serio. Il dramma grave è che è tragicamente vero, e questo per una che è femmina è un problemino molto più che serio.
Sempre per la cronca: sono uscita dal mio loop per IPN immaginandolo in infradito. La vita è così semplice a volte, eh?

3. Un paio di studenti sono venuti a dirmi che le mie lezioni gli erano piaciute un sacco. Chissà che volevano dire, in realtà. Forse era perché ci saranno gli esami tra poco. Mah.

4. E’ stata opinione abbastanza diffusa e serpeggiante per branco di amici altrui che avessi 22/24 anni e ho fatto colpo su la donna davvero magra che ha fatto la pubblicità del lavazza, (mica pizza e fichi le mie conoscenze, mpf) voglio dire: c’è di che essere orgogliosi per i prossimi tre anni

5. Ho un nuovo record di repeat, che batte la poleposition 87 volte di so lonely. Il nuovo record è 123.

6. Nel turbine della disperazione del weekend, sono finita preda di una complusione per le righine che mi rende oggi orgogliosa proprietaria di ben tre nuove magliette e mutande adornate di righe di fogge e dimensioni svariate. La colpa di questo disagio che ha prodotto molesto giro consumista è in sommo grado di UQC, è giusto che lo sappiate e che lui si senta davvero molto in colpa, ecco

7. Ho sempre avuto un debole per i cortometraggi, ma visto quello che passa in giro (amico cortometraggista: presenti esclusi, s’intende!), forse mi sono sempre sottovalutata e dovrei fare dei cortometraggi anche io. Il mio prossimo progetto è: un cavatappi, una sirena, un uomo con gli occhiali che ride, una donna che scrive, il tutto in rapida sequenza, per tipo diciotto minuti consecutivi. Chissà chi riuscirà a cogliere il significato profondo di tutto ciò. L’importante è non dimenticare di scrivere alla fine che ringrazio bibì e bibò

8. Ci sono un sacco di piedi in giro, e ciò mi da ragione di credere che davvero ho dei piedi garbati, come del resto mi disse, in tempi non sospetti, la assai saggia e ancora più assai parsimoniosa di complimenti, lady anna

9. Domani, dopo ben otto mesi, the only B torna a casa, scusate se è poco da meritare una menzione qua sopra.

10. E  poi in fondo, ma che mi frega? Io ho trovato l’amico commercialista che mi ha compilato tutto l’F24 (tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese in questo benedetto assurdo bel paese, eh) e ho imparato a caricare la carta sul 750plus; a culo tutto il resto.



one with the freaks
16 giugno 2005, 16:58
Filed under: bll bb bll parlaci di lei

Abbiamo sufficientemente appurato che mi capitano le sfighe a grappolo, indi per cui non starò a precisare che di questi tempi il mio umore è quanto meno funesto e che tendo abbastanza alla depressione grugnente.
Anche perché, sai che novità.

Però, incredibile ma vero, ‘sta cosa delle sfighe c’ha anche degli effetti collaterali vantaggiosi, tipo avere perso quattro chili in meno di una settimana, robe che nascondetevi, slim fast e marisa laurito (che tra l’altro, va detto, vanta in curiosi abbinamenti linguistici la pole position nella classifica di chi è capitato qui a caso).

Quindi, forte del mio personalino sghicio, decido che siamo pronti per l’uscita. L’uscita incredibilmente si rivela un’uscita ad alto contenuto di tensione: durante l’amabile chiacchiera con uomo (quasi) calvo, sbuca TD, uomo dal mutevole soprannome ma con un unico sottotitolo: “l’uomo per cui ho dato le craniate al muro da quando ho raggiunto l’età della ragione”, che non vedo dall’età in cui ho la ragione, cioè più o meno tre anni.

Quest’uomo mi fa incartare, che ci posso fare?
E dire che mica mica che sia bello.

Orbene, io davvero non lo so come è potuto accadere, ma a fine serata questo uomo si offre cavallerescamente di riaccompagnarmi a casa.
"Se hai un casco".
Ora.
Perché io dovrei avere un casco?
Va bene sono un personaggio particolare, ma perché dovrei girare con un casco?
Perché prima o poi potrei incontrare TD, ovvio.
Da oggi se vedete una che cammina con casco in testa, sapete chi è.

Mentre maledico l’infausto destino, viene fuori che uomo (quasi) calvo, che per brevità d’ora in poi chiameremo intuitivamente UQC, ha un casco in macchina.
Così, tanto per.
(UQC è probabilmente anche lui un fan di TD e dunque questa vicenda gli è già capitata)

Così passiamo mezz’ora fuori a decidere se valermi di suddetto casco e rientrare per approfittare ghiottamente dell’inatteso invito. In questa mezz’ora smarrisco ogni pubblico decoro, stordendo i miei stoici quanto ignari confidenti con interrogativi assolutamente demenziali, che mi fanno perdere ogni parvenza di dignità di cui fossi ancora, seppure minimamente, provvista.

Dunque, giusto per rimare fedele alla mia fama di donna che mai si sottrae alle responsabilità, opto per la fuga, durante la quale però, non sia mai, non disdegno di lagnarmi molestamente con topolona, UQC e l’altra new entry coi capelli arancioni, con cui mi propongo in ripetute gaffe, come se non bastasse il pietoso spettacolo fin ora offerto.

Come ognun vede, questo post potrebbe facilmente finire sotto occhi sbagliati, e allora sì che qualcuno stramazzerebbe, quindi: acqua in bocca tutti, tomi ponzi del mio cuore.

Nota. credo sia anche ora di annunciare il mio fidanzamento ufficiale con topolona, una vera femmena saggia e malvagia al punto giusto, che se facessi la metà delle cose che consiglia, quanto vivrei meglio.
Siamo le sociopatica e gagrito delle senza tette.
Olè.



sentivo l'odore
14 giugno 2005, 14:48
Filed under: puttanate intimiste

C’è una puntata di sex and the city in cui la tipa scopre per caso l’anello dello sposalizio che il suo fidanzo le ha comprato e appena lei apre la scatolina le viene improvvisamente un fiotto di vomito e corre in cucina.

Per l’occasione il tutto non viene fatto intuire da versi gutturali/abbraccio del cesso come nel glorioso inizio di cresceranno i carciofi a mimongo: no, è ben inquadrato, giallo.

Ho pensato che fosse una scena figa.
Non una scena da ridere, davvero.
E insomma, non che a sex and the city ne passino spesso, di scene fighe.

Però non credevo potesse succedere davvero.
E invece può.

Anche senza anello.
Anche senza fidanzato.



summer song
13 giugno 2005, 11:06
Filed under: mai piu senza

Mi sa che dopo vent’anni ho capito che l’estate mi sta sul culo. Un tempo l’estate era bella, quando andavo a scuola e avevo tre mesi di vacanza e tutti i compagnucci erano in vacanza con me, ma poi avevo pure sedici anni e quindi la vita era una merda per un altro milione di motivi.

Ma ora.
Ora l’estate vuol dire che è esattamente una merda come tutto il resto dell’anno, ma in più:
– fa caldo. ora no, in effetti, ma in compenso piove. Sto a lavare la vespa tutti i giorni che manco quelli colla porsc
– mi scotto, mi spello e si ricomincia
– devo sfrattare i peli per evitare di rimorchiare i cani
– la gggente mi dice “quanto siamo bianchi” convinta di avere uno humor finissimo (in prima linea: IPN e SZ)
– le donne fighe sono più visibili del solito e non hanno problemi di bianco/peli
ma soprattutto, tutti mi chiedono “che fai quest’estate?” come se fosse una domanda furbissima

È chiaro che l’unico scopo di questo quesito è farti sentire una sfigata totale se non hai in canna da sei mesi il giro del mondo in una settimana con braddepitte.

L’idea di organizzare mi fa venire le bolle sulla schiena e piuttosto mi sparo tutto un pomeriggio con SZ a ascoltare donna summer parlando dei suoi martini party (quest’uomo, o non so, questo “coso”, davvero mi da da pensare)
Che poi c’ho pure già scritto un post a suo tempo su sta roba delle vacanze, che sono tediosa e monotona e scrivo sempre le stesse cose, e se siete dei bravi lettori fedeli come millantate il link ce lo mettete voi.

Se avete programmi per le vacanze da suggerire, fatevi avanti.
Ma tanto già vi vedo, che andate in grecia con il fidanzato a fare cicci cicci, o a fare un trekking in perù con le uome di disavventure nel mondo, o a fare le stracazzo di immersioni dagli pseudo valtur e che avete programmato il tutto dal 1982 perché è l’anniversario della vostra prima pisciata in mare.

Ovviamente ci sono delle sfumature di esistenzialismo e disincanto, critiche durissime alla nostra società, in questo post, chi non le ha colte è solo un pusillanime gonzo vuoto dentro.



free to decide (post fuori categoria: penny black per collezionisti)
9 giugno 2005, 18:55
Filed under: -

Ora. Io non voglio fare il post sul referendum, come non l’ho fatto su tutte le cose importanti che sono accadute di questi tempi, e continuerò a non farlo, credo, perché questo blogghe non tratta di cose importanti (ma dai, veramente? e io che mi credevo) e magari un giorno scrivo pure perché secondo me non le deve trattare ma magari anche no.

Insomma, io voglio dire una cosa, popolo.
Una cosa seria.

Andate a votare.
Votate quello che volete, ci mancherebbe, però andate a votare.
Io rispetto le opinioni di tutti (ovviamente non è vero, ma facciamo finta) però non di chi non si esprime.
Quindi andate pure a votare no, se non ci credete, ma andate a votare.

"Invitare ad andare al mare, a non andare a votare ai prossimi referendum, è sbagliato e non è una cosa positiva. Non c’è dubbio che invitare a non votare non educa la pubblica opinione, non responsabilizza (…) voglio che la mia motivata decisione non si confonda con l’ignavia di chi non ha opinione, o di chi non vota perchè rinuncia ad esercitare la cittadinanza attiva.”

Francamente, davvero non avrei mai creduto potesse accadere che io un giorno avrei citato lui.

Update: (rubrica: incredibile ma vero) lo stesso giorno personalità confusa ha scritto il mio stesso post! Ora. Siccome non c’è l’orario, i casi sono due: o personalità confusa mi ha spudoratamente copiato, o io ho chiaramente in me i geni della blogghestar



7 giugno 2005, 14:57
Filed under: mai piu senza
rolling bon sammontana

Due.
Uno dietro l’altro.
Ma quanto faccio schifo,
quanto?