ma anche no


e a modo mio, a modo mio, sono contento un giorno anch’io
30 marzo 2005, 22:33
Filed under: puttanate intimiste

today was a pretty day
no disappointments
no expectations on your whereabouts
and oh, did I let you go?
did it finally show that strange things will happen if you let them?
today I didn’t even try to hide.



saluti & baci
24 marzo 2005, 14:55
Filed under: bll bb bll parlaci di lei

A me sta fortemente sul culo il saluto col bacetto. Ma fortemente parecchio. La situazione che davvero aborro è quella in cui vai a una festa e c’è un cerchio di gente e tu dei iniziare ‘sta via crucis del doppio bacetto a perfetti sconosciuti, o magari a conosciuti che ti stanno sul culo, o anche a sconosciuti che però già ti stanno sul culo, che spesso è il mio caso. Di solito io mi pietrifico in un angolo e faccio ciao ciao con la manina, ma di norma il mio funesto imbarazzante accompagnatore/trice comincia il giro e ci faccio un po’ la figura della disadattata.
Che tra l’altro sono e forse dovrei dirlo anche con un po’ meno orgoglio.
Comunque: mi pare una svalutazione grossa dei baci.

Se io decido che do un bacetto a qualcuno è per qualche motivo dell’affatto o della simpatia, non così alla cazzo: trovo ignominioso baciare della gente a comando, magari ti voglio pure bene babe, ma ti bacio quando mi viene.

Un militare cenno del capo, al massimo una vigorosa stretta di mano.
Nothing really more.
Grazie.



per la categoria originalità abbiamo oggi: a me laclauz dispiace (in ordine sparso)
21 marzo 2005, 10:19
Filed under: bll bb bll parlaci di lei

01. l’umidità
02. le sigarette
03. i peperoni
04. chi butta le carte per terra
05. non capire
06.
i collant
07. le donne magre
08. i cracker non salati
09. il rossetto
10. l’indifferenza
11. i libri in edizione economica
12. i vigili
13. alzarsi presto
14. il quieto vivere
15. capodanno
16.
il ex mio capo
17.
lo smalto colorato
18. i dolci zuccherosi
19. alberto sordi
20. perdere
21. asciugarmi i capelli
22. chi al semaforo fa il tappo col motorino
23. chi non capisce le mie battute
24. i tacchi a spillo
25. aspettare
26. un po’ scritto con l’accento
27. le fibbie e le borchie
28. la meravigliosa amelìe
29.
il frigo vuoto
30. la banalità
31. la lana che pizzica e quella pelosa
32. gli uomini coi sandali e il marsupio
33. le donne che parlano sempre di sesso perché loro sono disinibite
34. i francesi alle olimpiadi
35. le smart
36. chi mangia col gomito sul tavolo
37. correre
38. renato zero
39. camminare coi tacchi alti (ma non a spillo, ovviamente)
40. i maschilisti
41. le mine dure dall’H in giù
42. i balli latino americani
43. le unghie lunghe
44. chi non risponde ai messaggi
45. mascherarmi
46. gli insetti e i ragni
47. lucio battisti
48.
chi ti insegna come va la vita
49. le femministe
50. i giornali di moda/salute/costume
51. la solitudine
52. l’asimmetria
53. la juventus
54. gli uomini in fissa per macchine/calcio/femmine
55. i piedi freddi
56.
gli errori di ortografia (specie se miei)
57. le occhiaie
58. tom hanks
59. le paillettes, i lustrini e brillantini
60. le scarpe che ciabattano 

(comprensibilmente fuori concorso berlusconi, le diete, la tv, il tanga ecc ecc)

Un punto per ogni affinità, e ce ne sono alcune bonus che valgono due punti, occhio.

aguzzate le vista: c’è un apparentemente innocuo dettaglio di questo post che palesa drasticamente un grave malfunzionamento cerebrale. Quale?



e cose così.
14 marzo 2005, 15:14
Filed under: puttanate intimiste

I wish I was a neutron bomb, for once I could go off
I wish I was a neutron bomb, for once I could go off
I wish I was a sacrifice but somehow still lived on
I wish I was a sentimental ornament you hung on
The Christmas tree, I wish I was the star that went on top
I wish I was the evidence, I wish I was the grounds
For fifty million hands upraised and open toward the sky

I wish I was a sailor with someone who waited for me
I wish I was as fortunate, as fortunate as me
I wish I was a messenger and all the news was good
I wish I was the full moon shining off a Camaro’s hood

I wish I was an alien at home behind the sun
I wish I was the souvenir you kept your house key on
I wish I was the pedal brake that you depended on
I wish I was the verb ‘to trust’ and never let you downI wish

I was a radio song, the one that you turned up



nobody knows you when you're down and out
7 marzo 2005, 14:16
Filed under: bll bb bll parlaci di lei

Il mio amico mr.dave non è un tipo proprio facile, bisogna avere molta pazienza con lui, perché è non è proprio un tipo accomodante, gli piace fare gli scherzi della adolescenza, avere sempre ragione, dire le cose dell’intelligenza superiore, snobbare tutti quelli che non hanno l’intelligenza superiore, dilettarsi in frizzi e lazzi smaccatamente demenziali.

Il mio amico mr.dave è un tipo di pochi complimenti e convenevoli: se non gli piaci semplicemente dimentica la tua esistenza. Anche se gli stai parlando, il che rende spesso un po’ complicate le sue conversazioni.

Il mio amico mr.dave è un ingegnere nucleare, però non è a forma di ingegnere, perché lui c’ha gli occhi azzurri e tanti capelli e il fisichetto, e ha avuto tante fidanzate.

Il mio amico mr.dave noi non abbiamo mai capito bene che lavoro faccia, fa una cosa per cui spesso piovono memorie, stampanti laser e USB2, che però non seguono la legge dell’usucapione e possono esserti sottratte sul più bello.
Forse fa il ladro.

Il mio amico mr.dave ora è andato a lavorare per le nazioni unite a Vienna come ingegnere nucleare (o come ladro? chissà) per sviluppare un programma complicatissimo che solo delle menti superelette possono capire e che salverà il mondo (forse) e gli danno tanti di quei soldi da vergognarsi a parlarne a un architetto.

Tutto questo era per certificare la credibilità di mr.dave, perché questo mr.dave mi ha detto che era una dritta comprare i dvd in edicola.
E così io sono ora la fortunata posseditrice di due copie di OGGI, il che già di per sé sarebbe una notizia sufficiente per scriverci il decamerone, ma quello che mi preme ora è il riemergere della sindrome DOCA, che scorre forte in me almeno quanto la forza nella principessa leila.

La sindrome DOCA (disturbo ossessivo compulsivo arretrati) è quell’impossibilità di dormire se c’è un buco nella collezione, che sia di ratman o di domus poco importa: se manca un pezzo l’ansia si impadronisce di te spingendoti a ravanare per tutta la città alla ricerca dell’oggetto del desiderio. Generalmente se è vero DOCA, nonostante tu sia ormai fuori dal raccordo, con il diluvio universale etc, questo non ti impedisce di perseverare imperterrito nel setacciamento edicole.

A questo punto, visto che generalmente i risultati sono prossimi allo zero, bisogna mettere in atto un melliflua strategia criminale e corrompere il giornalaio. Di solito i condiscendenti edicolanti, mossi a pietà dal rivolo di bava verde all’angolo della bocca, ti blandiscono assertendo che ordineranno quanto prima la copia agognata, e fingono di compilare con cura un post it con le tue generalità mentre presumibilmente scarabocchiano i briosi disegnetti di Jackie Treehorn. (e faccio le citazioni colte, sono una blogghertrendy)

Però solitamente sottovalutano la gravità del DOCA e quando il giorno dopo ti presenti fradicio di pioggia con le nocche bianche a delle ore decisamente irragionevoli, ti guardano con disprezzo superiore chiedendoti chi sei.  È lì il momento di entrare muniti di matita 6B e con muta pervicacia colorare il suddetto post it dove apparirà un superdotato dedito alla compiaciuta contemplazione delle proprie virtù.

Detto ciò, dopo aver scassato la minchia a amici e conoscenti mascherando l’incontrollabile ansia da DOCA con problemi di universalmente accettati dalla società quali non ho un casa, non ho i soldi, non ho il fidanzato etc potete pure andare a casa e scoprire che esiste questo.