ma anche no


educazione sentimentale
20 dicembre 2004, 10:27
Filed under: bll bb bll parlaci di lei

Io fino ai dodici anni non ho avuto molto ben chiaro il mio sesso di appartenenza, ma le gomme profumate non mi interessavano, quindi avevo deciso che i maschi potevano dare maggiori soddisfazioni. Quindi mi ero prepotentemente insidiata tra gli elementi di spicco della cricca e organizzavo delle cosche pericolossime in cui ci si dava un sacco di botte, e si eseguivano riti di tortura particolarmente brutali tipo il confinamento dentro i secchi dell’immondizia o l’incatenamento dei prigionieri alle maniglie. E va detto che, a parte le tettone, non avevo nulla da invidiare a fujiko, ah.
Avevo un gran successo di pubblico, tresche a pacchi, una vita sociale che non avrei mai più rivisto.
Il mio fidanzo ufficiale del momento, si chiamava, lo giuro, fabio fantozzi. Con tanto di capelli rossi. Ora, a quei tempi io ero troppo giovane per fare le debite associazioni, ma a posteriori è desolatamente lampante come fosse un presagio tanto chiaro quanto funesto della sfiga della mia futura vita sentimentale.

Comunque.
Poi ho cambiato casa e nonostante ci fossimo trasferiti a dieci metri, ho cambiato pure scuola, giusto per traumatizzarmi un pochino aggratis. Per inciso, a proposito di traumi aggratis: nella nuova scuola venivo mandata a piedi da sola. Ocche si manda una pischella di sette anni da sola a Roma? Poi dici che uno viene su disturbato. Nella scuola nuova di fighetti non sono riuscita a ripristinare la fulgida atmosfera dispotica che mi aveva contraddistinto precedentemente, però, ho incontrato il ciccio con cui avrei diviso il banco di scuola per i successivi dieci anni. (a parte una parentesi in seconda media quando la prof di flauto le consigliò di frequentare migliori compagnie. Ora è morta)
Ma soprattutto non ho più avuto tempo per gli uomini della mia età e caratura, perché io ero parecchio fashion e stavo con uno della TV.
Un calciatore.
Ciao ciao veline, come siete demodé.
Poi lui mi ha lasciato per tentare la carriera in brasile.
No l’ho più sentito.

Ma Holly in brasile non ha sfondato.



la calabria è un postaccio
13 dicembre 2004, 15:30
Filed under: ipn soap

Dopo lunghe chiacchierate della domenica a scegliere la migliore tattica per agguantare IPN, dopo aver escluso la maglietta “fuck me, please” (c’era pur sempre rischio di fraintendimento da parte del mefitico vecchio dell’ultima fila) mi capita il giorno di sole, IPN balla e fischietta, dice che oggi è proprio felice perché ha finito il trasloco.

Quale giorno migliore per eseguire con nonchalance un doppio flick con avvitamento e chiedere col distacco invincibile “quel cartongesso a casa tua, allora?”
Proprio mentre ero lì lì per iniziare la prima diagonale, la cinquantina disinibita lo apostrofa cinguettosa “E tu a Natale che fai?”

E lui allora, lui, schietto ma tronfio:

“vado in calabria da Francesca”

Ecco.
La calabria è un postaccio.

Lo sanno tutti.

O per lo meno, quelli che ci sono stati.

Io mai, ma mi fido dell’opinione nazional popolare.

Poi una volta ho visto a una festa del ciccio una tipa della calabria che aveva la pelliccia e il ciccio ha detto che era antipatica.

E il ciccio ha sempre ragione.

Basta, no?

E guardando meglio, ha le basette lunghe, bleah.

Lui, dico.

Ma forse anche Francesca.

Speriamo.

SUS:
e se fosse la sorella come in tutti i B movie che si rispettino?


(non mi sono creduta manco io.)



laclauz ha fatto i biscotti
8 dicembre 2004, 21:09
Filed under: bll bb bll parlaci di lei


(akane tendo mi fa una sega)